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Inverno ultima chiamata, seguiamo passo passo l'ultimo assalto del Generale

Dopo i normali aggiustamenti del "tiro" le nostre carte ci propongono ora uno scenario piuttosto chiaro e verosimile. Andiamo a vedere quali passi compirà la prossima sciabolata fredda scovandone i particolari fin dall'origine.

In primo piano - 18 Marzo 2009, ore 10.20

Mentre l'Italia si crogiola ai primi tepori primaverili, sul comparto euro-atlantico si vanno disegnando gli scenari proposti dalle nostre carte con una buona settimana di anticipo. Dopo gli ultimi fisiologici aggiustamenti delle complesse equazioni che imbrigliano nei nostri calcolatori lo schema dell'atmosfera, siamo ora giunti alle tanto attese conclusioni. Due gli elementi principali che guideranno la scena: il grande anticiclone atlantico in risalita meridiana verso l'Artico norvegese da una parte e il pesante lago di aria gelida che ancora staziona sulla calotta polare in controspinta verso l'Europa centro-orientale dall'altra. Nel mezzo un torrente d'aria in piena che, come un macchina da rally, attraverserà su due ruote da nord verso sud l'Europa centrale, con la corrente a getto in alta troposfera e i flussi alle quote inferiori leggermente sfasati tra loro. Cosa significa? Anche qui due i punti principali, primo: lo strappo del getto in discesa verso l'arco alpino nella serata di giovedì avrà un punto nevralgico sul suo lato sinistro, ubicato tra l'Austria e i Paesi Balcanici. Qui infatti per motivi dinamici si creerà ad alta quota un vuoto d'aria che dovrà essere colmato tramite prelievo di aria dalle quote inferiori. Ecco sviluppato il minimo depressionario in altitudine. Secondo punto: in media troposfera l'asse maggiore del vento imboccherà invece una traiettoria che lo porterà a scavalcare le Alpi Dinariche in direzione dell'Adriatico; ecco dunque che sul nostro mare si svilupperà un secondo minimo, questa volta nei bassi strati e per motivi orografici. La spinta dinamica impressa dal pesante rotolamento dell'aria fredda permetterà a questo piccologorgo freddo di superare la bariera appenninica e di iniziare ad approfondirsi sul Tirreno cnetrale. I due minimi nella giornata di venerdì andranno in fase e l'impalcatura baroclina (inclinata) conferirà a tutta la struttura grande vigore ma non è tutto. Dal nord Africa interverrà anche il ramo ascendente della corrente a getto subtropicale la quale fornirà ulteriore divergenza ad alta quota, dunque nuova vorticità ed energia alla struttura. Nel frattempo la risucchierà rapidamente dal Tirreno verso lo Jonio. Ecco quindi entrare sulle nostre regioni centro-meridionali peninsulari il primo veloce impatto frontale con qualche contraccolpo iniziale anche su versante tirrenico e Sardegna a causa di una possibile convergenza a bassa quota. Si tratterà però di qualche pioggia, con la neve al momento defilata intorno a 700-1000m, seppur con limite in progressivo calo in serata. Nella notte su sabato cessano i fenomeni sul lato tirrenico e si concentrano su Appennino, settori adriatici e regioni meridionali. La neve guadagnerà terreno arrivando fin verso i 300-400m tra le Marche e il Foggiano, 500 sulla Basilicata e sull'Appennino campano, ancora verso i 600-700m sulla Calabria. Sabato mattina l'apice dei fenomeni. L'allontanamento della perturbazione delegherà le precipitazioni all'effetto sbarramento indotto dall'Appennino; è il momento della neve lungo il versante adriatico, possibile mista a pioggia fin sulle pianure di Abruzzo e Molise, ma prevalentemente sopra i 300m. Nel pomeriggio tutto si trasferisce al sud dove tuttavia i fiocchi non riusciranno a scendere sotto i 400m. Sulle altre regioni venti freddi nord-orientali saranno l'eredità di questo acuto dell'inverno, probabilmente l'ultimo.

Autore : Luca Angelini

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