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INVERNO: sarà un SUPER GENNAIO?

Comunque vada, interessanti le previste iniezioni di aria calda in sede polare durante la prima metà del mese.

In primo piano - 30 Dicembre 2016, ore 10.01

La grande novità è certamente il fermento che si manifesterà nel core del vortice polare troposferico durante la prima metà del mese di gennaio. Si prevedono infatti, almeno sulla carta, alcune penetrazioni di aria molto mite nell'area polare, soprattutto sul settore groenlandese, in grado di disturbare in maniera pesante la normale fluttuazioni delle correnti attorno alla massa gelida del vortice polare.

Questo non si tradurrà necessariamente in eventi invernali severi e nevosi sull'Italia o sull'Europa, perché nonostante queste intrusioni, potrebbero anche derivarne correnti da ovest solo leggermente ondulate.

C'è però anche la possibilità che l'afflusso caldo verso nord giunga in modo molto netto e repentino, oltre che nel punto giusto per attivare una discesa di aria gelida verso l'Europa centro-orientale e su parte del Mediterraneo.

L'ipotesi che secondo il team di MeteoLive non risulta affatto da scartare è quella che vede il freddo raggiungere l'Italia da nord entro il 9-10 gennaio, accompagnato da correnti da nord e con riflessi nevosi in Adriatico e al sud, magari anche in pianura.

Al momento risulta invece molto difficile pensare ad un affondo più occidentale del freddo con risposta perturbata su tutta Italia e neve soprattutto al nord.

Il vero rischio però, quello che stroncherebbe ogni velleità invernale, sarebbe la classica "piallata" da ovest, con inevitabili conseguenze miti e magari il ritorno dell'alta pressione, stirata verso di noi, oppure una variabilità senza troppe velleità di produrre qualcosa di importante e soprattutto con temperature di nuovo autunnali.

Insomma l'avete capito: siamo ad un bivio importantissimo, cruciale per le sorti del gennaio. Se ascoltassimo il NOAA l'ipotesi dell'ondata di freddo con la neve sui versanti adriatici e al sud sarebbe davvero da appoggiare, ma l'esperienza ci dice di attendere ancora prima di sposare una linea già piuttosto estrema.

Di ancora più estremo ci sarebbe la linea che prevede la formazione di un anticiclone sulla Scandinavia, la retrogressione di aria fredda sin sull'Italia e l'interazione con le correnti atlantiche. Troppo, francamente troppo per crederci tout-court, vista la tracotanza con cui le correnti da ovest sanno riprendersi la scena nel giro di poche emissioni.

Riassumendo:
Al momento una massa d'aria gelida come quella prevista per l'Epifania è qualcosa di importante su scala europea, capire cosa avverrà è prematuro ma al momento l'idea di un'irruzione fredda da nord sull'Italia entro il 9-10 gennaio con conseguenze nevose per Adriatico e meridione è quella in cui crediamo di più, anche se non troppo...


Autore : Alessio Grosso

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