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INVERNO: e ora rimane solo la stratosfera

Stratosfera ancora molto fredda ma che a lungo termine, sembra proporre interessanti manovre. Vediamo quali e le possibili conseguenze.

In primo piano - 29 Gennaio 2014, ore 10.35

 Metà dell'inverno sta trascorrendo con una stratosfera polare molto fredda. Capite bene che se il gelo rimane sulla verticale del Polo, tutta la circolazione a livello emisferico ne risente sino alle basse quote. Il vortice polare al livello del mare rimane ben compatto nella sua sede artica e, come in questo caso, si snoda a forma di ellissoide con un fuoco sul Canada e l'altro sulla Siberia orientale, tagliando fuori dai rigori dell'inverno l'Europa, in modo particolare il comparto mediterraneo.

Ora qualcosa si muove: parte un riscaldamento piuttosto rapido a carico del lato euro-atlantico della stratosfera polare ed entro la prima decade di febbraio, sembra aggiungersi anche una spinta da parte dell'anticiclone aleutinico sul lato pacifico. Cosa significa? Dal punto di vista tecnico ci aspettiamo una deformazione a carico del vortice polare stratosferico, il quale concentrerà tutte le sue forze su due lobi, uno ancora una volta sul Canada, l'altro sul lato siberiano.

Non cambierà nulla in buona sostanza? In realtà un vortice stratosferico a forma di occhiale tende a venire infilato nel mezzo da un rialzo dei geopotenziali e quindi alla formazione di un anticiclone (seppur relativo) in sede polare, con successiva tendenza a rotazione antioraria del lobo sibreiano in direzione dell'est Europa. Alcune carte stratosferiche a lunga gittata (6-10 febbraio) promuovono questo scenario con epilogo a partire dalla terza decade del mese.

Quali potrebbero essere dunque le conseguenze sul tempo di casa nostra?

Un elemento gioca a favore di un ritorno all'inverno intorno alla terza decade di febbraio, ovvero l'attuale discreto "dialogo" tra le alte e le basse quote, quindi una potenzile rapida risposta della circolazione sinottica alle forzanti stratosferiche. Un altro elemento invece rema contro l'inverno ed è la distribuzione delle vorticità potenziali, ancora spalmate lungo un asse trasversale tra Siberia e nord America.

Se la manovra stratosferica andasse in porto (aggiungiamo che per ora oltretutto non si tratta di un riscaldamento stratosferico estremo), l'inverno potrebbe tornare a dire la sua sull'Europa orientale (65%), mentre quella mediterranea, occidentale e in Atlantico è più probabile risentire ancora una volta delle influenze canadesi, con prosecuzione di condizioni meteorologiche spesso instabili o perturbate ma in stile più propriamente tardo autunnale (55%).


Autore : Luca Angelini

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