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Inverno 2015 secondo atto: le news del venerdì sera

L'Italia si appresta a vivere una nuova fase atmosferica dalle caratteristiche finalmente invernali. Il lobo canadese del vortice Polare concede una tregua, permettendo un raffreddamento della temperatura sull'Europa centrale ed occidentale. Occasioni di NEVE soprattutto sulle regioni settentrionali. Possibile nuovo rinforzo delle vorticità zonali sul finire di gennaio.

In primo piano - 16 Gennaio 2015, ore 19.25

Sono momenti di grande confusione quelli che si respirano in questi giorni sulle previsioni relative addirittura al medio termine. L'Italia ricadrà in ogni caso all'interno di un'area piuttosto vasta, caratterizzata da basse altezze geopotenziali. In buona sostanza saremo sovrastati per gran parte della prossima settimana, da aria piuttosto fredda ed instabile alle quote superiori, nella quale risulta ancora estremamente difficoltoso comprendere dove e come andranno ad agire i sistemi nuvolosi.

Questa difficoltà previsionale deriva sostanzialmente dalla mancanza di una depressione "bene assestata" sul bacino del Mediterraneo, verrebbe quindi a crearsi una circolazione confusa che, pur essendo di tipo ciclonico, faticherebbe a proporre dei sistemi nuvolosi veramente organizzati. L'unica eccezione parrebbe essere (sempre secondo QUESTO aggiornamento) giovedì 22 gennaio, una giornata dalle condizioni atmosferiche perturbate specie al nord ed al centro, con NEVE a bassa quota sulle regioni settentrionali.

Relativamente al lungo termine, quest'oggi fare una previsione o tracciare una linea di tendenza sull'evoluzione a lunga distanza, pare proprio alla stregua di lanciare una monetina, pretendendo di sapere in anticipo se sarà testa o croce: il modello americano infatti, pone enfasi ad un forte rinforzo della corrente a getto occidentale che sarebbe pronta a fuoriuscire dal Canada orientale per gettarsi a capofitto sull'oceano e poi verso i settori settentrionali europei.

Tale evoluzione determinerebbe un progressivo isolamento della circolazione d'aria fredda verso l'Europa meridionale
, la chiusura della fase instabile sarebbe quindi affidata a masse d'aria di origine continentale con effetti maggiori ancora una volta centrati sulle regioni centro-meridionali ed il versante adriatico. La parte finale di gennaio trascorrerebbe sotto un nuovo rinforzo delle vorticità canadesi che potrebbero riportare condizioni atmosferiche nuovamente su standard più tiepidi a partire dalla penisola Iberica sin verso l'Europa centrale. Il target temporale ricadrebbe nell'ultima settimana di gennaio.


Autore : William Demasi

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