Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

Invadente presenza anticiclonica sull'Europa occidentale: cambiamento climatico o normalità?

Puntuale come un orologio svizzero, una volta giunti alla stagione invernale assistiamo di sovente all'ingombrante presenza di una zona d'alta pressione sul lato occidentale del continente europeo. Proviamo a fornire una spiegazione del perche questa figura barica influenzi lo stato del tempo durante il periodo freddo risultando quasi assente durante l'estate.

In primo piano - 29 Dicembre 2012, ore 16.00

Croce e delizia di quasi tutti gli appassionati dell'inverno in Europa e sul Mediterraneo, l'anticiclone delle Azzorre che durante l'estate è stato ormai quasi completamente surclassato dal "collega" africano, durante l'inverno di sovente torna a mostrare la sua potenza infastidendo l'esordire della stagione invernale nel vecchio continente.

In assoluto il settore d'Europa più penalizzato dalla presenza di questa figura anticiclonica risulta la penisola Iberica, la quale durante la stagione invernale può subire la forte influenza di questa zona di alta pressione per diverse settimane (anche diversi mesi) portando temperature tiepide ed assenza di perturbazioni.

A cosa è dovuta tanta insistenza dell'anticiclone azzorriano durante l'inverno?

Le cause della sua presenza più o meno ingombrante sull'Europa e sul Mediterraneo occidentali trova essenzialmente due spiegazioni:

-la distribuzione delle fonti di calore sull'emisfero boreale all'avvicendarsi delle stagioni.

- la presenza di una situazione sinottica che favorisce la formazione di questa zona di alta pressione.

Per quanto riguarda il primo punto, la spiegazione risulta in realtà abbastanza logica; le figure di alta pressione infatti, prediligono aree del pianeta caratterizzate dalla presenza di una maggiore quantità di calore. Durante l'estate il continente africano ed in parte anche quello europeo tendono a surriscaldarsi molto sotto l'effetto dell'intenso irraggiamento solare. Questo fenomeno determina così la formazione di una zona d'alta pressione di tipo termico, la quale sempre più spesso riesce ad estendere la sua influenza anche su parte dell'Europa meridionale ed il Mediterraneo condizionando oltremodo la natura delle nostre stagioni durante il periodo estivo.

Un quadro di questo tipo prevede a tutti gli effetti la presenza di continenti con temperature molto più alte rispetto alle zone oceaniche le quali sono dotate di una incredibile inerzia termica. Quello che durante l'inverno risulta tiepido e mite, durante l'estate risulta fresco e ventilato. Con questa premessa possiamo facilmente intuire che durante l'estate l'oceano Atlantico rappresenta una fonte immensa di aria fresca che va in contrapposizione col gran caldo che domina l'Europa continentale.

Da qui scaturisce la presenza di frequenti situazioni cicloniche che di sovente influenzano l'Europa occidentale ed il Regno Unito per gran parte della stagione estiva con tempo fresco e piogge frequenti.

L'arrivo dell'inverno determina spesso l'inversione di questi due grandi poli barici. In conseguenza di questo, le zone di alta pressione durante il periodo invernale tendono molto più facilmente ad occupare l'oceano Atlantico a scapito di intense depressioni fredde che di sovente influenzano il tempo dell'Europa centrale ed orientale, compreso il Mediterraneo.

Al passaggio da estate ad inverno assistiamo alla scomparsa dell'anticiclone africano con la nascita di intense depressioni fredde a partire dalle latitudini settentrionali europee. Con l'arrivo dell'inverno vero e proprio queste depressioni possono facilmente estendere la loro influenza sin verso il Mediterraneo e l'Europa centrale, isolando l'anticiclone atlantico sull'Europa occidentale.

Il comportamento di questo anticiclone risulta influenzato sia dal passaggio stagionale che dalla sinottica che governa l'inverno dell'emisfero boreale. A tal proposito svolge un ruolo fondamentale l'intensità del Vortice Polare e la sua collocazione a livello emisferico. La presenza di intense depressioni sull'area canadese determina solitamente la nascita e lo sviluppo di forti aree anticicloniche in sede atlantica.

La posizione che andrà ad assumere questo anticiclone dipenderà essenzialmente dal comportamento delle depressioni sopraccitate:

- Se l'asse delle depressioni sull'Atlantico occidentale risulta orientato ovest-est, gli intensi richiami caldi che ne scaturiti tenderanno ad invadere l'Europa. Sarebbe quindi probabile assistere ad una espansione dell'alta pressione sin verso l'Europa centrale ed il Mediterraneo.

 

 

 

- Nel caso le basse pressioni fossero orientate con il proprio asse sud-nord, verranno favorite intense avvezioni di aria calda sin oltre il Circolo Polare Artico con formazione di possibili anticicloni di blocco e possibile evoluzione fredda sull'Europa.

 

 

 

Occorre quindi sottolineare come in realtà la presenza dell'anticiclone azzorriano durante la stagione invernale faccia parte del DNA del nostro clima, il quale durante l'inverno subisce la forte influenza mitigatrice dell'oceano Atlantico in tutte le sue forse, siano esse anticicloni o depressioni.

Anticiclone delle Azzorre, anticiclone africano e cambiamenti climatici:

Con l'arrivo del nuovo millennio abbiamo assistito ad una graduale perdita di importanza del flusso zonale atlantico, cioè di quel "fiume", sorta di nastro umido e strutturato a tutte le quote che forniva la spinta necessaria alle perturbazioni atlantiche per entrare di gran carriera sul nostro Paese. La crisi della zonalità viaggia di pari passo con il graduale ritiro dei ghiacci artici. Il periodo di maggiore crisi della banchisa polare ricade durante la stagione estiva (specie dalla seconda metà) segnando di anno in anno record sempre più drammatici di ritiro.

La zonalità atlantica deriva dalla differenza di temperatura esistente tra le estese superfici ghiacciate della banchisa polare nei confronti dell'aria sensibilmente più calda presente alle medie e basse latitudini.

Durante le stagioni invernali il Vortice Polare risulta spesso indebolito, se da una parte questo processo favorisce lo scambio meridiano di masse d'aria rendendo i nostri inverni più interessanti, dall'altro impedisce una strutturazione convinta della banchisa ghiacciata al Polo Nord. In buona sostanza i ghiacci artici durante l'inverno guadagnano in estensione come nel passato, risultando però di spessore molto più sottile.

Al sopraggiungere della stagione estiva lo scioglimento del back artico risulta più rapido facendo segnare record di ritiro. La crisi della zonalità nel periodo estivo è la manifestazione diretta di questo forte ritiro. Il mantenimento del flusso zonale durante il periodo estivo risulta compromesso dalla mancanza di una adeguata differenza di temperatura tre le zone polari e quelle delle medie e basse latitudini.

Venendo a mancare la spinta zonale, l'aria più temperata atlantica attraverso la distensione dell'anticiclone delle Azzorre non riesce più a fare ingresso franco sull'Europa centrale ed orientale. Ne derivano stagioni estive influenzate dalla presenza sempre più pressante dell'anticiclone africano come sostituto del vecchio collega azzorriano. La nuova logica seguita dall'atmosfera prevede pochi movimenti di masse d'aria ovest-est a favore di scambi meridiani più esasperati.

 


Autore : William Demasi

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità
Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum