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Intervista all'esperto: per ora l'inverno tace, ma...

Prima chiacchierata del nuovo anno con Simone Maio, uno dei nostri previsori e redattori. Abbiamo chiesto alcune spiegazioni sull'attuale configurazione barica e sulle prospettive invernali, ad oggi.

In primo piano - 7 Gennaio 2005, ore 11.32

DOPO LA PIOGGIA E LA NEVE DI DICEMBRE, GENNAIO SEMBRA PARTIRE NEL SEGNO DEL BEL TEMPO, PERCHE'? MAIO: Da più giorni il Mediterraneo centrale, l'Italia ma anche buona parte dell'Europa occidentale sono sotto il muro protettivo dell'alta pressione che costringe le perturbazioni atlantiche e i venti freddi a viaggiare a nord dell'arco alpino, sfiorando solo in parte alcune nostre regioni. Una configurazione barica che, sull'Europa meridionale, assomiglia più all'estate... se non fosse ovviamente per i valori termici comunque molto bassi durante la notte. TUTTO QUESTO E' NORMALE O SIAMO DI FRONTE AD UN'ALTRA ANOMALIA? MAIO: Le fasi più piovose si originano dai contrasti tra masse d'aria fredde e calde con diversi contenuti di umidità. Con l'arrivo dell'inverno e la prevalenza delle correnti più fredde è normale attendersi una certa riduzione delle precipitazioni, specie al centro-nord, dove diminuiscono quei contrasti che sono il carburante principale delle precipitazioni. Ciò che invece stona è la continuità con cui l'alta pressione permanga al di sotto del 50° parallelo, ossia una cosiddetta fase prolungata di "NAO positiva". QUALI PROSPETTIVE PER L'INVERNO ITALIANO? MAIO: Più volte abbiamo sottolineato come negli ultimi anni la circolazione atmosferica dalle nostre parti sia più meridiana che zonale, cioè come le grandi perturbazioni non ci raggiungano quasi più da ovest verso est ma si tuffino nel Mediterraneo grazie alle incursioni fredde attraverso le Porte di Carcassona, della Bora e dalla valle del Rodano, ossia da nord verso sud. Dunque per sbloccare la situazione e rivedere sulla Penisola scenari meteo più invernali bisognerà attendere che l'anticiclone punti il "naso" verso nord e inneschi una discesa di aria fredda verso il Mediterraneo centrale. QUANDO SI PREVEDE TUTTO QUESTO? MAIO: Analizzando le carte anche a medio e lungo termine si intravede un primo cambiamento solamente verso la metà del mese, mirato prevalentemente alle regioni adriatiche ed uno più importante su tutta la Penisola dopo il 20... Bisogna fare molta attenzione però: perché questo è lo scenario che si prospetta con i dati di stamattina e domani o addirittura anche nelle prossime ore potremmo trovarci davanti ad una situazione completamente diversa. Con buona affidabilità possiamo però dire che almeno fino a mercoledì 12 saremo "disturbati" solo da modesti passaggi nuvolosi. IN EUROPA DOVE BISOGNEREBBE ANDARE PER RITROVARE L'INVERNO? MAIO: Sicuramente verso nord. Le Isole Britanniche, i Paesi Bassi, la Danimarca e la Scandinavia continueranno ad essere interessate direttamente dal flusso perturbato atlantico, con un parziale coinvolgimento del nord della Francia e della Germania. La Russia, come è tradizione, rimarrà sotto il tiro delle correnti polari. Tutto il resto è... alta pressione, o se volete "noia", dipende solo dai punti di vista personali!

Autore : Redazione MeteoLive.it

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