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Intervista all'Esperto: Ancora emergenza idrica al nord-ovest?

Consueta chiacchierata con Luca Savorani.

In primo piano - 11 Agosto 2006, ore 14.05

REDAZIONE: Le perturbazioni degli ultimi giorni hanno generato temporali e rovesci su gran parte del Paese. Come mai si registrano ancora enormi carenze idriche specie al nord-ovest? SAVORANI: Purtroppo il nord-ovest soffre di una prolungata carenza precipitativa. Le analisi delle precipitazioni del periodo compreso tra gennaio e maggio 2006 evidenziavano già un deficit pluviometrico consistente, pari a 4,9 miliardi di metri cubi da imputare principalmente alle scarse precipitazioni nei mesi di marzo, aprile e maggio. Nel corso della primavera, alquanto fredda e governata da un flusso di correnti settentrionali le precipitazioni sono mancate quasi totalmente. Nel mese di luglio il colpo di grazia inferto dal nostro caro anticiclone nord-africano con ondate di calore a ripetizione e precipitazioni scarsissime. Da qualche giorno sono tornati i temporali a rinfrescare gran parte del nostro Paese dopo un avvio di stagione tormentato. Ma le precipitazioni temporalesche, anche se intense e talvolta violente, sono pur sempre molto localizzate e totalmente inutili a colmare il deficit idrico di molte zone del nord e del centro Italia. REDAZIONE: Allora quali sono le perturbazioni utili al fabbisogno idrico nazionale? SAVORANI: Sul nord-ovest c'è bisogno di ben più di un fronte temporalesco per colmare la pesante eredità degli ultimi mesi. Una perturbazione atlantica ben organizzata, che transitasse lentamente sulla nostra Penisola d'altro canto non farebbe altro che bene alle aride terre settentrionali. Non ce ne vogliano i vacanzieri se auspichiamo per la pioggia, ma il passaggio di una perturbazione o di un fronte atlantico non crediamo possa danneggiare irrimediabilmente il settore turistico italiano, risollevando invece, le drammatiche sorti dei fiumi, dei bacini e delle riserve idriche italiane. REDAZIONE: A quando la fine di questa fase siccitosa? SAVORANI: Difficilmente si potrà uscire da questa scomoda situazione entro la fine del mese, anche se vi sono buone possibilità che dopo Ferragosto l'affondo di un vortice depressionario sulla penisola Iberica possa convogliare verso l'Italia calde e umide correnti meridionali con un nuovo forte peggioramento del tempo e un coinvolgimento più marcato del nord-ovest e delle regioni dell'alto versante tirrenico. Tuttavia una possibile definitiva risoluzione di tale emergenza, potrà giungere solamente dalle perturbazioni atlantiche autunnali, spesso caratterizzate da persistenti e abbondanti piogge.

Autore : Redazione

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