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Intertropical convergence zone (ICTZ): come influenzerà il tempo nelle prossime settimane?

Quali saranno i protagonisti che entreranno in scena nel panorama meteorologico Europeo tra la fine della primavera e la prima parte dell’estate? Avvalendoci della previsione sulla ICTZ (Intertropical Convergence Zone) cercheremo di fornire una risposta, provando a chiarire l’importanza che essa svolge sulla previsione del tempo a lungo termine nelle nostre latitudini.

In primo piano - 13 Aprile 2013, ore 10.33

Un po’ di didattica: cos’è la Intertropical Convergence Zone?

Con questa espressione si indica l’area dove gli Alisei da nord-est si scontrano con gli Alisei provenienti da sud-est. Queste due importanti circolazioni eoliche tendono a generare una zona di convergenza in grado di innescare potenti moti convettivi con la conseguente formazione di una depressione termica. Nel corso delle stagioni la ICTZ subisce delle oscillazioni che variano a seconda del periodo. Durante l’estate l’oscillazione avviene in direzione dell’emisfero boreale mentre durante l’inverno la zona di convergenza si sposta all’emisfero australe.

 La migrazione della convergenza è un fenomeno strettamente correlato all’incidenza della radiazione solare sulla superficie terrestre. Durante la stagione invernale la ICTZ si trova a latitudine assai bassa sino a raggiungere il Tropico del Capricorno, questo spostamento a sud è provocato dall’inclinazione dell’asse terrestre che durante la stagione invernale consente al sole di raggiungere lo zenit nell’emisfero australe. Durante la stagione estiva succede l’esatto contrario, il sole allo zenit lo ritroviamo sull’emisfero boreale sino a raggiungere il punto più a nord il 21 giugno al Tropico del Cancro.

Si tratta di un processo responsabile di profonde modifiche alla circolazione atmosferica delle medie latitudini, condizionando la posizione delle fasce anticicloniche subtropicali. Queste fasce anticicloniche sono dominate da venti discendenti, al loro interno il tempo atmosferico presenta caratteristiche estremamente costanti, volte al tempo caldo e secco con precipitazioni assai scarse. Le aree appena descritte vengono chiamate “Celle di Hadley”. In ambito europeo durante l’inverno la Cella di Hadley posta sull’emisfero boreale subisce una contrazione ritirandosi a sud, durante l’estate va espandendosi a nord dilatandosi. Sorta di “spartiacque” tra queste due grandi circolazioni calde e secche, i venti all’interno delle celle di Hadley tendono a convergere verso la Intertropical Convergence Zone. (ICTZ)

Appare subito chiaro che la posizione più o meno settentrionale della zona di convergenza intertropicale durante il periodo caldo, determinerà la posizione assunta dalla Cella di Hadley sul Mediterraneo e l’Europa, condizionando le sorti della nostra estate. Ad una maggiore o minore invasività delle masse d’aria tropicali dipenderanno le sorti di un’estate calda e stabile, oppure un’estate termicamente sottomedia con frequenti passaggi temporaleschi.

Alla luce di queste considerazioni, cosa dobbiamo aspettarci tra la seconda metà della primavera e la prima metà dell’estate?

In questa delicata ed imprevedibile fase stagionale è difficile tracciare una linea di tendenza che esprima in modo realmente efficace come potrebbe comportarsi il tempo nelle prossime settimane.

La posizione attuale assunta dall’ICTZ è piuttosto complessa ed è costituita da alcuni settori:

Prendendo in considerazione la parte di ICTZ che attraversa il continente africano da ovest verso est, possiamo osservare una piccola area in cui la linea di convergenza si trova nella media del periodo. Distinguiamo poi un settore centrale dove la zona di convergenza è posta più a nord della media, ed una terza zona più ad est che controbilancia il settore centrale risultando sottomedia.

In questa disposizione risiedono le risposte della particolare configurazione sinottica che sperimenterà l’Europa nei prossimi 7-10 giorni. Una zona di alta pressione sull’Europa occidentale sarà il risultato del sopraccitato settore di ICTZ posto a latitudine più a nord della norma, il quale di riflesso obbligherà (in quel preciso punto preso in esame) la fascia anticiclonica subtropicale a mostrarsi particolarmente invasiva.

Volgendo lo sguardo a lungo termine (fine aprile – maggio – giugno) l’attuale situazione dovrebbe compiere dei passi indietro. Pur nel fisiologico rialzo della ICTZ, lo scarto più a nord della norma è previsto rientrare in linea con la stagione sino ad essere addirittura inferiore alla norma nel mese di giugno.

Tirando in ballo un altro importante indice teleconnettivo, la QBO (Quasi Biennal Oscillation) dopo aver persistito in segno meno per gran parte della stagione invernale, dovrebbe gradualmente divenire positiva, predisponendo l’atmosfera alla creazione ed al sostentamento di movimenti zonali da ovest verso est a scapito di quelli antizonali.

Questi due fattori combinati assieme lascerebbero presupporre l’avvento di un periodo tra maggio e giugno che sull’Europa centrale sarebbe influenzato dall’attività piuttosto vivace di alcune situazioni cicloniche di natura atlantica. Dal canto suo l’azione combinata della spinta zonale atlantica, associata ad una ICTZ generalmente inferiore alla norma, impedirebbe l’arrivo su larga scala di rimonte calde africane, le quali si limiterebbero ad influenzare lo stato del tempo sul Mediterraneo meridionale senza estendere la loro influenza all’Europa per lunghi periodi di tempo.

Spingendoci su distanze temporali ancora più elevate, il mese di luglio potrebbe presentare il ritorno sull’Europa dell'anticiclone delle Azzorre con un tipo di tempo caldo e stabile sul bacino del Mediterraneo, associato a temperature sostanzialmente nella norma del periodo.

 

 

 

 

 

 


Autore : William Demasi

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