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Inquinamento e spazzatura: i commenti dei lettori

Pubblichiamo come sempre i commenti più significativi giunti in redazione.

In primo piano - 27 Ottobre 2003, ore 11.43

L'articolo riassume le lettere inviate alla redazione relative alla modalità di smaltimento dei rifiuti in Italia e all'inquinamento ambientale, la frase del giorno era la seguente: "paghiamo i nostri scempi: prima di guardare a Chernobyl o a Bhopal, dovrebbe pensare all'Acna di Cengio, a Seveso, a Priolo e Gela, al Petrolchimico di Marghera, al benzene che emettiamo senza alcun controllo..." Cosa ne pensi dell'inquinamento ambientale nel nostro Paese? Commenti dei lettori relativi a diossina e spazzatura: Buon giorno, io per rimanere in tema di inquinamento atmosferico nelle nostre belle citta' italiane (scrivo da Bologna dove il traffico e la particolare ubicazione creano un mix non invidiabile) vorrei porre l'accento su un particolare problema. Io guido dal 1987 e su tutte le mie autovetture ho sempre fatto installare un impianto a gpl (ora sono talmente perfezionati che si puo' parcheggiare anche sottoterra) e mi chiedo il perche' ho sempre speso milioni e milioni di vecchie lire senza avere in cambio un riconoscimento tangibile. C'era un rimborso di 300 euro solo se l'auto era entro il primo anno di vita (ora sembrano spariti anche questi). Se si volesse affrontare seriamente il problema ,invece che combatterlo con le targhe alterne e i blocchi totali, perche' non premiare chi ogni volta affronta spese non indifferenti per rendere la propria auto "pulita". (basterebbe l'esenzione anche parziale dal pagamento del bollo per es.). Rimane poi la demagogica corsa all'auto elettrica (o a idrogeno) e i proclami senza fondamento.......ho sentito un presidente di regione dire che entro il 2006 Milano avra' la maggioranza di auto che circolano a idrogeno o elettricita'!?! Intanto per chi si fa in quattro da anni mai un incentivo serio.... Cordialmente. Massimo Rocchi ...e che dire della mancanza di rispetto verso l'ambiente che puntualmente ogni giorno si realizza sotto i nostri occhi?? Cartacce per strada, cacche di cani, lattine e bottiglie addobbano i nostri parchi come a Natale le palle addobbano gli abeti. E la scuola?? Una volta ci insegnavano ad avere più rispetto delle cose che ci circondano. E' vero, Priolo, Gela, sono uno scandalo, ma le miriade di auto che circolano durante il giorno intorno ai centri abitati cosa sono?? E le caldaie che vanno ancora a carbone (vedi Milano)??? Il problema non è degli altri ma di ognuno di noi; partendo dalle piccole cose si possono poi realizzare grandi opere per il bene di tutta la comunità. Saluti Luigi Mezzanzanica La frase è giusta e sacrosanta, ma incompleta. Giusta e sacrosanta perché da noi non c’è mai stato e non c’è nessuno che pensi in maniera oggettiva e razionale alla salvaguardia dell’ambiente naturale in cui viviamo (e qui metto anche gli abusi e gli scempi edilizi che hanno rovinato almeno il 70% del territorio, coste o dintorni delle grandi città che siano). Anche i cosiddetti Verdi hanno le loro colpe, perché la loro battaglia, quasi sempre giusta nelle fasi iniziali, si è regolarmente trasformata in una difesa aprioristica, rigida e fondamentalista di posizioni a volte non corrette né sostenibili in un contesto appunto di razionalità ad ampio raggio e ad ampia portata. Sono pienamente d’accordo con loro, infatti, sulla salvaguardia, ma intelligente e sensata, delle nostre principali caratteristiche naturali, mare, boschi, montagne, laghi, pianure o città che siano e sulla necessità di utilizzare, ma sempre in maniera intelligente, sensata ed effettivamente produttiva, tutte le possibili “energie alternative”. Chi distrugge le prime dovrebbe andare in galera ed essere costretto a ripagare anche manualmente, quando possibile, i danni fatti (di boschi, rive, canali, fiumi e periferie da pulire ce ne sono tante…). Ma da qui a impedire il minimo cambiamento, magari privilegiando un filare di alberi lungo una strada adatta al “traffico” di cento anni fa alla vita di tutti coloro che, per loro colpa o no, sono stati vittima di “scontri” con quegli alberi, ce ne corre. C’è sempre una misura (inevitabilmente dinamica) in tutte le cose umane, e nessuno – meno che mai i “Verdi” – ha saputo di volta in volta individuarla e lavorare affinché essa si realizzasse. Giusto e sacrosanto perché l’unico settore nel quale si pretenda (SENZA IN EFFETTI CAPIRE NIENTE DEI VERI PROBLEMI, di combattere l’emissione di sostenze inquinanti è quello delle autovetture private: autotreni, autobus, furgoni, impianti di riscaldamento, impianti chimici eccetera non sono mai entrati nel mirino dei nostri governanti, anche se il loro impatto ambientale è assai piú cospicuo del settore dei trasporti privati. Quanto alla generazione dell’indispensabile energia elettrica, basta solo pensare alla cecità, all’imprevidenza e all’insipienza di chi ha impedito la costruzione di un impianto nucleare e – in corso d’opera!! – la conversione delle infrastrutture già costruite a Montalto di Castro adducendo la scusa che poi avremmo prodotto nell’area carciofi radioattivi, ha voluto la chiusura delle altre nostre centrali nucleari, vecchie e magari non piú completamente sicure ma tuttora di difficilissimo e costoso smantellamento e ci ha costretti a importare energia elettrica dall’estero alle condizioni che tutti sappiamo. Altro che i vecchi e sempre validi, ma sempre trascurati, princípio di precauzione e comportamento da “bonus pater familias”!! Incompleta perché, se c’è un settore in cui la “globalizzazione” opera indipendentemente da ogni volontà umana, è proprio quello della salvaguardia dell’ambiente a livello mondiale: quello che – anche e direi soprattutto per colpa delle nostre “affluent societies” statunitense ed europee – i Paesi in via di sviluppo fanno in fatto di distruzione dell’ambiente (costruzioni e produzioni con impianti vecchi di decenni, disboscamento incontrollato nei cosiddetti polmoni verdi del pianeta, costruzione di laghi artificiali giganteschi, produzione di mezzi di trasporto e di conservazione basati su princípi di funzionamento che sappiamo essere dannosi per l’ambiente, eccessivo sfruttamento dei mari e dei laghi e via dicendo) arriva anche addosso a noi. L’atmosfera è una e una sola, e non rispetta certo i confini nazionali. Grazie però, per concludere, della Vostra opera. Speriamo che essa riesca prima o poi a portare frutti a favore di tutti, Italiani e no! Gian Giuseppe Santillo- Roma Mi chiamo Gianni e purtroppo abito a Milano e mi rendo conto giornalmente che non ci dicono la verita' sull' inquinamento della citta'. Per avere questo riscontro bastrebbe andare negli asili e nelle scuole di Milano e rilevare quanti bambini soffrono di allergie, intolleranze alimentari e malattie varie dovute all'inquinamento. Se facessero una indagine seria troverebbero dei dati allarmanti, ma non sempre si possono dire queste cose. Gianni Mazzetto- Milano In Italia, come in molti altri paesi, gran parte della colpa per il degrado ambientale è da attribuirsi...alla democrazia. E' quasi scontato aggiungere che, nel caso italiano, la situazione è notevolmente esacerbata dallo scarso potere (volere) dello Stato, dalle macchinosità burocratiche, dalle solite furbizie e via discorrendo... Ma, perché colpevolizzare il sistema democratico? Per un motivo molto semplice: le scadenze elettorali scoraggiano la lungimiranza, ingrediente fondamentale di una seria politica ambientale. Un governo che imponesse delle misure le quali, nell'arco del mandato, creassero solo disagi, difficilmente verrebbe rieletto. Gli elettori preferiscono di gran lunga "panem et circenses" oggi ad una politica che promette effetti benefici (o anche meno malefici) solo a distanza di 50 anni. Il politico democratico, così come l'elettore democratico, è pur sempre umano. In questo contesto, non vale nemmeno la solita prassi italiana di aspettare che ci scappi il morto, per poi emanare a palate misure d'emergenza che impongano la museruola agli Yorkshire, sbattano in galera chi fuma in luoghi pubblici e chi più ne ha più ne emanga. I morti ci sono scappati, e continuano a scapparci, già a migliaia, ma è questo il prezzo che paghiamo volentieri per i nostri panem et circenses quotidiani. Tutto ciò significa che non c'è alcuna speranza per l'ambiente italiano? Quasi certamente sì. Questo pessimismo nero mi piace molto poco, ma mi dispiacerebbe molto di più un ottimismo palesemente falso. Martyn Drayton Che dire? Siamo un popolo di incoscenti ! Il benzene è uno dei composti più tossici e lo respiriamo tutti i giorni. Il cancro ... presto e detto: benzene, benzopirene, alcool isopropilico, conservanti, pesticidi ... il tutto ovviamente rigorosamente prodotto da quelle stesse case Farmaceutiche che con differenti divisioni e controllate producono poi ovviamente quei farmaci finalizzati alla cura di alcune intrattabili patologie, cancro in primis ! Personalmente sono fiducioso sulle sorti di questo nostro pianeta e suoi suoi abitanti! Sono convinto infatti che da qui ad una decina d'anni questo nostro mondo sarà messo sotto sopra da un qualche evento esterno ad esso; in quell'occasione si spalancheranno gli occhi e sapremo discernere in noi ciò che è davvero buono e giusto da ciò che ci è stato mostrato come tale, offuscando le coscenze di molti. Speranza quindi ... sperare oltre la speranza ... Buona giornata Luca Colombo Sono Marisa, e scrivo da Vicenza. Indico la città dove abito perchè è annoverata tra le più ricche del "mitico" nordest. Ebbene il cosiddetto benessere lo paghiamo eccome! Come tante altre città del nostro magnifico Paese, Vicenza è una città che si è sviluppata in modo abonorme su una pianta stradale rinascimentale. Ebbene, fino alle porte del Centro storico, piccolo gioiello palladiano, si riversano ogni giorno migliaia di auto e moto, l'inquinamento sia quello invernale delle micidiali polveri sottili, che quello estivo dell'ozono, sono altissimi, quasi sempre molto, molto al di sopra dei quantivi consentiti, eppure è da pià di un anno che non si fa una domenica a piedi (perchè non ci sono soldi), non viene potenziato il parco autobus piccoli ed ecologici, i mezzi a motore possono circolare fino al cuore della città. C'è solo il bollino blu che limita il traffico in alcune zone del centro ad alcuni veicoli. Ma non è sufficiente. Capisco che i problemi ci siano, che non si risolvono con la bacchetta magica, ma qui parliamo di salute nostra e dei nostri figli (sono una mamma), di coloro che verranno... Non c'è un tavolo di concertazione a livello comunale, non vengono neppure adottate semplici misure per dimostrare quel minimo di buona volontà da parte degli amministratori, c'è indifferenza purtroppo anche fra i miei concittadini e questo è il prezzo che paga una ricca città del nordest.! Se qulcuno di Vicenza legge, dica cosa ne pensa! Scusate se sono stata prolissa, tagliate pure. Come semrpe auguri e bravi! Marisa Sulla spazzatura: Credo che causa-effetto e effetto-causa siano correlati. Sono correlati perchè non dobbiamo dimenticare che il nostro ecosistema è fragile, basta uno scompenso climatico planetario più o meno grave per modificare questo equilibrio. Una volta modificato l'equilibrio ogni forma di vita necessita di un adattamento. Di conseguenza un adattamento può causare un nuovo scompenso. Il caso del metano che potrebbe sprigionarsi dalle tundre e piattaforme continentali è un problema che sarebbe bene essere pronti a accettare e contrastare in un futuro molto vicino, sempre in base ai dati riguardanti il riscaldamento globale. I rifiuti urbani producono una quantità notevole di metano; questa si può riciclare in energia ma molto spesso non vi sono ancora impianti che abbiano una tecnologia sufficiente a assorbirla tutta. Indubbiamente gli USA sono al vertice della produzione pro-capite di rifiuti a livello mondiale, pur disponendo delle tecnologie adatte al riciclaggio e smaltimento non sono ancora in grado di equilibrare il tutto in un contesto + ecologico..ma sopratutto non c'e un impegno adeguato; è uno stato dove l'economia supera notevolmente la salute e la natura. In Italia nonostante i dati confortanti degli ultimi anni sul riciclaggio rimangono molte zone "oscure" sullo smaltimento sopratutto nel mezzogiorno. Credo che una politica europea adeguata possa risolvere almeno in parte il problema, ma sopratutto occorre una sensibilizzazione per ogni singolo cittadino sul riciclaggio, anche attraverso i mass media. Inoltre la ricerca scientifica deve orientarsi sulla ricerca di fonti sostenibili, e i rifiuti potranno essere uno dei temi su cui lavorare. Giuliano Boccardi La maggiore concentrazione di CO2 è una delle cause accertate dell'effetto serra, mentre l'aumento della concentrazione del metano nell'atmosfera è una possibile conseguenza dell'aumento della temperatura globale, che a sua volta aggrava l'effetto serra... insieme all'aumento dell'umidità assoluta, altro "gas serra" di cui non si parla praticamente mai, aumento provocato anch'esso dal global warming. Ma perchè non hanno mai pensato di "riempire" certi sterminati deserti con centrali solari ad alta efficienza? Saluti, Ottone - Trento Salve , (45 anni, lavoratore autonomo) sono un lurker del vostro forum e spesso mi collego al vostro interessante sito. Sono un profano in materia, e leggendo vari pareri anche di fonti autorevoli e confrontando il tutto con il resto del mio piccolo bagaglio di conoscenze posso solo arrivare ad una conclusione (in continuo aggiornamento proporzionato anche ai nuovi pareri che balzano alle mie attenzioni) senza pretese. Secondo me gli aumenti del metano e dell'anidride carbonica sono consequenziali al mutamento climatico il quale e' in minima parte influenzato dalle attività umane. Il problema è riuscire a dare un valore anche approssimativo all'influenza delle attività umane. Forse non si tratta solo di sommare algebricamente i valori del metano o quantaltro. Penso comunque che le attività umane producano in qualche modo una serie di variabili che vanno indubbiamente ad incidere sullo stato climatico del momento e che questo in sostanza porta alla modifica non sempre istantanea del clima che di per sè, non si troverebbe in uno stato di equilibrio statico per cause che esulano la presenza dell'uomo e delle sue attività. Giancarlo

Autore : Redazione

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