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Inquinamento a MARGHERA (VE): una storia di CANCRO...già dimenticata!

L'agghiacciante storia del Petrolchimico.

In primo piano - 3 Maggio 2016, ore 15.52

"Oggi si muore di molti mali, vecchiaia...droga...cancro, terrore di molte persone..." così esordiva Papa Karol Wojtila a Caravaggio nel 1992.

Già il cancro, terrore di molte persone. Sapete qual è la zona italiana dove si muore maggiormente di cancro oggi in Italia?

Quella di Marghera, Venezia. Ad inventarsi Porto Marghera è, nel lontano 1917, Giuseppe Volpi di Misurata. Così una palude malarica si trasforma in breve in terraferma e diventa un polo industriale di grande livello, talmente grande che ad oggi nella Laguna di Venezia vengono riversate, ancora ogni anno, con gioia, le seguenti sostanze:
-70 tonnellate di solventi organici
-220 chili di cloroformio
-2 chili di tetracloruro di carbonio
-due tonnellate di dicloroetano
-320 chili di tricloroetilene
-4000 chili di tetracloroetilene
-22 tonnellate di bromoformio

Vi basta? Forse vi state chiedendo come si sia arrivati a tutto questo? Negli anni 50 a Marghera si inizia la produzione del Pvc, cloruro di vinile: tanto per intenderci è la materia plastica usata per fare bottiglie, pellicole per alimenti, tubi.

A Marghera prende corpo un grande pilastro dell'economia italiana, che negli anni 70 conosce il suo momento di gloria: stiamo parlando del Petrolchimico. "Vai a lavorare al Petrolchimico" dice il buon padre di famiglia al ragazzo che non vuole studiare e non sente ragioni.

E lo dice con orgoglio, ora anche il Veneto ha le sue industrie, le sue fabbriche, mica solo la Lombardia. Orgoglio veneziano...Comprensibile allora.

Chi ci pensava al cancro...l'importante era lavorare e soprattutto non emigrare più. Negli anni 70 a Marghera la nebbia si taglia con il coltello, ma non è solo nebbia, sono 242 mila tonnellate di fumi tossici; senza contare le 22mila tonnellate di composti tossici, molti dei quali cancerogeni che finiscono in acqua, fa niente se poi a Sottomarina, Jesolo, Bibione ci fanno il bagno, anzi, magari fa bene alla dermatite e all'acne giovanile...

Meglio stendere un pietoso velo sulle 80milioni di tonnellate di fanghi tossici scaricate in laguna e nell’alto Adriatico. A dare l'allarme ci pensa, ma bisognerà aspettare il 1994, l'ex operaio Giovanni Bertolozzo, che si accorge che i suoi colleghi di lavoro sono morti tutti, uno dopo l'altro e non certo di vecchiaia, ma di cancro.

Chi l'avuto ai polmoni, chi al fegato, chi al cervello... Si scroprirà dagli scritti di Bertolozzo che fino al 1970 le pulizia delle autoclavi veniva fatta manualmente con l'operaio calato all'interno a scrostare il polimero.

Il lavoro di essiccamento del prodotto, si svolgeva in mezzo a nuvole di polvere che conteneva cloruro di vinile. Nel 1974 i convegni scientifici stabilirono l'alta cancerogenità del prodotto.

Le vittime del cloruro di vinile a Marghera furono ben 157, i malati oltre 100. Il processo contro il Petrolchimico iniziò nel 1998. Ecco l'accusa: strage, omicidio, lesioni plurime ai danni degli operai.

Sempre nel 1998 vengono censiti ben 1500 camini nell'area di Marghera ben 1500 camini che scaricano nell'aria tonnellate di sostanze tossiche e ben 120 discariche abusive di rifiuti tossici nocivi. Ma chi erano gli imputati al processo per il petrolchimico: gente illustre sapete: ex presidenti Montedison come Eugenio Cefis e Giuseppe Medici, ex amministratori delegati di Montedison Alberto Grandi e Giorgio Porta ed altri ancora.

Il 2 novembre 2001 arriva l'assoluzione dei 28 imputati; una simile decisione sembra motivata dal fatto che tutte le malattie causate dal Cvm sono riconducibili alle esposizioni risalenti agli anni '50 e '60, fino alla metà degli anni 70, quando se ne ignorava la tossicità che fu evidenziata dalla comunità scientifica solo nel 1973.

Nel 1974 Montedison ed Enichem realizzarono gli interventi sugli impianti necessari a ridurre l'esposizione dei lavoratori a livelli compatibili con le norme di protezione stabilite.

L'assoluzione venne naturalmente estesa anche in merito ai reati ambientali. "Erano inquinati anche prima..." Scusate, ma chi è morto dopo il 74? Sss! Silenzio! Che ti importa, è così e basta. La verità è che la comunità scientifica nei primi anni settanta pare non abbia ritenuto significativi gli esperimenti condotti dal medico di fabbrica della Solvay, Pier Luigi Viola.

Viola denunciava che concentrazioni molto alte di cloruro di vinile nell'aria producevano tumori maligni nei topi. 

Negli ultimi anni la zona industriale ha conosciuto uno sviluppo più sostenibile, esiste un parco scientifico-tecnologico che ospiterà molte nuove aziende.

Nel 1998 esiste un monitoraggio dell'area industriale di Marghera e la gestione delle emergenze di contaminazione chimica a seguito di incidenti industriali. 


Autore : Alessio Grosso

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