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Inizio di settimana sulle ali del vento

Ci attendono due giornate all'insegna del vento forte. Spesso venti di una certa potenza sfogano la loro energia a causa di molti fattori concomitanti. L'Italia nasconde molte zone sensibili al vento vediamo cosa sta succedendo e perchè

In primo piano - 3 Dicembre 2007, ore 09.42

Spesso la monotonia atmosferica ci lascia giorni e giorni in totale apatia meteorologica con aria ferma e città strangolate dall'inquinamento. Solitamente questi sono i prodotti tipici che ci elargisce l'anticiclone, padrone incontrastato del sereno che mette in fila sempre più spesso e senza lasciarci scampo queste giornate tutte uguali. Improvvisamente però qualcosa si muove ed ecco che il vento inizia a correre disegnando arabeschi nuvolosi nel cielo, costruendo immani spettacoli in prossimità delle catene montuose e liberando le nostre asfittiche città dalla cappa di smog. In questi giorni l'Europa sta vivendo una di queste fasi molto dinamiche il cui centro motore risiede nella depressione d'Islanda. Frutto dei contrasti termici instauratisi tra le alte e le medie latitudini, la depressione islandese ha scavato nei giorni scorsi un minimo di tutto rispetto: 975 ectopascal. Ora il nucleo della spirale vorticosa, dopo aver attraversato velocemente l'Europa settentrionale, ha già raggiunto il mar Baltico. Fisicamente il minimo depressionario ha creato un vuoto alle alte quote che ha richiamato altra aria dalle zone adiacenti. Si sono cosi generati cosi vigorosi flussi che hanno iniziato a scorrere presso il suolo avvitandosi contemporaneamente in senso antiorario verso l'alto, inducendo alla costruzione del sistema frontale che sta attraversando in queste ore la nostra penisola. Talvolta però, come nel caso attuale, entra in gioco un ulteriore fattore che risulta determinante per la produzione di venti tempestosi, come una sorta di marcia in più. Dobbiamo infatti comprendere che il vortice non è fermo nello spazio ma si muove verso una certa direzione. Nel nostro caso il minimo si è spostato velocemente dall'Islanda al Baltico. A questo punto si sono sommati due fattori concomitanti, il primo legato al divario di pressione, il secondo dovuto allo spostamento del minimo. Entrambi hanno sospinto i flussi verso levante ed ecco il motivo di venti occidentali cosi forti. L'articolata orografia del nostro territorio inoltre sta incanalando l'aria in determinate direzioni provocando una ulteriore accelerazione dei venti grazie all'effetto Venturi. Ecco cosi spiegato il Libeccio sul mar Ligure e il Maestrale sulla Sardegna. Insomma un Paese potenzialmente favorito dai polmoni di Eolo il nostro, naturalmente anticiclone permettendo.

Autore : Luca Angelini

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