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Iniziamo a monitorare il NORD AFRICA con l'ITCZ

Con i primi giorni di aprile inizia il monitoraggio di questo parametro, molto importante nel periodo estivo.

In primo piano - 12 Aprile 2017, ore 10.30

In un periodo in cui le anomalie termiche verso il caldo impazzano, il continente africano diventa sorvegliato speciale.

Il caldo fa indubbiamente piacere, ma il fiato rovente dell'anticiclone africano non piace quasi a nessuno, specie per chi è costretto a lavorare nelle grandi città nel periodo estivo.

Un buon metro per cercare di capire le mosse dell'alta pressione africana è l'ormai famoso ITCZ ( InterTropical Convergence Zone). Si tratta della zona di convergenza intertropicale situata mediamente sull'equatore. Qui si ha la convergenza degli Alisei dell'emisfero boreale e la risalita di masse d'aria calda che determinano l'area di instabilità equatoriale, con piogge e temporali.

Questa ipotetica linea, chiamata anche equatore climatico, fluttua a nord e a sud a seconda delle stagioni. In estate, tra luglio e settembre, tende ad estroflettersi verso nord di circa 18°/19° sopra l'equatore, in risposta al maggiore o minore vigore della circolazione monsonica delle latitudini tropicali.

I suoi movimenti determinano anche lo spostamento verso sud o nord delle alte pressioni subtropicali (che si estendono immediatamente a nord e a sud della ITCZ), determinando così un forte influsso anche sul tempo di casa nostra.

Una maggior estroflessione dell'ITCZ verso nord facilita le rimonte dell'alta pressione africana verso il Bacino del Mediterraneo e l'Italia. Di conseguenza, in estate, questo parametro diventa fondamentale per la previsione di una possibile risalita del famigerato "Gobbo".

L'ITCZ non viene monitorato in inverno, ma sale sugli altari della cronaca già a partire dal mese di aprile. La mappa in alto a sinistra ce lo mostra...così come è disposto in questi ultimi giorni. La linea scura rappresenta la sua altezza media, mentre la linea rossa la posizione assunta nei primi 10 giorni di aprile.

Come si può notare dalla mappa, la posizione assunta da questo parametro non si discosta molto dalla sua altezza media, anche se una lieve tendenza al rialzo in verità è presente; ciò significa che per il momento gli eventuali attacchi caldi difficilmente arriveranno dal nord Africa.

A stare male in questo periodo è il Vicino Atlantico. Da li prendono piede le continue rimonte anticicloniche che "funestano" il clima dell'Europa occidentale e dell'Italia, privandola delle tanto sospirate piogge primaverili. In altre parole, il fiato rovente del Continente Nero dovrebbe starsene buono ancora per un po'...una buona notizia, dopo tutto...


Autore : Paolo Bonino

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