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INDICI TELECONNETTIVI: ecco come influenzano (o provano ad influenzare) il tempo su scala globale

Un mirabile lavoro del nostro forumista Oligo. Commenti e apporfondimenti li trovate sul nostro forum.

In primo piano - 13 Ottobre 2008, ore 10.20

In questa sede vorrei discutere l'interessante affermazione di un forumista di MeteoLive: "Secondo me il tutto è da ricondurre ad un'ingerenza sempre maggiore della fascia di anticicloni subtropicali, il che determina due grandi conseguenze sul clima europeo. La prima è che quando si instaura il flusso zonale atlantico, esso si mantiene a latitudini troppo elevate (oltre il 50-55° parallelo) per portare peggioramenti importanti sulle nostre regioni. La seconda è una maggiore meridianizzazione delle correnti". "Il flusso zonale alto oppure la meridianizzazione delle correnti" e' un fatto reale ma si tratta di capirne le cause. Grazie al ciclo EA si possono notare, con occhio attento, le correlazioni e anticorrelazioni con i vari indici nel tempo: Innanzitutto distinguerei le due cose: il flusso zonale alto e' forse l'anomalia vera e propria, la meridianizzazione e' ed e' sempre stato fisiologico al sistema atmosfera per bilanciare le differenze di calore tra zone temperate e poli, tuttavia sta assumendo un carattere di cronicità che si e' verificato in passato soprattutto con in un certo periodo caratterizzato da PDO-: Cio' malgrado, ritengo siano entrambi generati dalle stesse difformità, hanno cioe' la stessa genesi. Il previsore di MeteoLive Luca Angelini aveva avanzato un'altra ipotesi legata alla rottura della cellula di Hadley. L'anomalia principale sta nella traiettoria delle correnti meridiane con i loro sistemi perturbati che negli ultimi 20-30 anni e' cambiata almeno su scala emisferica (NH). Partiamo dal presupposto che sono figlie entrambi di una modifica della circolazione generale dell'atmosfera e che le cause sono, sia antropogeniche, che dovute alle vicende della nostra stella, il Sole. Sul banco degli imputati, per cio' che riguarda il flusso zonale alto, resta il ciclo AMO+ che si trova ancora in piena forma e sicuramente costituisce una forzante per la traiettoria delle onde di perturbazioni atlantiche e del relativo getto atlantico costretto ad aggirare tale zona e dirigersi verso nord est. L'AMO e' a sua volta spesso coadiuvato da alcuni fattori: - il monsone africano che se energico ( e qui entra in gioco l'ENSO) sposta tutto il sistema delle correnti in quota verso nord, irrobustendo la cellula di Hadley, considerato che tutte le anomalie positive di geopotenziale si espandono verso nord. Sembra che l'anticiclone africano si sia allungato verso nord con delle anomalie di geopotenziali positive in tutta la zona temperata. -L'altro meno rilevante e' la mancanza di precipitazioni (ORL--) nel nord est del Brasile che provoca una forte subsidenza in centro atlantico. Le dinamiche circolatorie del nostro Emisfero e dell'Oceano Atlantico in particolare, dipendono soprattutto, dalle figure bariche presenti in prossimità del Pacifico Settentrionale. L'Oceano Pacifico accresce o limita (in base alle anomalie termiche superficiali ) le ondulazioni del getto polare che, stimolate dalle Montagne Rocciose, ed in quanto perpendicolari al getto stesso, svolgono cos¨¬ una parte decisiva per le seguenti evoluzioni troposferiche. (vedere il GLAAM o Atmospheric angular momentum o momento angolare, che se negativo provoca una condizione favorevole ai blocchi e NAO- e viceversa) Parlando di Oceano Pacifico subito ci corre in mente un indice molto noto: la PDO o Pacific decadal oscillation, un ciclo o oscillazione, della durata di 20-30 anni il cui segno sembra, ma non e' certo, sia diventato negativo da alcune osservazioni: la piu' importante prova del cambio di segno, deriverebbe dal fatto che anche in inverni contrassegnati da Ninos si e' avuto sempre un raffreddamento delle acque del Golfo d'Alaska. Nei periodi caratterizzati da PDO negativa (acque piu' fredde in prossimita' delle coste americane occidentali, vedi figura sotto) sono predominanti i periodi in NAO- e in Scandinavian pattern+. Riassumendo, quindi una PDO- comporta un variazione essenziale del clima in Italia una riduzione dei periodi di zonalità classica (parzialmente presente sono durante i picchi positivi della QBO) ed una maggior ingerenza delle configurazione caratterizzate da una "circolazione meridiana" . Infatti, la Corrente a Getto viene obbligata a notevoli ondulazioni, l'anomalia SST- in pacifico settentrionale e centale, ha gli effetti di una forzante per l'ingresso del getto sopravvento alle Rockies Mountains ( il getto tende, come sappiamo, ad aggirare in senso orario le anomalie positive e in senso antiorario quelle negative). Con PDO- (spesso associato a PNA-) il getto entra da WSW sulla California centro meridionale e con ondulazioni successive causa lo sviluppo e la persistenza di blocchi anticiclonici dinamici in sede Atlantica e Scandinava modificando la tipica circolazione zonale tipica con tendenza alla meridianizzazione e lasciando all'asciutto diverse regioni del nostro territorio (specie NW). Ora, pur non potendo parlare di cambi climatici che possono avvenire solo con eventi estremi: eruzioni vulcaniche, caduta di meteoriti, assenza di attivita' solare secolare..vedi minimo di Maunder e relativa PEG, tuttavia, ci costringe a vivere periodi di siccita' in quanto non avviene l'ingresso diretto di anse perturbate nel Mediterraneo. Quindi, schematizzando, con pattern PDO-, circolazione meridiana con inverni freddi ma piu' secchi ed estati dinamiche con alternanza di periodi piu' caldi della norma alternate ad irruzioni artiche o artiche continentali. Tutto questo argomentare sulla PDO l'ho fatto perche', a mio avviso, la PDO può aver modificato il getto atlantico insieme a quello nordamericano. La PDO influenza l'ENSO ma non e' ben chiaro da cosa sia a sua volta influenzata. Uno dei sospettati e' il G.W. che modificherebbe le circolazione generale dell'atmosfera creando una forzante termica a scala planetaria con gli oceani, grandi dinamo di calore, in associazione con l'atmosfera (coupling oceano-atmosfera). Visto che il getto atlantico ha subito insieme a quello nordamericano una modifica nella traiettoria vediamo di scoprire le cause. Adesso provo a individuare la/e zone in cui il riscaldamento forzato provoca molto probabilmente maggior impatto sulla circolazione generale dell'atmosfera nel E.H. Una zona molto ¡°sensibile¡± e', per l'appunto l'Oceano Indiano dove non dimentichiamolo avviene il maggior upwelling dell'intero pianeta. In tale zona, sulla base di modelli matematici, si e' provato ad analizzare i riflessi di un riscaldamento in tal area. Sembra dimostrato, da studi recenti, che un riscaldamento dell'Indiano causi un NAM (north annular mode) positivo ( Vortice Polare piu' vigoroso). Cio' implica un flusso zonale piu' intenso ma ancora non ho spiegato perche' tale flusso scorre alle alte latitudini Le conclusioni ci dimostrano come nel periodo DJF (inverno boreale, estate australe), l'aumento delle SSTA nell'Oceano Indiano causi un NAM (north annular mode) positivo e un SAM negativo per via di un'anomalia delle onde stazionarie che si riflette nell'Ep Flux. Vi e' poi una forte correlazione tra EA invernale e il DMI (Dipole Mode Index), un indice che misura le differenze di temperature fra la zona occidentale dell'Indiano (WTIO- Western Tropical Indian Ocean ) e quella orientale (SETIO- Southeastern Tropical Indian Ocean ). Ma vediamo di analizzare almeno una ipotesi che giustifichi tutto cio'. Uno di questi e'ancora il GW che modificherebbe le circolazione generale dell'atmosfera creando delle forzanti termiche in particolar modo nella zona pacifico-indonesiana dove la circolazione di Walker ( vedi figura sotto) a causa di ripetuti episodi di NINO pattern che ne provocano uno spostamento verso est ed un rafforzamento della cellula di Hadley che si trova in posizione West Pacific ( zona indonesiana, nord Australia, etc) ed un corrispondente indebolimeto di quella Est Pacific ( zona Ecuador,etc). Maggior subsidenza in area West Pacific potrebbe aver dato maggior vigore alla cella indopacifica, maggior estensione della stessa verso nord e, modifica e rafforzamento dell'Est Asian Jet stream. Conclusioni: Un rafforzamento (anomalia) dell'Asian Jet Stream determina una diverso ingresso nel continente americano del getto maggiormente rafforzato ( impedendo che si creino campi altopressori in prossimit§Ñ dell'America Occidentale contribuendo al pattern PDO- e PNA), che si dirige verso la British Columbia passa il continente americano, senza ondularsi come dovrebbe, ed esce molto rinforzato dal continente americano a causa delle enormi differenze di temperatura (gradiente di T e pressione)) esistenti tra Continente e Oceano. In quella zona si forma un treno di onde perturbate che si creano al largo di Terranova, in Oceano Atlantico, dove vengono a confluire le onde di Rosbsy provenienti ( getto suptropicale) dal Golfo del Messico e dai Caraibi con le correnti fredde a tutte le quote che discendono dal Canada orientale(getto polare). Ma torno al discorso principale: il getto in uscita dal comparto asiatico, più rinforzato e zonale di quanto registrato nel trentennio di riferimento. Figure a supporto di tale tesi con le anomalie del getto in prossimità dell'Europa sulla base di due periodi di riferimento: Si puo' affermare che l'allungamento della cellula indonesiana abbia ristretto lo spazio tra zone temperate e zone fredde ed incrementato il gradiente meridionale di temperatura con un ovvio incremento nella forza del getto in uscita dal comparto asiatico. Tale modifica, (insieme all'AMO ed alle anomalie STT contingenti) si riflette (a mio avviso) in una diversa disposizione del getto atlantico diretto più verso nordest. Un'altra ipotesi, piu' semplice, spiega l'intensificazione del getto atlantico, nella maggior differenza di sst nel medio atlantico . I periodi erano caratterizzati da una opposta fase dell'oscillazione multidecadale AMO. In un periodo con fase positiva come nel periodo 91-07 (che ho preso come riferimento), una profonda anomalia pressoria si stabilizza a largo delle isole Britanniche. Essa rinforza e ridireziona il jetstream in Europa secondo la modalità positiva di uscita in est atlantico (EAJ+). Si e' verificato, più di ogni altra cosa, un' intensificazione nei pressi del Mare del nord e della Scandinavia dei venti umidi e miti, e una traiettoria dei cicloni extratropicali ( storm track) assolutamente piu' a nord con tutti gli effetti negativi per l'Europa. ( e siamo arrivati alla zonalita' alta lamentata) Una'altra cosa e' da sottolineare: che i getti polari e quelli tropicali non sono uniti. Spesso in queste zone si verificano delle depressioni o cut-off ( tipico e' la famosa falla iberica). Se tra i due tipi di getto si creano delle falle o buchi e' piu' probabile che si verificano tali condizioni. Analizzando il getto subtropicale africano si e' osservato un indebolimento ed uno spostamento della sua parte inziale ad est, creando appunto una linea di discontinuita' piu' marcata tra i due getti ( polare e subtropicale). In queste condizioni, con tutta la circolazione generale piu' spostada ad est, il pattern predominante e' ovviamente l'EA+o EA/WR+. Vi e' una variabile in piu' da tenere in considerazione: il sole o lazy sun come soprannominato da chi lo sta seguendo da vicino¡­ il minimo solare ( dovuto ad una sopita attivita' elettromagnetica) si sta protraendo anche se forse siamo arrivati alla fine dello stesso, che e' stato dimostrato avere una correlazione con il ciclo di Hale e l'ENSO, nonche' la PDO e la NAO. La PDO ha avuto una fase fresca dal 1900 al 1924 e dal 1947 al 1976, e una fase calda dal 1925 al 1946 e dal 1977 al 1997 La conclusione convalida in primo luogo il forte legame tra il PDO e l'ENSO coerentemente l'influenza netta che il ciclo di Hale esercita su tutti e due gli indici. Una correlazione di grande interesse è quella del ciclo di Hale. Si è esaminato che nei momenti di bassa attività geomagnetica la semipermanente d'Islanda si comporta così: QBO- = tende ad rafforzarsi QBO+ = tende ad indebolirsi (possibilità di rimonte dell'HP verso Nord). Inoltre, mentre si ha la fase di minima attività solare si ha un vortice polare profondo con un minimo di macchie, al contrario si ottiene un VPS (vortice polare stratosferico)più disturbato. Il sole, anzi la sua attività sembra, di conseguenza, governare in maniera chiara anche l'indice NAO (North Atlantic Oscillation). Tuttavia tale elemento in aggiunta ad un vento solare ¡°flusso di particelle elettricamente cariche che viene espulso in continuazione dalla nostra stella e che si espande a raggiera per milioni di km¡± inferiore del 25% rispetto al precedente minimo mi fa pensare che bisognerà tenere in grande conto questo fattore che potrebbe invertire alcuni indici e portarci dal GW ad un raffreddamento moderato¡­ Quest'anno autunno e forse inverno non si presentano con le carte in regola: Elementi sfavorevoli: Minimo Solare / QBO+ = NAM positivo se non altro Vortici polari più profondi speriamo non troppo compatti. PDO- / AMO++ = Anomalie del getto in aperto Atlantico con tendenza a positivizzazione dell'EA e scarsa propensione dell'alta atlantica a propendere verso Nord. DMI positivo : EA+ Elementi che, se ribaditi, saranno favorevoli: ENSO-(Nina) o neutro : tale pattern non favorisce le elevazioni anticicloniche (a causa di un NAO+) ma tende a favorire ingressi perturbati atlantici allontanando il rischio, molto concreto, di un inverno secco.

Autore : Post di Oligo sul nostro forum, riduzione e adattamento Alessio Grosso

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