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Indici teleconnettivi? Andiamo a scovarli in giro per il mondo

AO, NAO, QBO, ENSO... Per comprendere cosa sono e come funzionano dobbiamo anzitutto collocarli nello spazio.

In primo piano - 22 Settembre 2010, ore 10.23

Se immaginiamo di suddividere il nostro Pianeta in tanti spicchi quanti sono i settori climatici che lo contraddistinguono possiamo individuare diversi pattern, ossia diverse configurazioni, che oscillano attorno ad un punto medio di equilibrio che costituisce la cosiddetta norma. Questi pattern in estrema sintesi altro non sono se non gli indici teleconnettivi.

Ora, scoperta l'esistenza di tali indici, non ci rimane che collocarli sul globo terrestre e iniziare a comprendere il loro significato dal punto di vista della circolazione generale dell'atmosfera. Per prima cosa occorre suddividere gli indici a seconda della loro campo di azione: esistono quindi indici oceanici, che evidenziano oscillazioni delle temperature superficiali degli oceani, atmosferici che indicano oscillazioni della pressione atmosferica tra diversi punti della superficie terrestre, e stratosferici, essenzialmente dedicati alla direzione dei venti alle quote superiori.

Indici oceanici

Il più importante è senz'altro il pattern che vede l'alternarsi dell'oscillazione Nino-Nina, ossia il cosidetto ENSO, letteralmente El Nino Southern Oscillation. L'indice dall'impatto senz'altro tra i più significativi si riferisce alla presenza di acque più calde (Nino) o più fredde (Nina) della norma sul Pacifico tropicale.

Salendo verso nord un meccanismo simile interessa il Pacifico settentrionale con un indice dall'andamento decennale noto come PDO, letteralmente Oscillazione decennale delle temperature superficiali del Pacifico. Una piscina calda nei settori centrali del grande oceano e nei pressi del Giappone contrapposta ad acque più fredde lungo le coste del nord America identifica un indice negativo. Viceversa l'indice si presenterà positiva. Solitamente ENSO e PDO lavorano in modo sinergico.

Terzo indice di notevole importanza altro non è se non un'altra oscillazione delle temperature superficiali oceaniche, in questo caso però di quelle atlantiche. L'oscillazione vede l'alternarsi di fasi positive (acque calde in risalita dall'Atlantico tropicale a quello settentrionale) e negative (acque fredde in risalita dall'Atlantico tropicale a quello settentrionale) mediamente ogni 20 anni: da qui la denominazione di Oscillazione Multidecennale delle temperature atlantiche, ovvero AMO.

Indici atmosferici

Sono moltissimi. In questo caso analizziamo quelli più significativi per il tempo di casa nostra. Primo: AO, ossia Oscillazione Artica. Identifica lo scarto di pressione tra il Circolo Polare Artico e le medie latitudini, quindi la potenza del vortice polare in sede artica. AO positivo significa vorice polare forte e alte pressioni subtropicali che invadono le medie latitudini. AO negativo significa vortice polare debole e aria fredda che dilaga verso le medie latitudini portandovi maltempo.

 

 

 

 

Il ramo europeo di questa oscillazione identifica invece l'indice NAO, ovvero Oscillazione nord-atlantica che, insieme all'EA, ossia Oscillazione dell'Atlantico orientale, caratterizza la distribuzione della pressione sul nostro comparto europeo. In caso di NAO negativa, lo scarto di pressione tra nord e sud è molto blando, dunque suggerisce la presenza di centri depressionari in viaggio alle latitudini mediterranee. Viceversa una NAO positiva può indicare alta pressioni sul Mediterraneo e forte maltempo sul nord Europa.

Tra gli indici atmosferici, ma che in realtà hanno implicazioni dirette con le anomalie oceaniche, molto importante risulta la MJO, letteralmente Oscillazione di Madden e Julian. Si tratta di una onda temporalesca che ruota attorno al globo compiendo un giro completo in circa 40 giorni. E' molto importante perchè ogni fase ha la sua influenza ad esempio sulla magnitudo degli anticicloni subtropicali verso le medie latitudini e per altri diversi

Indici stratosferici

L'indice stratosferico per eccellenza è la QBO, letteralmente Oscillazione Quasi Biennale dei venti stratosferici. Tale oscillazione viene registrata sulla verticale di alcune ben note località tropicali. QBO positiva significa venti occidentali che si propagano dagli alti piani stratosferici verso il basso, viceversa in caso di QBO negativa, con individuazione di venti orientali.

Altro indice stratosferico, o meglio che comprende lo status pressorio sull'intera colonna atmosferica in sede polare è il NAM, ossia la North Anular Mode. Altro non è se non la traccia dell'indice AO riportata su tutte le quote dell'atmosfera. 


Autore : Luca Angelini

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