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Indici in subbuglio, l'incertezza regna sovrana

A un periodo molto interessante sotto il profilo meteorologico si contrappone una grande confusione nella linea previsionale a medio termine. In questi casi l'abilità di comprendere al volo la situazione è affidata all'esperienza del singolo meteorologo ma anche, perchè no, all'occhio attento di un perspicace e preparato amatore.

In primo piano - 29 Dicembre 2008, ore 12.05

Il tempo ci offre di tutto di più ma noi intanto, attenti a non perdere alcun particolare di pubblico interesse, stiamo arrancando in un labirinto previsionale, corredato anche da una giungla di indici apparentemente messi a casaccio e di difficile interpretazione. Primo fra tutti, l'indice della potenza del vortice polare troposferico in sede artica (noto come AO), il quale mostra segnali di insofferenza. Dagli elementi a nostra disposizione pare possibile una linea di tendenza improntata ad una prossima discesa seguita da un vortice in rinforzo nella seconda decade di gennaio. Quanto abbiamo anticipato assume fondamentale importanza nel delineare i passi successivi della nostra analisi, anche in considerazione del suo braccio atlantico, ossia della NAO, prevista neutra o leggermente negativa. Ne consegue un Mediterraneo discretamente vulnerabile ad incursioni depressionarie fino al 6-8 di gennaio. L'elemento che si oppone a questo disegno, di per sè piuttosto favorevole ad un inverno più che decente, appare la mancata sinergia tra l'attuale minimo solare e la disposizione dei venti stratosferici, rappresentati dall'indice QBO (Oscillazione quasi biennale) attualmente ancora positivo. E qui il discorso si complica. Questo elemento sfavorisce infatti la permeabilità della tropopausa e limita il dialogo tra quanto accade nella troposfera, lo strato atmosferico prossimo al suolo, e nella sovrastante stratosfera. In sostanza le alte pressione subtropicali, seppur stimolate dall'indice temporalesco equatoriale MJO in parziale rinforzo, non riescono a inviare calore all'interno del vortice polare in sede stratosferica. Ne consegue una generale compattezza della trottola artica in alta quota e una mancata destabilizzazione o, ancor meglio, scissione della stessa. Proprio questa scissione sarebbe infatti in grado di disperdere verso le medie latitudini i nuclei gelidi del vortice polare troposferico (torniamo all'indice AO) necessari per determinare ondate di gelo particolarmente significative. Tutto dunque sta nelle mani della circolazione in media troposfera; vale a dire che l'inverno ce lo giocheremo a bassa quota, forse senza trionfi storici ma anche con basse probabilità di assistere al ritorno di un antipatico non-inverno comminato da un anticiclone perenne.

Autore : Luca Angelini

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