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Indici al setaccio, l'Atlantico si blocca e la primavera meteorologica va in crisi

Cosa accadrà dopo l'acuta fase di maltempo ormai imminente? Tornerà l'anticiclone o dovremo ancora misurarci con i dispetti di un inverno che non vuole mollare l'osso?

In primo piano - 3 Marzo 2009, ore 09.06

Lo avevamo inquadrato alcuni giorni orsono e siamo qui adesso a ribadirlo. La circolazione sull'Atlantico sta nuovamente andando in blocco. L'estemporanea fase di relativa tranquillità vissuta alla fine di febbraio ha tratto la sua origine dall'improvvisa accelerata del vortice polare. Ora il medesimo, infiacchito in piccola parte anche dai primi segnali di cedimento in alta stratosfera dovuti ai primi raggi solari che accarezzano l'ozono polare d'alta quota (nonostante un indice NAM in netta risalita), sta nuovamente rallentando con tanto di deformazioni che impongono l'ormai consueto schema degli scambi meridiani come assetto di "riposo" in questo scorcio stagionale. E se da una parte l'indice NAM, ossia la forza del vortice polare in sede stratosferica, sta riprendendo come detto un ottima cera, il corrispondente inquilino del piano di sotto, ossia l'AO, mostra appunto nuovi segnali di cedimento. Nella sua caduta esso si trascina anche parte della pressione atmosferica prevista sull'Atlantico fino a metà marzo, con l'indice NAO in moderato rientro in fase negativa. Via libera dunque per l'ingresso delle correnti perturbate atlantiche. Si, ma dove andranno a parare questi impulsi perturbati? Per comprenderlo dobbiamo analizzare la disposizione dei blocchi atmosferici dovuti agli strappi della corrente a getto. Senza andare a scomodare gli altri settori dell'emisfero con astrusi indici PNA, PDO, Nina, MJO, Mountain torque, SSTA e quant'altro, ci basti sapere che sull'Atlantico la circolazione andrà nuovamente bloccandosi. Una imponente cellula di alta pressione di matrice subtropicale, agevolata in primis dalle anomalie delle temperature superficiali oceaniche di concerto con i rispettivi valori registrati alle alte latitudini (anche qui ci sarebbero da citare altri indici come "zona RM, AMO, EA/WR, Scan" che vi risparmieremo) imporrà un brusco stop alla corrente a getto polare. Ciò si ripercuoterà con una traiettoria a chicane alla cui uscita andranno a scivolare tutte le ire perturbate del grande nord proiettate verso l'Europa. Ecco scavato il canale depressionario entro il quale verranno convogliati i sistemi perturbati almeno fino alla metà di marzo, sistemi perturbati che saranno destinati all'Europa centro-occidentale e ai rispettivi settori di Mediterraneo. Terminata dunque la fase di maltempo che ci apprestiamo a vivere, eccone un'altra pronta in cantiere. Dovrebbe essere consegnata nelle mani dell'Europa nei primi giorni della prossima settimana. Il suo affondo pare in questo caso leggermente più occidentale e "antizonale" rispetto al precedente, significando alcune novità nell'assetto globale dei fenomeni. Avremo senz'altro modo di riparlarne.

Autore : Luca Angelini

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