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Il violento temporale di lunedì 6 agosto su alto Piemonte ed alta Lombardia

Nel pomeriggio di lunedì un intenso quanto veloce temporale ha investito le pianure dell’alto Piemonte e alta Lombardia. Diversi danni registrati.

In primo piano - 7 Agosto 2012, ore 18.00

Un conflitto netto tra l’aria calda di origine africana e quella leggermente più fresca di origine atlantica è stata la miccia che ha consentito nel pomeriggio di ieri, 6 agosto la formazione di un intenso temporale. La formazione del violento episodio temporalesco è sicuramente stata favorita dall’arrivo alla quota di 500hpa di una spiccata ondulazione ciclonica.

L’ondulazione transitata al nord fungerà da ideale spartiacque tra il tipo di circolazione attuale, con una depressione protagonista del tempo sull’Europa occidentale, con un anticiclone che presto prenderà il suo posto.

L’ingresso freddo a media quota è stato praticamente irrilevante ed ha coinvolto solo la zona dell’alta pianura con una flessione minima delle temperature avvenuta a 500hpa. L’intenso caldo afoso associato ad un violento getto d’alta quota sono stati i “protagonisti” principali, nonché le cause scatenanti per la formazione dell’intenso cumulonembo.

La presenza di un così forte getto a media quota infatti, ha creato i presupposti perché la massa d’aria caldo umida presente nei bassi strati, venisse risucchiata verso l’alto creando così convezione. Da questo concetto si può quindi intuire come la convezione può innescarsi sia per la presenza di aria fredda in quota che favorisca la spinta di galleggiamento, sia per “risucchio” di aria caldo umida dai bassi strati verso le alte quote in condizioni di forte getto ai livelli superiori.

Questo fenomeno è provocato dalla formazione di un vuoto di pressione tra un livello atmosferico sottostante dove è presente un getto debole, ed uno sovrastante con venti molto intensi. La differenza di velocità tra lo strato superiore e lo strato inferiore crea un “vuoto” barico che l’atmosfera deve necessariamente colmare prelevando aria dai bassi strati e risucchiandola verso l’alto.

In seno alla marcata ondulazione che ieri pomeriggio transitava sulle pianure del nord, la vorticità è divenuta marcatamente ciclonica agevolando i processi convettivi. Il temporale si è formato nelle zone vicine a Santhià, successivamente in seno alla corrente portante da sud,ovest verso nord-est ha iniziato a muoversi velocemente verso la Lombardia.

Le caratteristiche supercellulari del temporale hanno permesso allo stesso di subire una leggera deviazione verso destra rispetto al moto portante dei venti in quota. Mentre il getto in quota aveva una componente molto meridionale infatti, la supercella si è mossa verso est nord-est investendo Vercelli ovest e subito dopo Vercelli est. Si è mossa poi verso il novarese e da li è arrivata sino al Milanese.

In seguito ha proseguito la sua corsa verso la zona di Bergamo esaurendo la sua furia e schiantandosi sui settori alpini.

Diversi i danni registrati, quasi tutti legati ai forti venti di downburst che hanno caratterizzato il transito del temporale. Una lunga scia di alberi divelti al suolo, pali della luce abbattuti e tetti scoperchiati. Grandine fortunatamente di dimensioni non eccezionali, i problemi maggiori sono stati provocati dalla pioggia, caduta abbondante creando locali allagamenti ed alcuni disagi lungo le strade.

Passata la veloce ondulazione che ieri pomeriggio ha portato un violento temporale in fuga verso est dal Piemonte alla Lombardia, quest'oggi almeno al nord ritroviamo un tipo di tempo diverso. L'aria più movimentata atlantica ha temporaneamente avuto la meglio portando un tipo di tempo più gradevole e ventilato segnatamente al settentrione.

 

 


Autore : William Demasi

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