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Il tempo uggioso non molla l'Italia, venerdì nel mirino il nord e le regioni tirreniche

Una nuova perturbazione affronterà il nostro Paese nella giornata di venerdì risultando più attiva al settentrione e su parte del centro. Si tratterà comunque di una passata piovosa non particolarmente rilevante.

In primo piano - 23 Febbraio 2010, ore 11.24

Abbiamo ormai perso il conto: 2, 3, 4, quante sono le perturbazioni che hanno attraversato mediamente l'Italia nelle ultime settimane? Questa sequela di corpi nuvolosi diretti in pieno bacino mediterraneo deriva dall'attuale situazione nota come "Atlantico basso", situazione che prevede un canale depressionario che unisce in presa diretta le miti e umide correnti dell'oceano con il Mare Nostrum passando per la via nord-africana, iberica o, mal che vada, francese. Nei prossimi giorni però qualcosa cambierà, sintomo primo di una stagione che avanza; l'autostrada di vento lungo la quale scorre la fascia della corrente a getto inizierà ad alzarsi di latitudine. Lo farà in concomitanza con la perturbazione che perverrà sull'Italia nella giornata di venerdì e che per questo motivo abbiamo tenuto in doverosa considerazione nel nostro articolo. Lo strappo di vento in risalita dalle Canarie provvederà a iniettare una corposa dose di vorticità anticiclonica sul nord Africa e sul comparto iberico, dove infatti è prevista risalire una campana di alta pressione subtropicale. Quest'ultima non riuscirà tuttavia a raggiungere in toto l'Italia poichè ostacolata dal ramo discendente del getto stesso, il quale inietterà questa volta vorticità ciclonica in direzione del nord Italia. Entro questo mulinello depressionario, opportunamente alimentato dalla saccatura madre centrata sul Regno Unito, andrà pertanto a strutturarsi una perturbazione che venerdì transiterà sul nostro Paese con effetti diversi. Al nord le correnti in quota disposte dai quadranti occidentali potranno favorire le precipitazioni sul comparto alpino, lasciando in parziale ombra pluviometrica l'ovest del Piemonte, la Romagna e l'Alto Adige. Sul resto della val Padana saranno possibili piovaschi alternati a pause asciutte. Rovesci più frequenti invece sulla Liguria ad opera dello sbarramento appenninico opposto ai venti al suolo che soffieranno da Libeccio. E proprio il Libeccio darà man forte a questa perturbazione, altrimenti in verità un po' sottotono, anche sulle regioni tirreniche, dove dispenserà alcuni rovesci, soprattutto sull'alta Toscana, a tratti anche sull'Umbria, Lazio e Campania. Il tutto comunque intervallato da lunghe pause asciutte. Sul resto del Paese in prevalenza nuvoloso ma senza precipitazioni; sul basso Adriatico, all'estremo sud e sulle Isole Maggiori a tratti potrà anche vedersi il sole ed è atteso un graduale rialzo delle temperature a causa della persistente ventilazione sud-occidentale. Le quote neve? Essenzialmente relegate alla montagna, con le Alpi che vedranno cadere i fiocchi inizialmente intorno a 1300-1400 metri in mattinata, fino a 1500 metri nel pomeriggio. Libeccio teso su tutti i nostri mari, con i bacini di ponente molto mossi. Garbino sulle regioni adriatiche.

Autore : Luca Angelini

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