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Il tempo della prima decade marzolina in sintesi (aggiornamento breve)

I modelli sentenziano: un nuovo rinforzo del Vortice Polare agevolerà la formazione di intensi anticicloni un po' come è avvenuto nelle mensilità di dicembre 2014 e gennaio 2015. Sempre più modesta e circoscritta la fase di tempo instabile prevista la prossima settimana, la quale interesserebbe l'Italia nel periodo compreso tra giovedì 5 e sabato 7 marzo.

In primo piano - 28 Febbraio 2015, ore 21.00

La primavera scalpita e l'inverno retrocede, potrebbe essere riassunta così la linea di tendenza previsionale relativa alle prossime giornate. Con gli aggiornamenti di questa sera, appare infatti ancor più sbiadita la fase instabile/perturbata attesa sulla nostra penisola nel corso della prima decade marzolina. Si rinnoverebbe ancora una volta una reiterata difficoltà da parte delle masse d'aria più fredda a conquistare le medie latitudini dell'Europa, mentre al contrario andrebbe intensificandosi parecchio il flusso zonale alle alte latitudini dell'Europa e dell'oceano Atlantico.

A tal proposito dobbiamo anche segnalare il famigerato superamento della soglia del NAM, con un valore superiore a +1.5. In pratica la compattezza e la tonicità del Vortice Polare alle quote stratosferiche, è diventata tale da riuscire ad influenzare in modo diretto anche la circolazione atmosferica della troposfera, agevolando un processo di ricompattamento del vortice ed un precondizionamento dello stesso che a livello statistico potrebbe protrarsi dai 20 ai 40 giorni.

Così facendo, diventa sempre più probabile incorrere in una prima metà di marzo ancora una volta dominata da frequenti anticicloni che dai settori più occidentali dell'Europa (penisola Iberica) andrebbero distendendosi verso il Mediterraneo centrale. Tale fase atmosferica deriverebbe proprio da una eccessiva portanza della corrente a getto occidentale, la circolazione ciclonica prevista tra giovedì 5 e sabato 7 marzo, sarebbe avviata ad una "morte" precoce, causata in larga parte dal taglio di rifornimenti d'aria più fredda diretti alla depressione. Letteralmente come una mancanza di ossigeno, l'interruzione del flusso d'aria fredda dalle latitudini settentrionali a quelle mediterranee, determinerebbe una rapida evoluzione del sistema ciclonico in cut-off, prima che l'anticiclone si espanda verso il Mediterraneo, interessandoci a partire da domenica 8 marzo in avanti.
 


Autore : William Demasi

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