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Il telelavoro può salvare l'Italia dall'inquinamento e dal cancro

Almeno metà dei lavoratori potrebbe oggi lavorare da casa, senza mai mettere piede in azienda. Ne guadagnerebbero la produttività e la salute di tutti.

In primo piano - 12 Dicembre 2014, ore 13.13

Tutti stipati come animali al macello, tra scioperi, treni sporchi, metrò che si bloccano, autostrade, tangenziali e raccordi anulari paralizzati da milioni di macchine; ore per recarsi e tornare dal posto di lavoro, stress, stanchezza, scarsa resa sul lavoro, noia, depressione, prole trascurata in balia della tv e infine magari un bel cancro per aver ingerito per anni e anni polveri tossiche.

La soluzione per migliorare la qualità del lavoro, per migliorare la produttività, per non respirare tonnellate di smog, per ridurre finalmente l'inquinamento atmosferico, per essere meno stanchi ed affrontare il tempo libero con più entusiasmo e per poter stare di più con i propri figli, è il telelavoro.

Noi applichiamo questa filosofia da anni qui a MeteoLive per alcuni nostri collaboratori, ma quante altre aziende lo fanno nel nostro Paese? Eppure metà dei lavoratori di concetto potrebbe tranquillamente lavorare dalle tranquille mura domestiche, collegato con il mondo grazie agli strumenti migliori che oggi è in grado di offrire la tecnologia.

Manca la mentalità, manca la voglia e c'è il timore che il lavoratore, senza un diretto controllo da parte del responsabile o titolare, possa lavorare di meno.
 
"La mia vita sociale si ridurrebbe a zero" si sente dire. Assurdità. Finisci di lavorare e puoi vedere tutti gli amici che vuoi.

Oltretutto sembra un muro insormontabile quello della responsabilità aziendale, che secondo la legge, dovrebbe predisporre a casa del collaboratore, una stanza apposita, attrezzata per lavorare, oltre a farsi carico di eventuali infortuni causati da incidenti domestici, un rischio che poche imprese sono disposte a correre.

In realtà in molte aziende italiane (senza dimenticare gli enti pubblici) oggi spesso non esiste alcun controllo: molti rimangono in pausa pranzo per due ore anzichè per una, escogitano trucchetti per timbrare il famoso "cartellino" alle ore più opportune, utilizzano per ore a scopo privato il telefono aziendale, del tutto impunemente, altri, che fanno le ore piccole, ma pagano comunque la stanchezza accumulata, sonnecchiano sul lavoro e rendono comunque pochissimo.

Dunque perchè abbandonare la propria casa all'alba e farvi ritorno al tramonto distrutti e inquinati dentro, se è davvero possibile, con gli opportuni strumenti, magari SEMPLIFICANDO LE NORME lavorare bene, meglio, senza lo stress di spostamenti e code interminabili?

Questa è la vera sfida che ci impone il nuovo secolo: la casa come luogo in cui lavorare e occuparsi della famiglia. Le condizioni del traffico continuano a peggiorare, le città si uniscono ad altre cittadine e diventano conurbazioni, perchè nessuno distrugge più ciò che è stato dismesso, ma ruba ettari di prato per costruire cattedrali nel deserto, che a sua volta entro pochi anni rimarranno lì come "mostri di cemento" e l'asfalto avanza e il calore estivo nelle grandi città si fa così sempre più insopportabile. 

Telelavoro è la ricetta giusta, ma siamo abbastanza certi che sarà ancora difficile da attuare, almeno per il prossimo decennio. 


Autore : Alessio Grosso

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