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Il team di ricercatori DOUGLASS, CHRISTY, SINGER in coro: "il riscaldamento in atto è un fenomeno naturale"

Il riscaldamento globale è un fenomeno naturale, l’apporto umano è scientificamente non rilevante”. E’ quello che afferma un nuovo studio pubblicato nel numero di dicembre 2007 dell’International Journal of Climatology of the Royal Meteorological Society.

In primo piano - 14 Dicembre 2007, ore 09.35

I responsabili del gruppo di ricercatori sono il professor David H. Douglass (Università di Rochester), il professor John Christy (Università di Alabama) e il professor S. Fred Singer (Università della Virginia) secondo i quali i cambiamenti di temperatura osservati negli ultimi trenta anni sono incompatibili con la teoria dei gas serra, e sono invece meglio spiegati da fattori naturali, come la variabilità solare. Perciò, il cambiamento climatico non si può fermare e non può essere condizionato né modificato dal controllo delle emissioni di gas serra, quali la CO2, così come proposto dai trattati internazionali, quali il Protocollo di Kyoto. I risultati di questa ricerca sono così in netto contrasto con le conclusioni dell’IPPC, la Commissione Intergovernativa sui cambiamenti climatici, patrocinata dall’ONU. La questione fondamentale è se il riscaldamento osservato sia di carattere naturale o anotropogenico (cioè causato dall’uomo). Secondo il principale autore della ricerca David Douglass, “il confronto tra le temperature di superficie e quelle atmosferiche, non presenta le caratteristiche tipicamente associate al riscaldamento da effetto serra. L’inevitabile conclusione è che il contributo umano non è significativo e che gli aumenti registrati di anidride carbonica e altri gas serra danno soltanto un trascurabile contributo al riscaldamento del clima”. La questione del rapporto tra temperature di superficie e quelle atmosferiche è chiarita dal co-autore John Christy, che ha affermato: “I dati dei satelliti e i dati dei palloni concordano sul fatto che la tendenza del riscaldamento atmosferico non è superiore a quella della superficie. Ma i modelli basati sull’effetto serra esigono invece che le tendenze atmosferiche siano di 2-3 volte superiori. Abbiamo perciò una buona ragione per ritenere che gli attuali modelli climatici sovrastimano grandemente gli effetti dei gas serra. Le osservazioni del satellite suggeriscono che i modelli ignorano i feedback negativi, prodotti da nubi e vapore acqueo, che diminuiscono gli effetti riscaldanti dell’anidride carbonica”. Infine l’altro co-autore Fred Singer ha aggiunto: "L’attuale tendenza al riscaldamento è semplicemente parte di un naturale ciclo di riscaldamento e raffreddamento del clima, che è stato già registrato dal carotaggio dei ghiacciai, dai sedimenti sui fondali marini, dalle stalagmiti e così via, e pubblicato in centinaia di studi presentati da riviste specializzate dopo il processo di peer-review (la revisione di altri esperti). Il meccanismo che produce tali ciclici cambiamenti climatici è ancora oggetto di studio, ma molto probabilmente è causato da variazioni nel vento solare e nei campi magnetici associati che influenzano il flusso dei raggi cosmici sull’atmosfera terrestre. A loro volta si ritiene che i raggi cosmici influenzino la nuvolosità e perciò controllano la quantità di luce solare che raggiunge la superficie della terra e perciò il clima. La nostra ricerca dimostra che l’attuale crescita di CO2 nell’atmosfera ha soltanto una minima influenza sui cambiamenti climatici. E dobbiamo perciò concludere che i tentativi di controllare le emissioni di CO2 sono inefficaci e insensati, ma anche molto costosi”.

Autore : A cura di Svipop

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