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Il SUPER TROTTOLONE depressionario durante le festività natalizie

Un ulteriore raffreddamento della temperatura in sede polare potrebbe portare come conseguenza il rigonfiamento di una depressione estremamente intensa e profonda con perno sul nord Europa. La circolazione depressionaria diverrebbe così ampia da coinvolgere praticamente l'intera Europa. Quali conseguenze ci sarebbero sul nostro Paese?

In primo piano - 17 Dicembre 2013, ore 11.00

Quanto viene previsto dai principali modelli di previsione deterministica per le festività natalizie, rappresenta a tutti gli effetti l'epilogo finale di un raffreddamento troposferico in sede polare, che sfocerà nella creazione di una enorme depressione frutto di vorticità potenziali estremamente accentuate. La depressione prenderà il via non appena le masse d'aria gelida dai settori polari traboccheranno verso le medie latitudini. Una situazione atmosferica divenuta piuttosto rara negli anni, mentre era relativamente più frequente durante le annate degli anni 70', 90', 90'.

La presenza del basso geopotenziale non deve in realtà trarre in inganno, l'aria all'interno della depressione sarà piuttosto fredda ma non gelida poichè la massa d'aria coinvolta sarà di origine prettamente marittima, stemperata quindi dalle temperature positive dell'oceano. Il basso geopotenziale sarà il "sintomo" di una depressione invernale estremamente intensa, caratterizzata da valori di pressione che potrebbero discendere sino a 945mb dentro il proprio perno mentre nella fascia tutto attorno i valori si attesteranno ben sotto i 1000mb di pressione media. La circolazione imposta dalla presenza della depressione sarà molto forte occidentale sia al suolo che in quota. Un'iniezione di aria temperata che porterà il classico disgelo natalizio, conseguenza dell'estrema compattezza raggiunta dal Vortice Polare proprio durante il periodo di Natale, seguito generalmente da una maggiore ondulazione del getto che si verifica nei mesi successivi.

Se una simile depressione venisse confermata, che tipo di tempo dovremo attenderci sullo stivale?

Qualora le maglie della sopraccitata depressione dovessero riuscire a coinvolgere parte del Mediterraneo, il tempo lungo lo stivale italiano sarebbe influenzato da una circolazione marcatamente occidentale dei venti. Un contesto atmosferico che porterebbe annuvolamenti intensi e qualche precipitazione concentrata soprattutto sui versanti tirrenici mentre i settori adriatici vivrebbero una parentesi soleggiata e particolarmente mite portata dal Garbino.

L'ingresso della depressione porterebbe come effetto principale un rinforzo del vento di Libeccio che potrebbe aumentare d'intensità sino a divenire tempestoso, esponendo i settori alto tirrenici all'arrivo di alcune importanti mareggiate. In questo contesto le precipitazioni più abbondanti sarebbero attese lungo i settori del medio ed alto Tirreno (Riviera Ligure di Levante - Toscana - alto Lazio) mentre i settori settentrionali potrebbero risultare parzialmente in ombra pluviometrica a causa della disposizione (quasi) occidentale dei venti in quota. Depressioni così vaste sono infatti caratterizzate da una scarsa ondulazione del getto, sfavorendo l'arrivo di precipitazioni intense sui versanti meridionali delle Alpi e sui settori nord-occidentali dello stivale.

Per quanto riguarda l'arrivo della neve sulle Alpi, la depressione con i suoi venti occidentali, potrebbe portare accumuli di neve eccezionalmente abbondanti sui versanti esteri delle Alpi occidentali con un buon sfondamento dei candidi fiocchi anche verso i versanti italiani grazie alla presenza di una circolazione eolica molto forte. Coinvolta anche la Valle d'Aosta con l'arrivo di nevicate molto forti sui settori confinali.

Il contesto termico su tutta Italia sarebbe comunque votato alle temperature miti, i venti occidentali trasporterebbero le masse d'aria tipicamente temperate del medio Atlantico sin verso il Mediterraneo, portando un tipo di tempo ventilato ma non freddo. I bassi geopotenziali presenti soprattutto sulle regioni del nord, potrebbero tuttavia contribuire ad un abbassamento della quota neve sino a livelli non troppo alti (1000 - 1200 metri).


Autore : William Demasi

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