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Il SOLE è il vero regista del riscaldamento globale...

Ultimissime notizie dal mondo scientifico.

In primo piano - 4 Febbraio 2009, ore 10.19

Da 11.000 anni a questa parte mai il Sole è stato così attivo come negli ultimi 70 anni. La fase di quiete dell'ultimo anno ha già provocato grossi ed importanti modifiche sulle strutture bariche atmosferiche e sulle temperature oceaniche (vedi ennesimo episodio Nina). Lo afferma lo scienziato Sami Solanki, dell'Istituto Max Planck (Germania) insieme ai suoi collaboratori finlandesi e svizzeri. Una constatazione importante, perché una fase di super-attività del Sole sembra coincidere con il periodo in cui il riscaldamento globale del nostro pianeta ha battuto tutti i record. La tentazione è di vedere nei due fenomeni una rapporto di causa-effetto: l'aumento della temperatura media registrata nel corso del XX secolo non potrebbe essere semplicemente causata dall'attività crescente del nostro astro? L'attività solare si manifesta attraverso un aumentato del numero delle zone oscure (le macchie solari) sulla superficie del Sole ogni 11 anni. In un momento di grande calma, il Sole ne può essere completamente privo, mentre al massimo della sua attività presenta più di cinquanta macchie. Durante questa fase attiva, il campo magnetico del Sole si intensifica e convoglia verso la Terra dei flussi di particelle cariche. E' stato solo negli anni Ottanta che astronomi e climatologi hanno cominciato a ipotizzare un legame tra le macchie solari e l'energia irradiata. E hanno riletto in questa ottica anche i dati del passato: fra il 1645 e il 1715, periodo in cui è stata notata un'assenza totale delle macchie solari, un freddo senza precedenti si abbatté sull'Europa. Questa "piccola era glaciale" è stata attribuita a un'attività solare ridotta al minimo. Al punto che oggi i climatologi stimano che un'attività del Sole minima comporti un raffreddamento del clima tra 0,5 e 1°C. L'équipe tedesca che ha studiato l'attività solare si è basata sulla misura, negli alberi, della percentuale di carbonio 14 (l'isotopo pesante del carbonio che si forma quando i raggi cosmici percuotono le molecole dall'alto dell'atmosfera). In fase di forte attività magnetica del Sole, i raggi cosmici subiscono una maggiore deviazione nello spazio e si formano meno atomi di carbonio 14, che quindi diventa un indice prezioso per gli astronomi. La quantità di 14C immagazzinata nel corso della crescita degli alberi permette di tracciare l'evoluzione dell'attività solare nel tempo. Ma stabilito così quando il Sole è più o meno attivo e ammesso un legame tra l'attività del Sole e l'energia irradiata, resta da collegare le fasi solari con l'aumento della temperatura sulla Terra nell'ultimo secolo. Gli studiosi sono ancora al lavoro per provare scientificamente questo legame.

Autore : Report di Alessio GROSSO

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