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Il ruolo marginale della meteorologia in Italia: i commenti dei lettori

I commenti dei lettori alla frase del giorno.

In primo piano - 4 Novembre 2003, ore 11.20

LA FRASE DEL GIORNO: "la meteorologia può fare spettacolo anche da sola; non c'è bisogno della bella ragazza o della satira per renderla appetibile. E' l'unica scienza che viene derisa costantemente e la cui autorevolezza passa ancora tristemente dal fascino della divisa militare; tutto il mondo ci deride, nessuno ridicolizza e banalizza tanto le previsioni del tempo e in nessun programma scolastico è previsto uno studio specifico dedicato alla materia. Perchè?" ECCO I VOSTRI COMMENTI: (ne riportiamo solo alcuni, non se ne abbia a male chi non vedrà il suo commento pubblicato, li leggiamo sempre tutti) -Purtoppo la risposta stà proprio nella frase "...non c'è bisogno della bella ragazza o della satira per renderla appetibile." che voi ci proponete. Al giorno d'oggi molta gente, (troppa!!), ha bisogno proprio della superficiale banalità per essere attratta e per prestare la propria attenzione anche ai fatti di grande importanza. Ecco, appunto, la bella ragazza che parla della meteo senza averne i requisiti o i titoloni che enfatizzano normali fasi stagionali. (senza parlare delle altre notizie che hanno bisogno del sensazionalismo). Perciò, coloro i quali gestiscono i palinsesti delle varie reti tv o giornali approfittano di questa stupidità di fondo della nostra società per attirarla...non facendo altro che aggravare la situazione. Ci si chiede il perchè nelle scuole non c'è un programma adatto dedicato alla materia, ma è dalle famiglie che deve partire e radicarsi una sensibilizzazione verso la nostra cara meteo e per la natura che ci circonda. Come non si può rimanere incantati di fronte alla naturale "tavolozza" che quest'autunno ci stà regalando?...Un variopinto maglione che si stà tingendo di caldi colori che ci abbracciano prima dell'arrivo dell'inverno...lo abbiamo fatto notare ai nostri cari? Andrea Le radici non vanno ricercate fra` i cittadini, ma bensi` agli educatori! Chi sono gli educatori???? Sono coloro che hanno il compito di gestire i programmi TV in generale, iprogrammi TV specifici (National Geografic) e poi ci sono i meteorologi stessi. Pero`se chi gestisce i programmi (RAI,MEDIASET,...), non ha il minimo di sensibilita` verso quelle discipline che coinvolgono DIRETTAMENTE LA VITA DELL`UOMO, ecco che sicuramente non si realizzeranno mai dei programmi in merito. Il mondo della TV presenta il meteo in modo osceno e diseducativo, schernendo costantemente questa scienza, anzi usandola come trasmissione (cavia)per le presentatrici principianti(il meteo del TG4), per non parlare di Fazio. Capisco il risentimento di Caroselli. Cara societa` non sai quanto la meteo sia importante??? Senza di essa nei centri aereonautici si farebbe ben poco, in agricoltura si avrebbero degli enormi disagi e a sua volta senza avvisi per l`agricoltura, ci sarebbero piu` danni e piu` speculazioni nell`ambito economico. Con affetto un vostro lettore: Traverso Marco Pino Torinese anni 19. Il problema purtroppo non riguarda soltanto la meteorologia ma un pò tutta la nostra cultura fortemente di stampo umanistico. Fin dalle scuole elementari poeti, personaggi storici, personaggi dell'epica, miti, sono i principali oggetti di studio. Molto poco tempo viene dedicato alla cultura scientifica. Si pensi al basso numero di ore di lezione in scienze se confrontate a quelle di italiano, storia. E così la metereologia viene ancora confusa con i dolori articolari che precedono il cambiamento del tempo. Basti per esempio analizzare lo sforzo di banalizzazione che il colonnello Laurenzi fa ogni sabato e domenica mattina, confondendo il servizio di informazione meteo che deve essere rigoroso e funzionale, con la necessità di attirare l'attenzione dei bambini o dirci il guinness dei primati meteo insignificanti. Assurda poi la trasmissione di Fazio che ahimè se poteva applicare i suoi protocolli di satira col calcio, facendolo con la metereologia, se da una parte informa, dall'altra fa di questa scienza uno strumento di spettacolo che persegue altri fini. Vorrei un weather channel....ma non farebbe audience. Saluti Maurizio Calvitti E' un vero peccato dover constatare questo. Ridicolizzare una qualsiasi ricerca in campo scientifico, lo trovo diseducativo. Per altro è ancora più amaro dover constatare che la TV, non stia affatto lavorando a favore della meteorologia, nella fattispecie. Proprio lì, in faccia alle persone davanti allo schermo ( fra le quali molti ragazzi ), certi TG (anzi tutti, chi più chi meno ), fra il nero di una cronaca sempre più da spettacolo costruita e montata ad arte, invece di insegnare a Loro, ad amare lo scibile, la fatica della ricerca scientifica; invece di elevare la meteorologia, a pari o al giusto livello di una materia quotidiana che di fatto abbraccia un pò la quotidianità di tutte le vicende umane, la TV cosa fa? Pensa all'effimero e come un pecorone orbo, non fa altro che continuare a cavalcare le proprie "virtù", ignorando i conti a lungo termine. La meteo invece sul "lungo termine" è consapevole delle difficoltà. Il modo di far TV invece è vecchio e decrepito, e trascina con se tutti gli ignari malcapitati. Rimane solo un fatto purtroppo. E' un trascinatore di masse molto potente. Così potente da riuscire tutti i santi giorni ad alimentare l'ignoranza scientifica a livelli così elementari da farci odiare la pioggia, la neve, la nebbia, e perfino il sole, il vento ecc ecc. Se andiamo avanti così, saremo invitati presto a vaccinarci anche per la pioggia, la neve, la nebbia... Giancarlo E' così facile deridere chi non ha parola per rispondere, vista la situazione di netta disparità tra la scienza e chi la deride. Di fronte a qualcosa di così complesso e grande, questi signori hanno trovato un angolo per il loro meschino sfogo, è un pò come le barzellette dei Carabinieri, chi non ne sa e racconta almeno una decina? Ma, qual è lo stato d'animo di queste persone quando vengono fermati da una pattuglia dei CC???!! Come mai non sdrammatizzano la loro sitauazione nel frangente, raccontandone una al capo pattuglia??!! Beh dovrebbero allo stesso modo fermarsi e pensare come mai piove, come mai le previsioni non possono essere sempre giuste, perchè c'è la brina e cos'è il phoen.. la sola conoscenza di tutto ciò che ci circonda ma non ci appartiene è rispetto ed è di rispetto che abbiamo bisogno in quest'era di ignoranza. Complimenti un assiduo lettore Credo che effettivamente il modo di fare meteorologia abbia subito poche variazioni dalla sua introduzione televisiva (quella che è riuscita a dare alla meteorologia la maggior diffusione, data la potenza del mezzo di comunicazione per gli italiani). Nonostante i primi sforzi di far apprendere ai telespettatori i termini base della materia, per poter strutturare un discorso, mi rendo conto che poco altro è stato fatto per introdurre nuova terminologia (con relative, anche se semplificate, spiegazioni). R isultato: una "cosa" che non cambia si trascinerà un'opinione di sé che non cambia. Se a tutto questo si vuole aggiungere una sapiente campagna di disinformazione, che in Italia è la scienza che ha il maggior numero di adepti, è facile, ovviamente a parer mio, che la situazione non sia destinata a cambiare ancora per un po' (conosco gente che "non crede" all'esistenza di modelli matematici utilizzati per l'elaborazione delle previsioni). Alla luce di questo, vedo come naturale conseguenza il fatto che la materia non venga nemmeno trattata nelle scuole, e perché non riconosciuta tale, e perché manca chi la potrebbe diffondere. Nella maggior parte dei casi è la curiosità personale che spinge alla ricerca delle informazioni e dei perché (come è il mio caso), ma, come traspare dalla prima parte dell'articolo a cui rispondo, nella maggior parte dei casi lo scontro con la realtà riduce tutto a un discutibile esercizio oratorio: il comune sentire è ancora molto radicato, anche di fronte ai fatti. Anche se non fa parte della risposta, desidero farvi i complimenti per l'ottimo servizio e per la grande competenza che dimostrate. Chi meglio di voi potrebbe essere il portavoce per la diffusione della meteorologia? Cordiali Saluti Fabio Sarchi .. quando il pane dipendeva dalla pioggia, quando le battaglie si perdevano per il troppo fango, quando non c'erano ponti per attraversare torrenti e fiumi in piena, quando il mare era agitato e non si potevano inviare beni e merci perchè le navi erano piccole così... ecco allora la meteorologia era importante, eccome... L'aruspice etrusco, la cui lapide è al museo di villa giulia a Roma, recita al mondo che quell'uomo, rispettato da tutti, era un fulgurator. Leggeva il destino nei fulmini. Oggi ascoltiamo il meteo nelle nostre macchine condizionate, troppo spesso ascoltando commentatori incompetenti e che mai spiegano che vige sempre la dura legge della probabilità e della statistica. Del doman ... non c'è certezza (almeno al millimetro di pioggia !) E forse è meglio così. Però chi disprezza compra, sennò come spiegare il fatto che milioni di persone sono comunque interessate al meteo ? Magari basterebbe un bel libro per fare il punto dello stato dell'arte oggi, oppure qualche trasmissioni che faccia capire la complessità dell'equazione con mille variabili che è croc e delizia di un qualsiasi serio ricercatore. Marco Simi Forse perché non è ancora considerata, e tanto meno “sentita”, come una scienza. E anche perché ancora oggi le previsioni, specialmente in aree particolari come il Mediterraneo, sono aleatorie: da quanto tempo si è raggiunta una buona approssimazione per le previsioni a 36-48 ore? E quando si spera di poter raggiungere un grado di affidabilità accettabile per quelle a medio termine? Oltretutto: - la stessa fisica tradizionale (scienza esatta per eccellenza) può dare spiegazioni certe dei fenomeni in condizioni di laboratorio, ma le sue leggi teoriche non riescono a spiegare perché un rubinetto gocciola con un ritmo tutto suo. Figurarsi che cosa ci si può attendere dalla meteorologia, nel comune sentire; - la compartimentazione della penisola italiana è tale che a distanza di poche centinaia di metri si possono trovare condizioni atmosferiche sensibilmente diverse, ma questo la gran massa della gernte non riesce a capirlo; - per tanti motivi, la Protezione Civile preferisce diramare avvisi di “pericolo” anche quando magari non ce ne sdarebbe bisogno. Fa bene, ma purtroppo gridare “al lupo, al lupo” non contribuisce a incrementare la fiducia della gente nelle previsioni meteorologiche, che sono alla base di quegli avvisi. Del resto non è che i dati statistici a disposizione siano ancora sufficienti, né che i modelli matematici usati siano ancora perfetti. Insomma, tocca avere pazienza, continuare a lavorare tenendo conto solo delle critiche giuste (già, ma come discernerle, a volte?...) e migliorare quello che ancora si può fare. E ce n’è tanto! Auguri comunque, e grazie!! Buon lavoro Gian Giuseppe Santillo Perchè la meteorologia viene snobbata e ridocolizzata e tantomeno non è oggetto di studio nelle nostre scuole di ogni ordine e grado? Forse perchè le autorità credono che non sia una cosa importante e redditizia su cui investire tempo e denaro, al contrario di altri campi come, per esempio, quello finanziario e politico. E' una questione di cultura che dev'essere cambiata alla radice, sensibilizzando le nuove generazioni già a partire dall'asilo e dalla scuola elementare, introducendo la materia meteorologica così come si è cominciato a fare con l'informatica e la lingua straniera. Luca Fabbriciani

Autore : Redazione

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