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Il rischio è il nostro mestiere: ecco secondo noi come finirà GENNAIO

Freddo, neve, pioggia, vento; tutto quello che c'è da sapere sulla fine del mese invernale per eccellenza.

In primo piano - 22 Gennaio 2010, ore 13.03

Una cosa è certa: gennaio non finirà tranquillo. Un gran fermento ribolle in atmosfera e la circolazione si prepara a grandi manovre. Attenzione però, questo non significa automaticamente che l'Italia in toto finirà al freddo e la gelo; le onde atmosferiche che sorvoleranno il nostro Continente saranno difatti piuttosto strette e trovarsi esposti ad un versante per poi finire rapidamente su quello opposta sarà all'ordine del giorno. Questo è anche un rischio per i previsori, i quali dovranno dimostrare parecchia abilità e destrezza nel comprendere e anticipare opportunamente i dribbling proposti dal gran finale di questo mese controverso. Ma in cosa consiste tutto questo parapiglia atmosferico? Le premesse stanno già concretizzandosi sull'Atlantico, dove una poderosa spinta anticiclonica subtropicale sta puntando il grande nord, cercando di stringere un patto con l'altro ciclope di questa stagione: il ritrovato anticiclone russo-siberiano. Questo staus determinerà la calata di alcuni nuclei depressionari alla volta del Mediterraneo, dove reagiranno a contatto con le più tiepide acque del Mare Nostrum determinando le condizioni favolrevoli a qualche passaggio perturbato degno di nota, primo fra tutti quello previsto tra lunedì 25 e martedì 26, con la neve a lambire anche le pianure su diverse zone del nord e i rovesci a interessarsi di Toscana e Sardegna. Nel frattempo interverrà anche un ulteriore fattore destabilizzante: si tratta di un riscaldamento stratosferico (già in atto mentre scriviamo) che comporterà il rilascio di un blocco freddo da parte del vortice polare, costretto a scansarsi tutto sul lato siberiano (situazione nota in gergo tecnico come "dispalacement") fino a rilasciare una saccatura nuova di zecca sulla Scandinavia. Quest'onda si spingerà negli ultimi giorni del mese verso il Mediterraneo centrale e potrà determinare un nuovo peggioramento, ma con l'Italia divisa in due: il nord e le regioni del medio-alto Tirreno a favore di vento (probabilmente Libeccio freddo prima e Maestrale dopo), con precipitazioni e temperature più basse, le adriatiche sottovento, con tempo variabile e valori meno rigidi. In seguito il blocco depressionario russo-scandinavo potrebbe venire riassorbito dal vortice polare il quale pare ne trarrà la forza entro la prima settimana di febbraio per tornare a girare a dovere e riprendersi dunque dalla sua lunga recente stasi onde ricacciare il grande tentativo di inverno verso l'Europa dell'est.

Autore : Luca Angelini

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