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Il riscaldamento globale perde l'esclusiva, ghiacci artici in ripresa

Alla fine del lungo inverno polare è tempo di bilanci. I dati confermano nero su bianco una stagione decisamente più fredda del normale grazie alla quale la banchisa glaciale ha tirato un sospiro di sollievo

In primo piano - 23 Aprile 2008, ore 10.46

L'abbiamo tenuta sotto osservazione per tutto l'inverno. La grande giostra del freddo, alias il vortice polare, ha sprigionato nella stagione fredda appena trascorsa una indomabile potenza accentrando entro le sue viscere tutto il gelo raccolto dalla lunga notte invernale artica. Le sue prestazioni da record sono state immortalate nella grafica degli indici, in particolare l'AO. L'Oscillazione Artica ha ben evidenziato quello si stava propagando dalle alte quote stratosferiche, interessate da un pesante raffreddamento. Naturalmente il grande freddo, tutto concentrato lassù, ha disdegnato in parte le medie latitudini, limitando le irruzioni avvenute nella prima fase dell'inverno. L'irruenza del gelo, aiutato molto probabilmente dalla sintonia con la Nina, dall'inversione dei venti stratosferici e dal minimo di attività solare, ha però guadagnato terreno nella seconda parte della stagione investendo con i suoi rigori gran parte dell'emisfero lasciando fuori, come ben sappiamo, solo la nostra Europa occidentale. I dati riferiti ad aprile mostrano che in prossimità del Circolo Polare Artico, a dispetto di un vortice piuttosto disturbato, l'inverno ha ancora molto da dire e sembra davvero non finire mai. I risultati sono evidenti e gli ultimi dati riferiti all'estensione della banchisa glaciale sono confortanti. Il pack si è riformato completamente chiudendo anche le enormi falle spalancatesi durante la grave crisi dell'estate scorsa, in particolare sul settore di Bering. I numeri parlano chiaro e mentre scriviamo l'estensione dei ghiacci artici ammonta a 12.848 milioni di kmq. Il dato è significativo se rapportato con quello rilevato esattamente un anno fa che ci mostrava un'estensione pari a 12.220 milioni di kmq. Ancor più rilevante è il graduale rientro dall'anomalia negativa riferita alla media 1979-2000. Al momento la medesima si limita a 630 milioni di kmq contro quasi il doppio dello scorso anno, ben 1.150 milioni di kmq. In sostanza l'anomalia stessa è rientrata di ben 520 milioni di kmq. Quanto esposto riguardo ai ghiacci artici fa eco alla nostra recente analisi condotta su quelli antartici che abbiamo dimostrato essere in forma smagliante. Insomma da una parte all'altra del Pianeta un colpo mica male a questo riscaldamento globale.

Autore : Luca Angelini

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