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Il punto dal satellite

Irruzione di aria continentale da ENE in corso; valori termici in picchiata, vento ovunque, gelo e neve su molte località, ma l’impatto col Mediterraneo sta generando la solita “insalata russa”! E adesso? Molte sorprese, anche per le pianure tirreniche.

In primo piano - 15 Dicembre 2007, ore 10.36

Modelli non ancora allineati sul seguito e, a dirla tutta, ancora un po’ litigiosi sul medio termine; ma le stazioni meteo di mezza Italia sentenziano stamani l’arrivo, di gran carriera, dell’aria gelida continentale. Arrivo trionfale, viste le spruzzate di neve tra la tarda notte e il primo mattino in Valpadana, dove tuttora nevica moderatamente, specie tra il basso Piemonte e a ridosso dell’Appennino Tosco-Emiliano; uniche barriere naturali a trattenere il vivace flusso orientale. Archi di trionfo anche lungo le regioni adriatiche, dalla Romagna al Salento e alla Basilicata, con vari sconfinamenti dei fiocchi bianchi oltre la catena appenninica, ora nella Toscana interna e sull’Umbria, ieri anche sul Reatino, Frusinate e Beneventano. Bufere di neve intermittenti sono in corso su molte località appenniniche, dalle Marche al Molise. Tra la serata di ieri e la notte la neve ha visitato anche molte località di bassa collina e pianura, specie su Puglia, Molise e Basilicata. Di tutto rispetto i valori termici anche sulle regioni del medio-basso Tirreno, già raggiunte dall’aria gelida: dai -4°C di Napoli, con cielo a tratti nuvoloso, ai -3°C di Lamezia Terme, ai -1°C di Roma. Venti sostenuti sull’alto Tirreno, con cieli a tratti molto nuvolosi e piogge sparse sul Ponente Ligure, tengono invece le temperature, almeno per ora, su valori più elevati. Ancora in attesa la Sardegna, ma ormai è questione di ore. Nel frattempo si sono liberate temporaneamente, dalla nuvolosità e dai fenomeni, il Triveneto, la fascia alpina centro-orientale e in parte le estreme regioni ioniche; ma mentre le prime subiranno solo modeste conseguenze nelle prossime 24-48 ore, le altre si troveranno a fare i conti con una marcata fase di maltempo, con rovesci anche temporaleschi e neve a quote medio-basse. Il vorticoso movimento delle nuvole che avvolge in queste ore l’Italia, riflette infatti lo spostamento del nucleo freddo attraverso le regioni centrali italiane, seguito da aria decisamente più fredda e secca. Solo lungo le regioni adriatiche queste masse d’aria, provenienti da nord-est, raccolgono energia ed umidità sufficienti per dispensare la neve. Altrove le nubi sono poco consistenti, di natura medio-alta, non ancora accompagnate dal contributo umido dei bassi strati, specie sul Tirreno. Intanto due minimi di pressione al suolo condiscono l’insalata di maltempo che ci sta interessando: uno, in rapido esaurimento, tra il basso Adriatico e il Canale d’Otranto; l’altro in formazione e veloce approfondimento tra la Sardegna e il Nordafrica. Questo minimo, ampiamente decentrato da quello in quota, sarà in tournée nei prossimi giorni, dal Canale di Sardegna, verso il Tirreno, con un movimento ad ampia curvatura, in risalita dalla Sicilia, verso la Campania e il Lazio. Tale movimento sarà favorito da una specie di effetto fionda, generato dalla spinta dinamica ed inerziale del minimo in quota; nello stesso tempo dall’effetto dell’aria fredda, richiamata da ENE, sul caldo e umido Tirreno. Una configurazione più somigliante, rispetto ai giorni scorsi, di quella del dicembre 2001. Prima nord Sicilia, Calabria, Lucania e Cilento; quindi Campania, Lazio, Umbria, Toscana, ma anche parte della Sardegna e della Liguria. La quota della neve si alzerà fino a 500-700m al sud per Lunedì, per effetto dello scirocco; si manterranno basse sulle regioni del medio-alto Tirreno, specie nelle valli interne. Prevedere nel dettaglio dove, è pura utopia; conoscere il regalo prima di scartarlo è davvero triste; e allora occhio al satellite nelle prossime 24-48 ore, ma anche alla finestra; la neve non sarà solo appannaggio delle pianure del versante Adriatico.

Autore : Giuseppe Tito

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