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Il problema del solare e l'inevitabile ritorno del nucleare

Il Governo ha scelto il nucleare: una scelta che purtroppo si impone ma che non deve certamente sbarrare la strada al solare e alle altre fonti energetiche alternative.

In primo piano - 31 Marzo 2009, ore 10.20

In Italia il periodo post-Chernobyl è stato vissuto in modo traumatico. In fretta e furia, sull'onda emotiva della tragedia, abbiamo rinunciato al nucleare. Oggi molti sono pentiti da questa scelta, semplicemente per tre ragioni: 1 ci siamo resi conto che il nucleare poteva aiutarci veramente 2 siamo circondati da centrali nucleari in tutta Europa e chi ne ha tante ad energia sta molto meglio di noi. 3 avevamo centrali nuove ed efficienti e non le abbiamo sfruttate Ora: per rispettare il Protocollo di Kyoto la Francia, che ha ben 57 centrali nucleari e investe sulle energie rinnovabili solo il 2% delle risorse dedicate alla ricerca energetica, non ha bisogno di portare alcuna riduzione delle proprie emissioni, l'Italia invece le deve ridutre del 7% e non ci riesce. Nel nostro Paese in estate la domanda di energia elettrica supera i 50Gw e per noi è già troppo. Si invoca da più parti il solare: "l'1 per cento" si dice "dell'energia deve essere generata dal sole!" Si capisce però subito che, nel nostro caso, si tratta di soldi in gran parte buttati al vento e sottratti inutilmente dalle nostre tasche visto che per produrre l'1 per cento di elettricità bisognerebbe installare almeno 3Gw di pannelli fotovoltaici con oltre 20 miliardi di spesa. A questo punto tanto vale spendere di più e meglio costruendo 6 reattori nucleari arrivando a soddisfare in un colpo solo il 25% del fabbisogno energetico del Paese senza rischiare più alcun black-out visto che aumenteremmo la capacità del sistema elettrico di ben 10 Gw. Inoltre l'energia prodotta dal fotovoltaico è intermittente e la nucleare è costante. Si dice anche che la Germania ha investito nel fotovoltaico: per forza hanno una capacità elettrica di 120 Gw contro la nostra che è a malapena di 70Gw e la loro non è assicurata dal solare ma da centrali a carbone e nucleari. Indubbiamente, con la schiena coperta, poi ci si può permettere di pensare al solare, come fa ad esempio l'Alto Adige che, rispetto al resto d'Italia, gode di una ricchezza, di un benessere e di una qualità della vita e dei serviz senza eguali, grazie ad un regime fiscale agevolato. Avere energia per poi bruciarla nei condizionatori è sciocco, è da viziati ed autolesionista perchè quel freddo artificiale fa male alla salute. Anche qui occorrerebbe una regolamentazione: ad esempio per legge bisognerebbe stabilire che il condizionatore non deve mai portare la temperatura sotto i 25°C, cioè deve sempre funzionare al minimo. Inoltre sudare un po' fa bene a tutti e serve per rendersi conto che non si può avere freddo e caldo a comando a piacimento. Non bisogna essere ambientalisti solo con le parole ma nei fatti: "non vedo l'ora che scoppi il caldo" dicono molte persone disprezzando la pioggia, poi vergognosamente, appena arriva, accendono al massimo i condizionatori e se ne lamentano. Forse solo per questo meriteremmo un bel black-out di un mese...

Autore : Report di Alessio Grosso

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