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Il pieno, grazie! "Benzina o diesel?" ...OLIO DI COLZA!

Sempre più automobilisti si servono di oli vegetali, in particolare di colza, come carburante per le macchine a diesel. In Italia una legge del 1995 stabilisce che è illegale ma la Col diretti propone di rivedere la legislazione come è già avvenuto in Francia, Germania e Svezia. Oltre che un consistente risparmio economico si avrebbe minor dipendenza dal petrolio e si ridurrebbero le emissioni di inquinanti nelle città.

In primo piano - 1 Luglio 2005, ore 08.50

Nell'attesa che si realizzino delle valide alternative al petrolio, qualcuno sta già sperimentando con successo dei carburanti a basso costo ed ecologici, se non altro per cercare di contrastare il monopolio economico delle grandi compagnie petrolifere. Si tratta del biodiesel, una miscela ricavata dagli scarti delle lavorazioni agricole di girasoli, barbabietole e colza, sempre più rara e introvabile nei distributori e nelle aree di servizio. Molti automobilisti, con intuito degno di Leonardo Da Vinci hanno scoperto che le macchine e i motori a diesel funzionano egregiamente anche con il più comune olio di colza o addirittura con l'olio di semi vari! La "scoperta" è avvenuta nel nord-est dove sempre più macchine si muovono con un comunissimo olio da frittura che costa nei discount circa 65 centesimi a litro. Non è ancora un vero e proprio boom visto che dalla direzione della Lidl rendono noto che non c'è stata un'impennata nelle vendite di olio di colza però su internet si moltiplicano gruppi di discussioni e siti che spiegano nei dettagli come passare all'olio, dove trovarlo e quanto pagarlo. Funziona davvero? Non è un mistero che il primo motore realizzato da Rudolph Diesel nel 1893 funzionasse con olio di canapa e di cereali, per le moderne autovetture molte sono le remore nell'introdurre il liquido nel serbatoio: c'è chi suggerisce di mescolarlo al diesel tradizionale in piccole o medie percentuali, chi lo utilizza assoluto se l'auto è ormai vecchia, chi invece dice che assoluto va bene solo con motori nuovi o chi consiglia di procurarsi una pompa più resistente. I più fantasiosi si sono persino rivolti alle friggitorie cinesi per aiutarli a smaltire l'olio esausto nei loro serbatoi... lamentandosi poi del puzzo di fritto che fuoriusciva dal tubo di scappamento. Quali problema comporta nel motore l'adozione di questo carburante? Nessuno. E' necessario modificare tre tubicini, effettuare un po' di pulizia dai residui del motori per un costo complessivo intorno ai 100 euro e il gioco è fatto. Di fatto all'estero, in Francia, Germania ma anche in Svezia, le case automobilistiche non hanno nulla da eccepire all'uso della colza. ATTENZIONE PERO'! Usare olio acquistato al supermercato come carburante, in qualsiasi quantità, è illegale e costituisce frode per il fisco. Il Testo Unico del 1995 stabilisce infatti che qualsiasi prodotto venga usato come carburante o come additivo deve essere soggetto a tassazione. Auspichiamoci ovviamente di non divenire in massa degli evasori fiscali ma che questo tam tam dia una scossa alla diffusione dei carburanti vegetali e del biodiesel. Quali vantaggi se ne trarrebbero? Economici e ambientali: costi di produzione minori, meno dipendenza dal petrolio e drastica riduzione delle emissioni di polveri sottili, idrocarburi policiclici aromatici e zolfo, così dannosi per l'atmosfera. La crescita delle nuove piante potrebbe dare una mano nel riassorbire le emissioni di anidride carbonica. Inoltre, a differenza del petrolio, l'Italia, per quanto in ritardo rispetto ad altri paesi europei, potrebbe soddisfare in proprio buona parte delle sue necessità di biodiesel. Un obiettivo auspicato dalla stessa Unione Europea che nella direttiva 30/2003 fissa per il 2010 in Italia un consumo di 800.000 tonnellate annue di biodiesel in grado di garantire una sostituzione compresa tra il 2% e il 5,75% del totale consumo di carburante con biocarburanti. Per affrontare il problema dello smog in città - sostiene la Coldiretti - occorre innanzitutto cambiare i combustibili di bus e mezzi pubblici con l'aggiunta di biocarburanti in grado di abbattere le emissioni inquinanti, secondo un orientamento sostenuto dall'Unione Europea. Con la coltivazione di 350.000 ettari di colza e girasole, in grado di produrre 0,85 tonnellate/ettaro di biodiesel puro è possibile ottenere 300.000 tonnellate di biodiesel che, integrate nel carburante al 5%, assicurerebbero - precisa la Coldiretti - ad oltre 3 milioni di auto, in Italia, l'autonomia per un intero anno (20.000 km).

Autore : Report di Simone Maio

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