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Il peggioramento fra Capodanno ed il 4 gennaio

La depressione già presente sui nostri mari continuerà ad essere alimentata dalle correnti fresche per almeno 5-6 giorni.

In primo piano - 30 Dicembre 2003, ore 12.31

L’anticiclone delle Azzorre ha preso in mano le redini della circolazione generale sull’Europa e l’Atlantico, e sta provando a mettere un po’ d’ordine, limando le anomalie termiche e pluviometriche dove ce n’è bisogno. Nel tentativo di realizzare il suo progetto la grande figura di alta pressione ha cominciato negli ultimi giorni a gonfiarsi come un pallone facendo perno sulle Isole Azzorre e spingendo periodicamente (in media ogni 2-3 giorni) un braccio verso nord, in direzione dell’Islanda e della Groenlandia. Così facendo la corrente a getto polare, dopo aver ondulato vistosamente scorrendo dalle coste orientali statunitensi verso il nord Atlantico, è costretta a tuffarsi nuovamente verso sud, con obiettivo principale l’Europa occidentale ed il Mediterraneo, dove allora si generano continuamente depressioni foriere di piogge, ma anche di nevicate a quote basse sul nord Italia, grazie alla persistenza di un debole cuscinetto freddo nei bassi strati sulla Pianura Padana. Nei prossimi giorni questo trend si ripeterà quasi del tutto invariato; tuttavia a differenza di quanto successo nel periodo appena passato, il prossimo “impulso” anticiclonico verso nord, che si concretizzerà nella giornata odierna, sarà sostenuto da un ramo della corrente a getto polare leggermente più debole rispetto a quello che si era presentato negli ultimi giorni; ciò porterà alla suddivisione del “jet” stesso in due rami in prossimità dell’Islanda entro la serata di oggi, e quindi alla formazione di una figura di alta pressione secondaria sul Mare del Nord, che entro le prossime 48 ore migrerà in direzione della Scandinavia. Si genererà quindi un ponte anticiclonico fra questa giovane cellula e l’anticiclone delle Azzorre, un ponte che nei primi giorni dell’anno dovrebbe garantire una parziale chiusura del flusso nord-Atlantico e l’attivazione di correnti orientali nei bassi strati sull’Italia, con un moderato calo della temperatura. La depressione già presente sui nostri mari comincerà quindi ad essere alimentata da due fronti differenti (uno oceanico ed uno artico), e rimarrà pressoché stabile nella sua struttura e posizione probabilmente per quasi una settimana. Entrando un po’ più nel particolare possiamo dire che dopo la pausa fra il pomeriggio del 31 e la mattinata di Capodanno, ci attendiamo il passaggio di diverse perturbazioni sulla Penisola fino al 4 gennaio, con maggiore interessamento delle regioni settentrionali e tirreniche in una prima fase, mentre a partire dal giorno 3, a causa di una graduale ed ulteriore intensificazione delle correnti fredde continentali, saranno le regioni appenniniche ed adriatiche a godere di precipitazioni frequenti. Per ulteriori dettagli nella previsione vi invitiamo comunque a consultare l’articolo apposito che uscirà alle ore 13.

Autore : Lorenzo Catania

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