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Il peggioramento di domenica sera e lunedì nei particolari

Il tutto avverrà a causa della ennesima calata di una saccatura nord-atlantica sul Mediterraneo occidentale con richiamo nei bassi strati di correnti molto umide e instabili sull'Italia a contrastare il concomitante ingresso freddo in quota. Il nord-ovest maggiormente coinvolto dai fenomeni.

In primo piano - 22 Aprile 2009, ore 10.31

Il ritmo scandito da questa primavera dal carattere decisamente forte è incalzante e non lascia molto spazio alle perdite di tempo. E infatti la circolazione atmosferica che si para dinnanzi alla seconda parte della settimana non perderà un solo istante e, dopo una parziale e illusoria parvenza di miglioramento, gestirà la discesa dell'ennesima goccia fredda verso le nostre regioni centro-settentrionali tra giovedì sera e venerdì. L'azione di questo nocciolo di aria fredda in quota, al di là della fenomenologia attesa al nord e al centro cui dedicheremo un apposito approfondimento, sarà piuttosto subdola in quanto lo stesso rimarrà latente sui nostri mari occidentali fino in prossimità del weekend. Lo stesso poi dissotterrerà nuovamente l'ascia di guerra allorquando una saccatura in discesa dal nord Atlantico si preparerà ad fare il suo ingresso sul bacino occidentale del Mediterraneo, ossia nella giornata di domenica 26. L'accoppiamento dinamico tra questa goccia fredda e un nuovo minimo al suolo che strutturerà sottovento ai Pirenei aggraverà la situazione poichè trascinerà verso i nostri mari di ponente l'aria polare marittima in calata dall'Atlantico portandola in contrasto con una decisa risalita di aria mite e umida dal nord Africa verso la nostra Penisola. Nel frattempo, e siamo giunti a lunedì 27, un cut-off anticiclonico isolatosi in quel della Scandinavia opererà un'azione di blocco sull'avanzata del sistema depressionario determinando dunque il sensibile rallentamento del sistema frontale che si andrà strutturando a spirale sui versanti occidentali della nostra Penisola, con probabile ritorno delle piogge, soprattutto al nord-ovest. Queste ultime si riveleranno più abbondanti laddove si pareranno a sbarramento le montagne: è il caso di Piemonte, bassa valle d'Aosta e settori prealpini occidentali lombardi. Per lo stesso motivo, e per la dislocazione del centro motore depressionario che farà sfilare tesi venti di Scirocco su tutti i nostri mari, anche la Liguria di Ponente dovrà stare in allerta, anche se nel complesso la fenomenologia dovrebbe risultare meno importante. Giunti a martedì 28 il minimo traslerà verso le nostre regioni centrali perdendo molta della sua energia ma rimanendo sufficientemente attivo per distribuire ulteriori acquazzoni a carattere sparso su tutto il Paese, laddove il costrasto con l'adiacente risalita calda nord-africana potrebbe nel frattempo aver maturato le condizioni ideali per lo sviluppo di qualche forte temporale. Un ultimo appunto: la quota neve oscillerà sulle Alpi tra i 1800 e i 2000m risultando in tal modo sufficientemente bassa per scongiurare pericolosi sovraccarichi a fiumi e pendii montani, già intrisi dalle recenti e abbondanti precipitazioni e dal disgelo a singhiozzo in atto alle quote medio-basse.

Autore : Luca Angelini

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