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Il pazzo inverno 2013-2014 in Veneto: neve record!

In Veneto la stagione invernale 2013/14, riferita per convenzione al periodo 1 dicembre - 28 febbraio, sarà destinata a rimanere negli annali come l’inverno dei record a causa delle forti e persistenti anomalie registrate nel corso dell’intero periodo e su tutto il territorio regionale, sia in termini di apporti pluvio-nevosi, risultati particolarmente abbondanti, che di temperature mantenutesi assai miti.

In primo piano - 14 Novembre 2014, ore 15.32

Abbondanza di precipitazioni e alta frequenza di perturbazioni dai connotati più tipici di una stagione autunnale fortemente perturbata, registrate invece in una stagione che tipicamente in Veneto è la meno piovosa e la più stabile.
Sulla regione, nel corso della stagione, è caduta una quantità d’acqua record, mediamente stimata in 575 mm complessivi contro una media di 182 mm ovvero oltre 3 volte superiori alla media (+216%), ma con punte anche di 4-5 volte superiori in alcune zone del Bellunese.
Gli apporti stagionali registrati costituiscono circa il 53% della precipitazione annuale media in Veneto; questo fatto è particolarmente rilevante in quanto la stagione invernale è tipicamente la meno piovosa.

Il precedente record negli ultimi vent’anni era stato registrato nell’inverno 2008/2009 con circa 400 mm; l’analisi storica dei dati (dal 1950) evidenzia come su gran parte
del territorio regionale, quest’inverno, siano state anche superate le precipitazioni
eccezionalmente elevate registrate nell’inverno 1950-51.

Frequenti eventi di tipo sciroccale con forti nevicate in montagna, specie sulle Dolomiti, e solo a quote medio-alte sulle Prealpi, con quantitativi record di neve accumulata, paragonabili solo allo storico inverno 1950/51.

Nel corso della stagione si sono susseguite una serie di perturbazioni caratterizzate da intensi e talvolta persistenti flussi sciroccali, che hanno determinato, quindi, precipitazioni molto abbondanti soprattutto sulle zone montane e pedemontane con nevicate altrettanto abbondanti in quota. Le frequenti correnti meridionali, umide e miti, hanno favorito la persistenza di limiti altitudinali delle nevicate mediamente su quote più elevate rispetto alla norma, soprattutto lungo la catena prealpina, mentre sulle Dolomiti gli apporti nevosi sono stati eccezionalmente elevati anche in alcuni fondovalle.

I quantitativi di neve accumulata nel corso della stagione risultano i più elevati almeno degli ultimi vent’anni, superando il precedente record dell’inverno 2008-2009 e avvicinandosi a quelli dell’eccezionale inverno del 1950-51, che però, essendo stato
mediamente più freddo, presentava accumuli di neve mediamente più alti a parità di
precipitazione.

Episodio alluvionale in pianura tra la fine di gennaio e i primi giorni di febbraio.
Nei sei giorni, tra il 30 gennaio e il 4 febbraio, la regione viene colpita da vari impulsi perturbati che portano frequenti precipitazioni diffuse e particolarmente persistenti, con alcune fasi intense alternate ad altre meno significative, e con quantitativi complessivi particolarmente abbondanti sulle zone montane, pedemontane e sulla pianura settentrionale.
Vengono inoltre registrate nevicate molto abbondanti in quota e forti venti dai quadranti meridionali in quota, da Nord-Est sulla pianura.

Nei 6 giorni in esame cadono complessivamente:
- dai 50 ai 150 mm sulla pianura centro-meridionale e su buona parte del Veronese;
2
- dai 150 ai 250 mm circa sulla pianura centro-settentrionale;
- tra i 200 e i 350 mm circa su gran parte delle zone montane e pedemontane, con locali massimi anche superiori sulle zone prealpine con punte massime di 380 mm circa in Cansiglio – BL e nel Recoarese – VI e di 568 mm a Valpore – Seren del Grappa – BL.
Tali quantitativi risultano molto significativi in quanto:
- sono caduti in piena stagione invernale, notoriamente la stagione meno piovosa in Veneto;
- rappresentano delle cumulate di precipitazione molto prossime a quelle che mediamente si raggiungono nell’arco di un’intera stagione autunnale (statisticamente la più piovosa);
- si sono sommate ad un precedente periodo già molto piovoso (record di piovosità almeno degli ultimi 20 anni);
- seppure raggiunti in un arco temporale molto più lungo (6 giorni) risultano mediamente
superiori alle precipitazioni totali registrate sulla regione nelle disastrose alluvioni del
Novembre 2010 e del Novembre 1966. Infatti dall’analisi dei quantitativi totali di
precipitazione stimati a livello regionale, in termini di m3 di acqua equivalente caduti
sull’intera superficie della regione, si evidenzia come quest’anno, nei 6 giorni dal 30 gennaio al 4 febbraio, sia caduta una quantità d’acqua complessivamente ben maggiore rispetto
all’alluvione del 2010: 3.472 milioni di m3 contro i 2.420 milioni di m3 (40 % circa in più).

Anche da un rapido confronto con il disastroso evento alluvionale del Novembre 1966 le
precipitazioni totali cadute sulla regione in questa occasione risultano superiori di oltre 500 milioni di m3.

Persistente anomalia calda.
La maggior parte della stagione è trascorsa infatti con temperature medie molto superiori alla media su tutta la regione.
A parte la prima e la seconda decade di dicembre, che in pianura hanno fatto registrate
temperature inferiori alla norma, successivamente in diverse occasioni si sono rilevati i valori mediamente più elevati degli ultimi vent’anni in molte zone del territorio. In media nell’arco dell’intera stagione sia le temperature minime giornaliere che quelle massime risultano molto superiori alla media con scarti di circa 1-3°C e di 2-4°C rispettivamente. Quindi oltre alle forti anomalie termiche positive riscontrate, la stagione si caratterizza anche per la persistenza di situazioni molto più miti rispetto alla norma.

 


Autore : A cura dell'Arpa Veneto, adattamento Alessio Grosso

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