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Il nord vicino ai 50 giorni di tempo secco!

Qualche considerazione sull'attuale lungo periodo di bel tempo.

In primo piano - 20 Marzo 2003, ore 13.45

Perdura ormai da 43 giorni (riferimento al bellunese) il lungo periodo di tempo bello e quasi siccitoso, determinato dalla persistente azione di un potente campo di alta pressione, centrato negli ultimi giorni fra il Mare del Nord e le Isole Britanniche. Situazioni simili in questa fase dell’anno sono da ritenere quasi normali, considerando che il periodo che va da dicembre a marzo è normalmente il meno piovoso dell’anno. Nel recente passato lunghi periodi con precipitazioni quasi assenti sono stati tutt’altro che rari, specie negli anni ’90. Di solito, però, fra la fine di marzo e l’inizio di aprile la situazione cambia e cominciano le piogge primaverili che segnano l’inizio del periodo dell’anno più bersagliato dalle precipitazioni, ovvero il trimestre aprile-giugno. Si tratta di un vero e proprio cambio di regime delle piogge, determinato dall’instaurarsi del “piccolo monsone europeo”. In pratica dalla situazione invernale in cui poche perturbazioni atlantiche riescono ad entrare nel continente europeo, poiché questo è spesso sede di grandi campi di alta pressione (situazione attuale), si passa alla situazione primaverile in cui le alte pressioni continentali diventano più deboli e vulnerabili sull’Europa (ritirandosi nel cuore della regione siberiana), lasciando campo libero alle perturbazioni atlantiche che raggiungono, numerose, le Alpi. A dire il vero, sia nel periodo invernale che in quello primaverile, le precipitazioni sulle Alpi non vengono causate solo dalle perturbazioni provenienti dall’Altlantico, ma vengono generate, ad esempio, anche dalle depressioni afro-mediterranee, tuttavia il gran numero di fronti (oltre 100) che attraversano ogni anno l’arco alpino rappresenta una situazione predominante fra le cause in grado di generare maltempo. Si è voluto vedere, negli ultimi 25 anni, quando è avvenuto il cambio di regime pluviometrico, ovvero quando è cominciato a piovere con la frequenza tipicamente primaverile. Di seguito si riporta, anno per anno, dal 1978 al 2002, la data di inizio del regime pluviometrico primaverile. L’individuazione della data è frutto di una scelta soggettiva, basata però su alcuni precisi criteri. 2002 5 aprile 2001 non indiv. 2000 25 marzo 1999 5 aprile 1998 4 aprile 1997 26 aprile 1996 27 marzo 1995 19 aprile 1994 5 aprile 1993 2 aprile 1992 22 marzo 1991 21 marzo 1990 25 marzo 1989 13 marzo 1988 22 marzo 1987 26 marzo 1986 25 marzo 1985 non indiv 1984 25 marzo 1983 15 marzo 1982 9 aprile 1981 9 aprile 1980 non indiv. 1979 15 marzo 1978 3 aprile Negli anni 1980, 1985 e 2001 i mesi di marzo insolitamente piovosi hanno alterato la fase di transizione di regime, impedendo l’individuazione di una data precisa. Dei rimanenti 22 anni si nota che ben 17 (ovvero il 77% dei casi) hanno avuto una data compresa fra il 21 marzo ed il 9 aprile, mentre in soli 5 anni il cambio di regime è avvenuto al di fuori di tale periodo: 3 volte prima del 21 marzo e 2 volte dopo il 9 aprile. Analizzando meglio la distribuzione delle 17 date nel periodo 21 marzo-9 aprile si notano due distinti raggruppamenti: in 9 anni l’inizio delle piogge è avvenuto fra il 21 ed il 27 marzo ed in 8 fra il 2 ed il 9 aprile. Dunque la data del 21 marzo sembra segnare, oltre all’inizio astronomico della primavera (quest’anno la stagione primaverile prende avvio venerdì 21 alle ore 2.02), anche il suo inizio “pluviometrico”. Tentando a questo punto una previsione di stampo prettamente statistico si può dire che, con una probabilità del 77%, l’inizio delle piogge primaverili avverrà nei prossimi 20 giorni. Tuttavia considerando le ultime previsioni “deterministiche” a breve-medio termine dei modelli numerici, che indicano la persistenza del bel tempo fino almeno alla metà della prossima settimana, si può azzardare che il cambio di regime delle piogge potrebbe avvenire, con buona probabilità, fra il 2 ed il 9 aprile, ovvero durante il secondo raggruppamento di date. Si tratta naturalmente di considerazioni statistiche e non di vere e proprie previsioni meteorologiche. Nel 1997, infatti, si dovette attendere fino al 26 aprile per vedere conclusa una siccità di circa 90 giorni e per segnare l’avvio delle piogge primaverili.

Autore : Bruno Renon

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