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Il nord Italia "piange". Poche speranze anche questa volta! Come mai?

Brutte notizie per chi aspetta la neve e la pioggia al nord. Anche in questa occasione il settentrione rischia di essere saltato dai fenomeni. Qualche "scappatoia" ci potrebbe essere, ma la possibilità che si materializzi è al momento molto bassa.

In primo piano - 10 Febbraio 2005, ore 11.25

Ecco il classico fronte da nord-ovest! Lo si vede spuntare dalle Isole Britanniche. Dopo poche ore invade la Francia, piega per un attimo verso il nord della Spagna e fa sperare in un affondo più deciso sul Mediterraneo occidentale. Tutto inutile! In men che non si dica la parte intensa del fronte è già addossata all'arco alpino, pronta a scaricare le consuete "vagonate" di neve sui settori esteri e ad innescare il solito Favonio su buona parte del settentrione. Detto così può sembrare un racconto carino, uno dei tanti scenari che la natura ci consente di vedere. Peccato che questa solfa, tranne brevissime interruzioni, sta andando avanti da quasi due mesi. E' come se il variegato "disco" che scandisce le "melodie" della natura stessa si sia "incantato" e ci faccia sentire sempre la stessa canzone. Se poi ci mettiamo anche un autunno con precipitazioni molto al di sotto della norma, specie al nord-ovest, il quadro è completo. Sul nord Italia non piove! Questo è il problema. La "porta atlantica", da dove arrivava l'acqua o le neve sembra non esista più. Al suo posto è presente da mesi un invadente anticiclone con geopotenziali quasi estivi al suo interno, un anticiclone che non concede nulla, o concede poco, alle nostre regioni settentrionali. I blocchi della circolazione atlantica ci sono sempre stati anche in passato, questo è vero. E' vero anche che per il nord Italia la stagione invernale è statisticamente la meno piovosa. Tuttavia non si può parlare di normalità se una figura barica permane per mesi e mesi sulle stesse zone, promuovendo lo stesso tipo di tempo e soprattutto lo stesso tipo di circolazione, senza una quasi minima variante. Non si può parlare di normalità se gli accumuli pluviometrici rimangono a 0 per buona parte dell'inverno e soprattutto non si può parlare di normalità se le nostre Alpi risultano in pieno febbraio senza un filo di neve, a parte quella poca caduta in precedenza Detto ciò, cerchiamo di capire come evolverà la situazione, sempre al nord, nel corso dei prossimi giorni. Beh, purtroppo la "melodia" non cambierà di molto: il fronte proverrà da nord-ovest ( e questo sarà già un fatto negativo). Le possibilità di un addossamento alla catena alpina con salto quasi completo del settentrione sono al momento molto alte. Qualche nevicatina potrebbe esserci sulle zone più vicine al confine, ma sicuramente non si tratterà di grandi cose. Molto alta anche la possibilità di innesco del Favonio, specie al nord-ovest. Di nuovo? Purtroppo si. Pensate che una volta questo vento era definito "raro" sulla Pianura Padana. Adesso invece rischia di essere "il solito vento", quello che secca l'aria e la terra e che assorbe anche la poca acqua rimasta sul terreno. Come promesso, però, siamo qui per offrire anche una possibile "scappatoia" al nord Italia, una scappatoia che potrebbe consentire la caduta di precipitazioni. Se l'aria fredda, invece di addossarsi alle Alpi, riuscisse a passare più ad ovest imboccando la Valle del Rodano, vi sarebbe la possibilità di formazione di una depressione sul Mar Ligure. In questo modo il Favonio sarebbe scongiurato e sul nord Italia vi potrebbero essere precipitazioni, nevose anche in pianura. La possibilità di un evento simile, come già accennato, è molto bassa. L'anno scorso tutte le precipitazioni che il nord ha avuto sono state dovute a questo fatto. L'alta pressione era sempre presente ad ovest dell'Italia, tuttavia la sua roccaforte era maggiormente sbilanciata in Atlantico e le correnti da nord riuscivano a penetrare dal Rodano, non addossandosi alle Alpi. Questo ha consentito discreti accumuli nevosi sulle regioni settentrionali e sulla Toscana, grazie alla formazione di depressioni sul Ligure o sull'alto Tirreno. Quest'anno l'alta pressione non ha consentito tutto ciò, risultando troppo opprimente sull'Europa occidentale. E l'Atlantico? Ad oggi sembra quasi una reliquia del passato. Tornerà? Potrebbe anche essere, ma per ora i segni di risveglio assolutamente non si vedono.

Autore : Paolo Bonino

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