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Il "nodo" di domenica, ipotesi a confronto

Tornerà il freddo? Tornerà a nevicare a quote basse? Torneranno i freddi venti di Bora e Tramontana? Vediamo come la pensano i nostri modelli riguardo la svolta di domenica 20.

In primo piano - 15 Marzo 2011, ore 09.18

Tutto alla vigilia della primavera astronomica. Suona quasi come una beffa all'accoglimento della nuova stagione da parte di un Mediterraneo noto per la mitezza del suo clima. E invece sembra proprio che allo scoccare del 20 marzo e probabilmente per un paio di giorni oltre o poco più, si farà sotto a sorpresa un nuovo colpo di coda del freddo.

Certo, si tratterà del freddo di marzo, quindi da considerare con le opportune proporzioni. Pensiamo però che se una tale situazione si fosse verificata a gennaio, l'inverno 2011 avrebbe senz'altro preso un'altra piega. Ma ormai non ha più senso parlarne.

Ha senso invece cercare di mettere insieme i tasselli del nuovo mosaico che ci si prepara al'orizzonte. Parliamo di tasselli perchè la modellistica, pur proponendo in modo coerente e unanime questa discesa di aria fredda continentale dai quadranti nord-orientali, si perde poi nei particolari. E a noi Italiani i particolari servono eccome. Vi spieghiamo subito perchè.

I casi che si propongono sono essenzialmente due.

La prima ipotesi, probabile al 55%, vede l'inserimento dell'aria fredda attraverso due vie in proporzioni diverse: la via della Bora, l'ingresso principale, e la via del Rodano, quello secondario. Ne deriverebbe lo sviluppo di un minimo di pressione di tipo orografico sul golfo Ligure, un minimo di piccola ampiezza che comunque potrebbe arrecare domenica qualche precipitazione a sorpresa al nord. In quel caso le eventuali quote neve sono naturalmente previste in calo fino a livelli bassi o collinari. Sul resto del Paese il calo termico sarebbe invece più marginale ma, per contro, si potrebbe assistere a maggior probabilità di precipitazioni, pur con le quote neve relegate ai monti, non sotto i 1500 metri. Le regioni tirreniche risulterebbero favorite.

La seconda ipotesi, probabile al 45%,  vede l'inserimento dell'aria fredda esclusivamente attraverso la porta di Bora e Grecale. Ne deriverebbe lo sviluppo di un minimo di pressione nei pressi dello Ionio. Il calo delle temperature sarà più netto anche al centro (si parla anche di 8-10 gradi rispetto ai valori attuali). Il sud accoglierà comunque il raffreddamento ma lo scarto termico sarà complessivamente più contenuto. In questo caso la fenomenologia vedrà concentrare qualche fiocco a quote basse domenica sul Piemonte occidentale, mentre il resto andrà a finire sul medio Adriatico e al meridione, con limite delle nevicate che potrebbe scendere rispettivamente intorno a 800 e a 1200 metri.

I prossimi aggiornamenti saranno senz'altro decisivi onde scartare una delle due ipotesi e trovare la via giusta per il buon fine della nostra previsione. Continuate a seguirci.


Autore : Luca Angelini

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