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Il Nino alle battute finali, quali le conseguenze sul clima europeo?

Il celeberrimo fenomeno tende gradualmente a liberare le acque del Pacifico dal surplus di calore ma nel frattempo ha rilasciato in atmosfera il suo potenziale calorico. Da qui partono le prime congetture sugli impatti relativi al clima europeo, in particolare per il prossimo semestre estivo. Ecco come la pensa Meteolive.

In primo piano - 26 Marzo 2010, ore 09.33

Tra le varie anomalie oceaniche quella di El Nino sicuramente rimane quella di maggior impatto, sia sull'opinione pubblica che sull'atmosfera. Tralasciando i motivi che hanno messo in risalto il suo successo mediatico, veniamo alle rispettive motivazioni che lo pongono al vertice delle reazioni climatiche che legano oceano e atmosfera. El Nino, figlio di una lunga catena di fattori concomitanti che spaziano dall'oceanografia alla meteorologia tropicale ai più circoscritti ma non meno importanti campi delle teorie fisiche particellari, ha imboccato ormai il viale del tramonto. La sua manifesta presenza si è concretizzata negli ultimi mesi maggiormente sui suoi settori occidentali, laddove gli Alisei hanno mostrato maggiori fasi di stanca. Questo non ha permesso lo smaltimento dell'energia solare attraverso il passaggio in atmosfera del calore sensibile e ha provocato dunque il riscaldamento delle acque pacifiche equatoriali fino ad una notevole profondità. I modelli probabilistici sono tutti concordi nel prospettare la lenta fase di senescenza del fenomeno, lenta proprio perchè il calore da smaltire da parte dell'oceano supera ancora i 150 metri di spessore. L'anomalia addirittura arriva fino a circa 500 metri di profondità, dove ammonta a 1 grado. Orbene, tutto questo calore finirà in atmosfera ed entrerà nella macchina termica tropicale nota come oscillazione di Madden e Julian. Da qui partiranno le interferenze con il clima delle medie latitudini. A nostro parere queste interferenza risulteranno comunque blande e si confonderanno tra il rumore di fondo di altri fenomeni assai importanti, come l'innevamento dei continenti o l'attività solare singhiozzante. Nessuna estate rovente dunque, almeno per colpa di El Nino. Ma nessuna nuova impennata anche delle temperature globali del Pianeta, e questo è un fattore di primaria importanza. Si, perchè l'energia restituita dal mare all'atmosfera verrà utilizzata per i processi fisici legati all'attività temporalesca tropicale e non sarà in grado di spingersi oltre o di rivelarsi sufficientemente vigorosa da abbracciare le altre latitudini. Per contro questa energia potrebbe finire coinvolta nel processo di sfogo atmosferico legato alla ciclonicità tropicale dell'emisfero meridionale, soprattutto a ridosso del comparto australiano e polinesiano. Tutto lontano, lontanissimo da casa nostra dunque, ma attenzione: se avete deciso di trascorrere le vostre vacanze su uno di quei paradisi tropicali dell'emisfero australe tenetene conto.

Autore : Luca Angelini

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