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Il miraggio NEVE nei modelli: perchè spesso la vedono solo nel lungo termine?

Qualche trucco...

In primo piano - 18 Febbraio 2015, ore 10.28

Il "vangelo del meteorologo" è il modello matematico, dal quale non può prescindere, pur avendo magari una lunga esperienza professionale sulle spalle. Spesso il modello però, su condizioni che tendono al freddo, tende ad accentuare nel lungo termine il guasto del tempo, sia in termini di apporti precipitativi, sia in termini di freddo, sia per ciò che riguarda la pressione.

Vi sarà infatti capitato di osservare, specie nelle corse perturbatrici del modello americano, l'affondo di saccature così profonde e così votate a condizioni di spiccato maltempo, da sembrare incredibili. Infatti la credibilità di simile carte non può che risultare bassa. 

Le carte cosiddette estreme vengono elaborate in modo meno "raffinato" rispetto alle corse ufficiali, taluni calcoli vengono semplificati per consentire di ottenere un risultato in breve tempo da accostare all'ufficiale, così come anche l'orografia non è tenuta in debito conto come nella curatissima emissione di base. 

Ne emergono così situazioni estreme: si finisce per non tener conto che l'aria gelida in discesa dal Polo dovrà superare quasi un intero continente prima di raggiungere il Mediterraneo e nel frattempo si adatterà almeno in parte alle caratteristiche del territorio che dovrà attraversare, perdendo per strada parte del suo freddo.

In questo modo anche le depressioni che si scaveranno nel Mediterraneo difficilmente arriveranno alle profondità che si ritrovano in talune corse: 985, 970hPa addirittura in pieno Mediterraneo, vortici sconvolgenti che, fortunatamente, nelle emissioni ufficiali si alzano di almeno 10hPa e nella realtà addirittura di 15.

Si perchè anche l'ufficiale spesso non riesce a fare i conti con la realtà: l'innegabile riscaldamento del clima europeo degli ultimi anni è evidente anche sulle mappe del tempo. Il punto è che sino a qualche anno fa, quando il modello vedeva a 7 giorni un carico di neve inserito una depressione con termiche a -10°C a 1500m, questa era molto più certa di quella che si vede oggi sempre a 7 giorni con un carico prossimo ai -5°C alla stessa quota.

Perchè? Perchè si gioca sul filo del grado e sicuramente quel freddo visto a 7 giorni, quando si arriverà a 3 risulterà ulteriormente ridimensionato e di conseguenza ne uscirà di molto indebolita anche la figura depressionaria, non più alimentata da termiche importanti.

E dunque, vi chiederete? Se lo sapete, perchè voi meteorologi, non prendete queste carte con le pinze? Perchè anche la modellistica ha fatto passi avanti e spesso anche in una situazione al limite la neve riesce a cadere ugualmente, perchè il modello tiene poi quelle termiche sino alla fine, ma non sempre è così. Dunque non si tratta proprio di un "miraggio" ma di una situazione da valutare di volta in volta, che rende oltremodo difficile ma anche molto affascinante il nostro lavoro.
 


Autore : Alessio Grosso

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