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Il meteo e le corse automobilistiche: una sfida affascinante

La fondamentale importanza delle previsioni meteorologiche nelle corse automobilistiche: spesso può significare vincere o perdere la gara.

In primo piano - 1 Ottobre 2003, ore 19.45

Coloro che hanno seguito con attenzione le prove di sabato del GP di F1 di Indianapolis 2003, avranno notato che , in occasione del giro di qualifica la Ferrari di M. Schumacher risentiva di una certa instabilità nell'affrontare le prime curve molto veloci del circuito. Riguardando al rallentantore le curve si nota distintamente lo scivolamento delle vettura, nonché la necessità di correzione da parte del pilota. Il risultato del tempo sul giro conferma che la prestazione non era stata perfetta, anzi. . La pista era perfettamente asciutta e tutti ci siamo chiesti perché mai la Ferrari del leader avesse un comportamento cosi apparentemente strano. Chi ha confidenza con mezzi da competizione intuiva quanto stava capitando: la Ferrari, anche dal video, appariva nelle sospensioni piuttosto morbida e pertanto instabile. Quella scelta di set-up non era frutto di un errore (ipotesi abbastanza inverosimile per un team ed un pilota cosi ben preparati), ma era il frutto di una precisa scelta tecnica per la corsa. Per comprendere meglio la cosa bisogna pensare che le auto da corsa, particolarmente quelle da F1, sono dei mezzi particolarmente rigidi. Da questa rigidezza si trae la possibilità di scaricare a terra grandi potenze. Questo vale però in una situazione di asciutto. Se le condizioni della pista cambiano, nel senso che l'asfalto diventa scivoloso per effetto della pioggia, la eccessiva rigidezza è causa di scarsissima aderenza. Pertanto quando un'auto da corsa è previsto debba essere impegnata in condizioni di bagnato questa richiede una serie di regolazioni che tendono ad ammorbidire il mezzo. Si interviene sulle sospensioni, sulle regolazioni delle barre di torsione, sui carichi delle molle, ma anche sul carico aerodinamico degli alettoni, sulla definizione delle mappature delle centraline elettroniche che regolano l'erogazione di potenza, sulla regolazione di differenziale ed antispin, sul ripartitore di freanta, ed infine in ultimo sulla scelta delle gomme. Una regolazione di tutto l'insieme di questi dispositivi è effettuabile solo nei box e richiede mediamente almeno 1 ora. Con i nuovi regolamenti la vettura di F1 settata il sabato non può avere regolazioni fino alla corsa (è custodita in Parco Chiuso), quindi l'assetto scelto il sabato è quello che poi il pilota si ritrova durante la corsa il giorno dopo. Era pertanto evidente che la Ferrari aveva settato la F1 di Schumacher per una corsa con pista umida e bagnata. Questa corsa è stata decisa dalla Ferrari a tavolino. La Ferrari, e questo è ad avviso dello scrivente il segreto della vittoria di Indy, aveva delle informazioni meteo assai precise e dettagliate circa quanto sarebbe capitato nelle ore della corsa la domenica. Ha lavorato in forte sinergia ed applicato con piena fiducia le indicazioni derivanti dal proprio fornitore di previsioni meteorologiche. Come abbiamo potuto capire quindi il meteo ha un'importanza fondamentale nelle definizione delle strategie delle corse. Una corretta previsione meteo permette di definire correttamente il set-up della monoposto in anticipo, permettendo alla vettura di essere regolata al meglio in rapporto alle condizioni della pista. Il sottoscritto, anche attraverso il proprio sito amatoriale, da appassionato di corse d'auto e di meteorologia ha provato a cimentarsi in questo difficilissimo settore delle meteo per le corse, fornendo le previsioni meteo per alcuni piloti partecipanti alle cronoscalate di Campionato Italiano Velocità in Salita (CIVM) . Questa è stata un esperienza assolutamente affascinante. Le corse richiedono una previsione meteo mirata ai 2 seguenti fattori: - luogo esatto della corsa - orario e periodo della corsa. Nessuna previsione risulta più impegnativa e difficile. Nessun modello matematico può dare contributi se non indicativi. In questi casi conta l'esame di più fattori. Ricordo tra tutti la necessità di conoscere l'orografia dei luoghi e la loro influenza sul meteo, la natura delle nubi presenti, l'altezza delle stesse, la presenza e lo sviluppo nei successivi 30 minuti di eventuali celle temporalesche. Altri fattori, assai importanti, risultano essere ad esempio i valori di umidità dell'aria correlati con gli indici di instabilità. Si consideri però che l'esame e la valutazione di tutti questi parametri non è sufficiente. Ecco che allora i team di F1 fanno uso dell'unica attrezzatura che può dare un ausilio davvero utilissimo ed indispensabile: il radar meteorologico. Soltanto questo strumento infatti di può fornire indicazioni davvero precise circa lo stato della situazione meteorologica in atto e l'evoluzioni in tempi molto ravvicinati della stessa. Ricordo ancora oggi la prova di apertura del CIVM 2002 effettuata proprio a fine aprile in Sila, dove appunto si correva la Coppa Sila. Quella mattinata era iniziata con un sole splendente, ma le previsioni davano pioggia nel pomeriggio. Intorno alle ore 12.00 iniziano a svilupparsi grossi cumuli in prossimità di Montescuro. Ricordo distintamente quel pilota di un Osella CN4, fresco detentore del titolo di categoria nel Campionato Italiano 2001, che mi chiedeva cosa sarebbe accaduto nell'ora successiva. Aveva bisogno di sapere come regolare la sua Osella CN4. Riuscire a fornire la previsione meteo corretta significa, in casi come quello descritto, fornire al pilota l'indicazione per settare in modo ottimale l'auto da corsa e quindi metterlo nella condizione di vincere la corsa. Sbagliare invece determina far partire l'auto con assetto da bagnato su pista ancora asciutta e/o viceversa. Le previsioni meteo trovano quindi nel caso delle corse automobilistiche una delle loro espressioni più impegnative e pertanto rappresentano una sfida inevitabilmente affascinante.

Autore : Ugo Notaro

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