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Il Mediterraneo libero dal “giogo” dell’alta pressione?

Dopo il miglioramento che interverrà tra giovedì e venerdì, nella giornata di domenica il tempo potrebbe tornare a peggiorare sul nord-ovest per l’arrivo di una nuova perturbazione. L’alta pressione è davvero in crisi o sarà solo una delle sue innumerevoli “finte”?

In primo piano - 23 Settembre 2003, ore 10.40

Il Mediterraneo e l’Italia sotto il “giogo” dell’alta pressione: così si potrebbe sintetizzare il mese di settembre che stiamo vivendo quest’anno. La siccità al nord e su parte del centro sta determinando gravissimi problemi, dato che l’estate appena trascorsa si è rivelata una delle più dure della storia e la primavera non ha concesso le sperate piogge. Ora si spera nell’autunno, stagione statisticamente molto piovosa per il centro-nord. Normalmente, nel mese di ottobre, il Mediterraneo è preda di affondi perturbati provenienti dal nord Atlantico, che generano saccature spesso foriere di precipitazioni abbondanti. Questo è ciò che dicono le statistiche, ma quest’anno le cose andranno veramente così? Dai modelli a nostra disposizione, coma già accennato nei giorni scorsi, arrivano segnali confortanti. L’indebolimento del tessuto anticiclonico sul lato occidentale dell’Europa congiunto ad una ritrovata energia del flusso atlantico, potrebbero liberare il Mediterraneo dalla “schiavitù” imposta dall’alta pressione. Inoltre l’alta pressione delle Azzorre potrebbe svolgere un ruolo importante: il suo dominio si limiterà al vicino Atlantico e le correnti fredde provenienti da NW potrebbero scorrere proprio lungo il suo fianco orientale, gettandosi direttamente nel Mediterraneo. Il contrasto tra le suddette correnti e le calde acque del Mare Nostrum sarà il punto di partenza per la creazione di depressioni in loco, foriere di piogge per le nostre regioni. Come vedete i segnali positivi non mancano. Bisogna solo valutare le reali intenzioni delle correnti perturbatrici, che dovranno mostrare i muscoli e non sbagliare nemmeno una mossa ai danni dell’alta pressione. Un affondo perturbato troppo ad ovest potrebbe nuovamente fornire energia all’anticiclone sub-tropicale e a quel punto tutti gli sforzi fatti da parte delle depressioni atlantiche saranno risultati vani.

Autore : Paolo Bonino

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