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Il mare in primavera? Brrr

Cerchiamo di capire quale influenza può avere la temperatura della superficie marina sulle condizioni meteorologiche delle aree circostanti.

In primo piano - 12 Aprile 2013, ore 15.14

Ecco finalmente l'alta pressione e il bel tempo. Dopo una prima parte di primavera molto bagnata e anche abbastanza fredda per alcune regioni italiane, il sole ora promette di scaldare l'ambiente, fugando i ricordi di un inverno che sembrava non finire mai, specie al nord.

La nostra Penisola, che ha una struttura orografica complessa, risente di questo riscaldamento in modo diverso, a seconda che ci si trovi in montagna, in pianura o in riva al mare. Alla metà di aprile, la temperatura nelle ore centrali della giornata e in condizioni di cielo sereno può tranquillamente superare i 20° sulle zone pianeggianti del nord, mentre lungo i litorali i valori non salgono quasi mai al di sopra dei 15-16°.

Il motivo delle temperature più basse lungo le coste in questo periodo è da mettere in stretto rapporto con la temperatura della superficie marina, che risulta più bassa rispetto a quella della terraferma. Una porzione di terra riesce a riscaldarsi e a raffreddarsi con molta facilità e in un lasso di tempo abbastanza breve,  mentre una massa d’acqua necessita di un tempo molto più lungo per modificare la sua temperatura interna.

In poche parole, nel corso della primavera ( e anche nella prima parte dell'estate) il mare "ricorda" l'inverno appena passato con le sue basse temperature di superficie. Se nel prossimo fine settimana sentite caldo, pensateci due volte prima di tuffarvi Questa latenza che il mare possiede nei confronti degli sbalzi di temperatura, si ripercuote anche sulle condizioni meteorologiche presenti nelle zone circostanti.

Il primo parametro che risente di tutto ciò è la temperatura. In una bella giornata primaverile, la temperatura che si registra sulla fascia costiera è mediamente più bassa di quella registrata all’interno, sempre che non intervengano venti di caduta a modificare il tutto. Anche la brezza di mare risulta più intensa nel periodo primaverile, in quanto il divario termico tra la temperatura del mare e quello della terraferma può essere notevole.

Un altro fenomeno legato alla temperatura del mare piuttosto bassa è la presenza delle “nebbie di mare”. Quando aria caldo-umida scorre al di sopra della massa d’acqua più fredda si determina in prossimità della superficie marina la condensazione del vapore acqueo in strati nebbiosi, che poi guadagnano le coste seguendo la dinamica delle brezze. Può capitare, quindi, di partire da Milano con un bel sole caldo e arrivare in Liguria e trovare nubi basse e banchi di nebbia ( la cosiddetta "maccaja").

Anche la costruzione dei sistemi nuvolosi è in stretto rapporto con la temperatura della superficie del mare. In primavera e nella prima parte dell’estate è molto più facile che i temporali frequentino le zone interne, per via del calore maggiormente disponibile dal riscaldamento del terreno. Sul mare le temperature più basse inibiscono la formazione delle nubi, in quanto l’energia messa in gioco è nettamente inferiore. Di conseguenza le precipitazioni e gli eventuali temporali saranno poco probabili rispetto alle aree interne.

 

 


Autore : Paolo Bonino

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