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Il MALTEMPO della prossima settimana: ecco le fasi più delicate

C'è poco da scherzare.

In primo piano - 30 Ottobre 2014, ore 09.16

Le carte parlano da sole. Si potrebbero semplicemente postare e lasciare a voi i commenti. Noi abbiamo già detto molto nei giorni scorsi, oggi arrivano ulteriori conferme, conferme che non ci piacciono.

Intendiamoci: le piogge autunnali sono importanti, la trasformazione di un evento piovoso novembrino in potenziale alluvione preoccupa, perchè la configurazione barica è una delle peggiori che potessimo sperimentare.

Non è infatti un'allegra famigliola di perturbazioni che scorrono veloci nel letto di correnti atlantiche ondulate, ma una saccatura tosta, nella quale si andrà a scavare una depressione profonda e lenta nell'incedere verso levante, anche e soprattutto a causa del blocco impostole dalla presenza di un anticiclone sull'est europeo e in parte perchè, approfondendosi, trasformerà parte della sua energia cinetica, cioè di movimento, in energia di rotazione e dunque come una trottola rifornirà di aria umida a getto continuo le regioni occidentali, ma penalizzerà anche per effetto stau, il sud della Sicilia e tutta la fascia costiera jonica.

A rendere più complessa la situazione la possibile formazione di temporali marittimi prefrontali già nella giornata di lunedì 3 novembre sulla Liguria, nati dalla solita confluenza tra la Tramontana scura in discesa dall'Appennino e i venti di Scirocco in attivazione dalle prime ore di lunedì.

Se anche quell'episodio diventasse trascurabile, non lo sarà certo il malloppo precipitativo che andrà a localizzarsi proprio tra la Liguria, il Piemonte e la Lombardia nella giornata di martedì 4 novembre, con accumuli davvero notevoli: da 50 a 130mm di pioggia ad essere ottimisti.

Da non sottovalutare anche i temporali che andranno a colpire le coste di Toscana e Lazio tra la notte ed il primo mattino, così come i temporali a ridosso della Sicilia meridionale.

Per la Liguria speriamo si tratti di stime esagerate, anzi forse senz'altro lo sono, ma anche agendo d'esperienza e scontando del 10-15% la stima, i millimetri resterebbero tanti, soprattutto per un territorio fragile come il nostro e in prospettiva di un mercoledì con un maltempo altrettanto intenso e questa volta esteso a gran parte d'Italia, con maggiori accumuli però sulle coste del Tirreno, sullo Jonio, sul Triveneto, specie il Friuli Venezia Giulia.

La depressione oltretutto evolverebbe poi in un minimo chiuso, anche piuttosto profondo: 994hPa, attivando una sostenuta ventilazione a rotazione ciclonica e rinnovando la fenomenologia almeno sino a venerdì 7 novembre.

Insomma non c'è da stare allegri, il rischio di eventi estremi, inutile nascondersi dietro un dito, c'è tutto.

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Autore : Alessio Grosso

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