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Il limite delle previsioni del tempo

Rapporto da sempre difficile tra i limiti delle previsioni del tempo da una parte e le aspettative di un'utenza spesso impreparata dall'altra.

In primo piano - 18 Agosto 2014, ore 10.00

Una cosa è certa. Quando le cose non vanno per il verso giusto, tendiamo a prendercela sempre con qualcosa o con qualcuno. Potrebbe essere anche questo uno dei motivi per cui, nell’ambito di un’estate decisamente anomala per il nord Italia sotto il profilo termico e pluviometrico, che ha naturalmente danneggiato in parte anche il mercato del turismo, non poteva non essere presa di mira la categoria dei meteorologi.

A detta di molti, infatti, profani, albergatori, e in genere di molti degli operatori del settore turismo, coadiuvati tra l’altro anche da alcuni personaggi di spicco del panorama politico regionale e nazionale, i meteorologi sarebbero colpevoli di avere calcato la mano in previsioni del tempo troppo pessimistiche che avrebbero ulteriormente inibito i movimenti turistici.

Ora però, per cercare di capire meglio l’essenza della questione senza farsi influenzare dal qualunquismo e dalla superficialità, così di moda peraltro negli ambienti mediatici e non solo, è bene fare alcune precisazioni. Innanzitutto poniamoci alcune domande, il che è fondamentale come punto di partenza, perché per capire le cose a volte una buona domanda può essere di maggiore utilità rispetto ad una risposta generica.  

Ad esempio ci si potrebbe chiedere. Quali sono i termini esatti del problema?
Cos’è una previsione del tempo?

Quando una previsione del tempo si può definire sbagliata? A quale previsione abbiamo dato ascolto?
Siamo riusciti a selezionare adeguatamente le fonti delle informazioni alle quali abbiamo dato poi un peso così importante? Il tempo si può veramente prevedere con accuratezza? E se sì, quali sono i limiti spaziali e temporali di tali previsioni?

Tuttavia, in un’epoca in cui i ruoli e le competenze specifiche vengono spesso confusi ed obnubilati da un pullulare incontrollato di pseudo esperti e tuttologi, non è per niente facile riconoscere le fonti veramente affidabili dalle quali attingere le informazioni corrette. Sotto questo aspetto, che include quindi anche temi molto importanti come ad esempio quello della divulgazione, si possono comunque riconoscere anche alcune responsabilità.

Ad esempio, non è ammissibile che la rete televisiva di stato e quelle commerciali più comuni, viste da milioni di telespettatori, dedichino sì e no due o tre minuti al massimo ad una trasmissione relativa alle previsioni del tempo. Per giunta fornendo soltanto qualche simbolo generico di sole, nuvole, pioggia e temporale e quasi nessun altro elemento di conoscenza utile e di spiegazione dei contesti meteoclimatici.

D’altra parte, non è nemmeno ammissibile che molti non riescano a capire l’inadeguatezza di questo tipo di previsioni, visto che dovrebbe essere chiaro che un simbolo non può certamente essere rappresentativo del tempo che farà nell’arco delle ventiquattro ore su un’ampia porzione di territorio. Se poi ad esempio per quanto riguarda le coste del Veneto viene utilizzato il simbolo per metà sole e metà pioggia, che corrisponde a variabilità e poi rimane sole tutto il giorno, cosa significa, che la previsione è sbagliata? Paradossalmente una simile previsione, proprio per la sua vaghezza e inadeguatezza non sbaglierà mai, sia che ci sia il sole, sia che piova per ore o che si verifichi un nubifragio.

Quindi, considerando come vengono proposte certe previsioni del tempo, non è per niente facile stabilire dove cominciano o finiscono le responsabilità di chi fa le previsioni da una parte, o meglio di chi gestisce la loro diffusione, e di chi recepisce, accontentandosi di tanta superficialità, dall’altra. Certo, esistono anche delle buone previsioni del tempo, sia istituzionali, che private, con siti ben curati e affidabili, ma questa è un’altra storia, perché comunque, in questi casi, si presuppone una predisposizione delle persone a darsi da fare per sopperire a una grave mancanza d’informazione da parte dei canali informativi più tradizionali.

Resta infine da considerare il limite intrinseco rappresentato dalle percentuali di successo delle migliori previsioni a oggi disponibili: 90% per quelle a un giorno, che comunque non sono infallibili, mentre per quelle a tre-cinque giorni la percentuale scende gradualmente. Oltre questo limite temporale, non ha più senso parlare di previsioni del tempo, ma soltanto di linea di tendenza, come viene anche sempre ben specificato da MeteoLive. 
 
 

Autore : Fabio Vomiero

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