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Il lago effimero sul ghiacciaio BELVEDERE a Macugnaga (VB)

Monitoraggio e simulazione numerica del fenomeno finalizzata alla previsione e gestione dell’emergenza.

In primo piano - 27 Maggio 2004, ore 11.59

Il ghiacciaio del Belvedere, ai piedi della parete Est del M.Rosa, nel territorio di Macugnaga (VB) in Piemonte, è soggetto, dall’estate dell’anno 2001, ad un fenomeno, interpretato come esempio di surge glaciale, di raro riscontro sull’arco alpino, consistente in un rapido aumento della velocità di scorrimento e in un conseguente progressivo sollevamento della superficie della massa glaciale. A questo fenomeno si è associata la periodica formazione di un lago epiglaciale che raccoglie le acque di fusione dei ghiacciai e dei nevai sovrastanti, raggiungendo nei mesi estivi dimensioni preoccupanti per la sicurezza dei luoghi e delle persone in caso di tracimazione o di svuotamento improvviso per sifonamento. Dal mese di giugno 2002, a seguito di un repentino innalzamento del livello del lago, con l’intervento del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile venivano individuate misure precauzionali urgenti per garantire la pubblica incolumità e veniva avviato un piano di monitoraggio strumentale del fenomeno. Al fine di studiare il ruolo della fusione nivale nella formazione del lago è stato appositamente sviluppato un modello del bilancio energetico del manto nevoso fisicamente basato che riesce a considerare i singoli fenomeni legati alla fisica della neve alla piccola scala. Il modello così sviluppato è stato impiegato nella simulazione del fenomeno di formazione del lago epiglaciale formatosi nelle estati 2002 e 2003 ed i risultati ottenuti, oltre a testare la validità del modello sulla base delle misure idrometeorologiche disponibili, hanno consentito di analizzare i fattori che hanno causato il fenomeno e quelli che ne hanno influenzato la dinamica. Anzitutto si è verificato il legame tra le temperature elevate del Giugno 2002 e la formazione del lago, poi si è verificato che il fenomeno del lago Effimero fosse spiegabile quasi esclusivamente attraverso lo scioglimento di massa nevosa. E’ stato riscontrato come anche nel mese di giugno 2003, con condizioni meteorologiche analoghe a quelle del 2002, persista il fenomeno a conferma delle ipotesi effettuate riguardo il legame con lo scioglimento nivale. In generale, osservando le diverse leggi d’efflusso che caratterizzano le fasi di riempimento e svuotamento dell’invaso, è stato possibile rilevare le mutazioni nell’assetto dell’apparato glaciale nel suo complesso, e quindi del quadro delle situazioni di rischio. In questo contesto il modello implementato diventa un utile strumento per il monitoraggio del fenomeno. Il modello così validato assume anche una importante valenza in fase previsionale: una volta stimata la copertura nevosa accumulata nell’inverno, grazie alla simulazione numerica, e ipotizzando diversi scenari climatici, è possibile valutare la successiva fase di scioglimento e calcolare il volume di formazione del lago nella stagione primaverile-estiva. Salandin Alessio, Rabuffetti Davide, Barbero Secondo, Cordola Marco, ARPA Piemonte Volontè Giorgio, Mancini Marco POLITECNICO di Milano Per approfondimenti www.aineva.it

Autore : Report di redazione

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