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Il GOAL della NEVE al nord: ecco la magia che compare dal run di controllo verso fine mese

Nel cuore di una sorprendente mitezza che continua a caratterizzare questa incredibile stagione invernale 2013-2014, mappe e modelli di previsione continuano a rimarcare l'avvio di una fase almeno in parte dalle caratteristiche più invernali sul finire del mese. Su questo articolo commenteremo quello che oggi viene previsto dal run di controllo del modello americano GFS, una previsione che promuoverebbe l'arrivo della prima neve di stagione a quote pianeggianti su alcuni settori del nord. Previsioni "da prendere con le pinze" ma teoricamente possibili qualora ad un episodio di Favonio fresco, facesse seguito l'ingresso di una nuova perturbazione.

In primo piano - 17 Gennaio 2014, ore 10.30

La fase atmosferica straordinariamente temperata di questo inverno, è stata determinata da una serie di fattori predisponenti che hanno sistematicamente impedito alle masse d'aria più fredda provenienti da nord o da est, di avviare il normale raffreddamento stagionale. Abbiamo avuto a che fare con un eccesso di freddo concentrato sul comparto canadese che ha determinato su questo settore dell'emisfero, l'instaurarsi di consistenti anomalie termiche negative, controbilanciato da intense anomalie positive sull'Europa.

Nell'ultima settimana la situazione è andata gradualmente modificandosi anche a livello europeo, ritroviamo così le prime masse d'aria fredda invernale (in netto ritardo sulla tabella di marcia) alla conquista dapprima della penisola Scandinava, successivamente anche di porzioni dell'Europa nord-orientale. Questo raffreddamento della temperatura può essere visto a tutti gli effetti come "segnale premonitore" di un probabile cambiamento di circolazione che dovrebbe portare ad un raffreddamento anche dei settori europei centrali entro la fine di gennaio.

Questa linea di tendenza viene promossa questa mattina sia dal modello americano GFS, sia da quello inglese ECMWF, pur con termiche differenti tra l'uno e l'altro.

Il run di controllo del modello americano, pone l'accento su una previsione che renderebbe felici diversi abitanti delle regioni settentrionali, proponendo una sequenza di eventi che permetterebbe l'arrivo delle prime nevicate estese a quote pianeggianti della stagione.

Come sarebbe possibile tutto questo?


"Fare" la neve sulle regioni del nord è in realtà piuttosto semplice; sulla Valpadana, grazie ai tipici fenomeni di omotermia della colonna d'aria caratteristici dell'inverno, non è necessario scomodare nemmeno temperature tanto gelide per consentire ai fiocchi di raggiungere la pianura. La migliore garanzia di neve per tutti sarebbe legata sempre ad una irruzione di venti orientali freddi, seguiti da un "respiro" più mite e umido di origine mediterranea o atlantica ma non è questo l'anno ottimale per le irruzioni da est.

Cosa ci rimane allora?


Mancando i venti da est, il secondo rapido ed efficace metodo per ottenere la neve in pianura su alcuni settori del settentrione, consiste nella rapida sovrapposizione tra un episodio favonico (Favonio freddo o fresco) ed aria più umida di origine atlantica o mediterranea. L'arrivo del Favonio in Valpadana è in grado di apportare un abbattimento dei valori termici in quota, ma soprattutto un abbattimento della temperatura di rugiada che si rivelerà di auto fondamentale in un secondo momento.

A seguito di questa prima fase molto secca, l'arrivo entro breve tempo di una nuova perturbazione apportatrice di venti meridionali, determina una umidificazione di tutta la colonna d'aria atmosferica che può quindi portarsi con gran facilità su valori termici prossimi allo zero a scapito di un aumento dell'umidità relativa.

Creata l'omotermia, in caso di precipitazioni il fiocco di neve potrà quindi conservarsi intatto sino al livello del suolo, garantendo l'arrivo di neve anche in pianura. Questo tipo di situazioni nevose "post favoniche" privilegiano solitamente il Piemonte e l'ovest della Lombardia sino al milanese mentre le zone poste più ad est, ricadono spesso nella trappola della pioggia a causa di un surriscaldamento troppo marcato delle temperature alle quote superiori.

La previsione/ipotesi qui proposta si riferisce alla fine di gennaio 2014, evidenziando proprio la creazione di una dinamica di questo tipo, la quale vedrebbe in gioco sul nostro continente, masse d'aria di origine artico-marittima. 
Si tratta appunto ancora solo di una ipotesi, che dovrà essere suffragata e confermata nei prossimi giorni.


Autore : William Demasi

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