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il generale, l'Atlantico e il gobbo: tutte le tendenze della prima decade di gennaio

Carrellata di proiezioni sul medio-lungo termine con gli scenari al momento più probabili.

In primo piano - 31 Dicembre 2010, ore 11.55

L'inverno da qui all'Epifania si concederà un rilassante saliscendi sull'altalena atmosferica. Questo per via di numerosi capovolgimenti di fronte dovuti agli incerti colpetti di acceleratore e alle successive indecise frenate. Ne deriverà un periodo festivo caratterizzato da alti e bassi, ma senza fasi di particolare enfasi. Tutto nella norma insomma.

Vediamo quali potrebbero essere i protagonisti di questa prima settimana del nuovo mese:

Il generale inverno

Indubbio protagonista della scena europea e mediterranea, affonderà la sua impronta anche sull'Italia, mostrando il suo volto più tipico. Si partirà con qualche pioggia qua e là sulle rergioni ioniche e sulla Sardegna meridionale a Capodanno. A seguire ecco subentrare alcuni spifferi freddi lungo l'Adriatico, accompagnati da qualche fiocco occasionale anche a bassa quota. L'apice dell'evento il 3 di gennaio. Il calo termico coinvolgerà poi un po' tutto il Paese, ma sarà il nord, in particolare l'arco alpino, ad accodarsi all'Adriatico per il freddo, quantunque senza particolari sconvolgimenti nè anomalie e soprattutto con tempo complessivamente asciutto.

L'Atlantico

Potrebbe salire alla ribalta delle scene successivamente alla sventagliata fredda, ossia intorno al 4-6 gennaio. La risposta sarà un classico addolcimento delle temperature che al centro e al sud riuscirà a penetrare senza particolare difficoltà, mentre al nord dovrà vedersela con correnti a maggiore curvatura ciclonica, dunque predisposte alla costruzione di nuvolosità. In quel frangente non si esclude la possibilità di qualche fiocco a quote basse e magari a tratti anche in pianura, specie al nord-ovest se la traiettoria delle correnti lo permetterà. Il limite bianco è comunque destinato a salire a quote montane, anche in vista del passaggio successivo.

Il gobbo

Ossia l'alta pressione subtropicale nord-africana. In realtà se ne rimarrà bella bella nei suoi luoghi di origine, anche se l'accelerata del Getto sull'onda della spinta atlantica potrà allungare fin sul bacino centrale del Mediterraneo le sue correnti periferiche. Ne deriverà tra l'Epifania e l'8 gennaio una generale scaldata, più evidente sulle nostre regioni meridionali dove le temperature saliranno qualche grado al di sopra delle medie di riferimento. Diversi scenari comunque danno vita breve a questo tipo di evoluzione, introducendo un nuovo possibile ritorno del freddo entro la metà del nuovo mese, anche se a tal proposito diverse forzanti trasversali ci suggeriscono di ritornare sull'argomento nei prossimi aggiornamenti.

 

 


Autore : Luca Angelini

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