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Il generale inverno potrebbe non mollare la presa tanto facilmente

Aumentano le possibilità di assistere ad un proseguimento della stagione invernale su standard decisamente più freddi e movimentati. Vediamo perchè.

In primo piano - 17 Gennaio 2013, ore 12.00

Prosegue la stagione invernale e si riaccendono le speranze di assistere ad una seconda metà della stagione fredda improntata su standard decisamente più dinamici e movimentati. Il ritorno del famigerato anticiclone delle Azzorre resta una pura chimera modellistica con passaggi perturbati e veloci perturbazioni che fanno capolino nei modelli matematici di previsione persino a distanze da medio termine. A tal proposito emblematica è stata la comparsa dell'intenso sistema perturbato che investirà lo stivale nel corso di questo fine settimana. Un evento atmosferico che è stato costruito "da zero" su distanze previsionali di poco superiori alle 100 ore.

Osservando carte e modelli di questi giorni viene costantemente posticipato il ritorno di fantomatici anticicloni che al momento esistono solo su mappa. La differenza forse più lampante rispetto allo scorso anno risiede in una recidiva fase di debolezza del Vortice Polare, il quale potrebbe seguitare ad essere disturbato per gran parte di febbraio.

Statisticamente anche nel passato il mese di febbraio, erroneamente scambiato per un mese precursore della primavera, si è in realtà dimostrato per i nostri lidi un periodo stagionale estremamente perturbato, con scenari di gran freddo che più volte hanno condizionato il tempo dell'Italia soprattutto nella sua prima metà.

Il nocciolo duro della stagione invernale arriverà ora?

La risposta a questa domanda potrebbe a tutti gli effetti trovare un riscontro positivo con la realtà dei fatti. Questa mattina troviamo ancora una forte incertezza nella previsione del tempo già a scadenze relativamente brevi. (100 ore)

Il modello americano propone infatti un proseguimento della terza decade di gennaio su standard termici moderatamente freddi ma sotto il rigido controllo dell'anticiclone delle Azzorre che risultando parzialmente disteso sulla penisola Iberica potrebbe facilmente influenzare l'andamento della circolazione sullo stivale.

 

 

Il modello inglese propone invece scenari decisamente più invernali. L'elevazione parziale dell'anticiclone sin verso il Regno Unito (corrispondente forse ad una attivazione della famigerata wave due) consentirebbe la discesa di aria sempre più fredda di origini artico-marittime sin verso l'Europa centrale tentando un approccio al Mediterraneo ed all'Italia.

 

La situazione risulta dinamica ed evolutiva.

Seguite gli aggiornamenti.

 

 


Autore : William Demasi

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