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Il freddo scongiurerà finalmente l'arrivo di altre alluvioni?

L'arrivo della fase fredda prevista perdurare anche i prossimi giorni, scongiurerà finalmente il rischio di ulteriori episodi alluvionali sul nostro Paese? La risposta a questa domanda è in parte affermativa, cercheremo di spiegarvi il perche.

In primo piano - 25 Novembre 2013, ore 10.00

L'arrivo delle precipitazioni alluvionali sul nostro Paese, rappresentano un fenomeno atmosferico tipicamente autunnale, legato alla formazione ed evoluzione di alcune particolari categorie di temporali definiti "autorigeneranti". L'origine e la potenza di queste caratteristiche "tempeste" di fine stagione risiede tutto nella presenza di masse d'aria ancora surriscaldate che si ritrovano coinvolte all'interno di circolazioni cicloniche le quali portano sul Mediterraneo le prime masse d'aria fresca provenienti dal nord Europa o dal nord Atlantico. 

Questa grande quantità di calore che viene accumulato dall'atmosfera, impiega diverse settimane prima di essere riassorbito completamente. Le depressioni caratteristiche del periodo autunnale portano quindi a stretto contatto masse d'aria dalle caratteristiche ancora subtropicali (sovente nord-africane) con le prime intense irruzioni di aria fresca o fredda che origina dal grande nord. L'abbassamento delle fasce anticicloniche subtropicali (anticiclone delle Azzorre - anticiclone termico Africano) completano un quadro che permette alle depressioni autunnali di possedere alcune precise caratteristiche possibili da riscontrare solo in questo determinato periodo. 

L'ulteriore avanzamento della stagione mette solitamente fuori gioco l'influenza sul bacino del Mediterraneo dei richiami molto caldi ed estremamente umidi che derivano ancora dal calore immagazzinato durante la stagione estiva da parte del sistema terra-acqua. La depressione che sta interessando il Mediterraneo e l'Europa in questi giorni, deriva direttamente dal distaccamento di un "nocciolo" d'aria molto fredda dal Vortice Polare, apportando così un netto rimescolamento delle masse d'aria nel Mediterraneo. 

L'aria calda e molto umida che sino a pochi giorni fa ancora resisteva su alcune zone del Mediterraneo, viene così sostituita da masse d'aria decisamente più fresche. Queste nuove masse d'aria in arrivo, non sono più in grado di garantire il corretto apporto di calore ed umidità di cui si "nutrono" gli intensi temporali autorigeneranti, quasi sempre protagonisti di tutte le più disastrose alluvioni che caratterizzano la storia del nostro clima. 

Quando masse d'aria così fredda come quella attuale, transitano al di sopra del Mediterraneo, determinano un netto raffreddamento della superficie, andando ulteriormente a limitare l'eventuale apporto di calore dal basso, diminuendo la probabilità che, a parità di sinottica, possa avvenire un episodio alluvionale a dicembre piuttosto che ottobre o novembre. 

Questo naturalmente non esclude la possibilità di assistere a precipitazioni estremamente intense e vigorose anche durante l'inverno o addirittura la primavera. In questi casi tuttavia, le eventuali alluvioni (rare ma sempre possibili) durante altri periodi dell'anno che non riguardino l'autunno, sono quasi sempre imputabili a marcati fenomeni di Stau, in grado di generare cumulonembi orografici con grandi quantità d'acqua scaricate sul lato sopravvento di una barriera montuosa.

Nelle situazioni autunnali, l'elevata energia potenziale ancora presente sui settori caldi delle depressioni, sono in grado di rendere molto pericolose anche le caratteristiche linee di convergenza dalle quali poi si originano potenti sistemi convettivi. Durante altre stagioni il solo scontro di due masse d'aria dalle caratteristiche termodinamiche differenti, non è più sufficiente a generare temporali di questa portata, la massa d'aria calda ha quindi bisogno di "una spinta" in più, generalmente offerta proprio dall'opposizione di un rilievo montuoso. 


Autore : William Demasi

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