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Il disgelo natalizio: capita spesso, perchè?

Meteolive cercherà di spiegarvi le ragioni per le quali il periodo di Natale (o nelle vicinanze) coincide spesso e volentieri con una fase atmosferica piuttosto mite, sovente dominata da rimonte anticicloniche oppure da temporanee fasi occidentali dei venti in quota. Ovviamente di tutta l'erba non bisogna fare un fascio, ci sono state anche delle eccezioni ma a grandi linee il tempo atmosferico durante il periodo natalizio tende ad evolvere verso questa direzione. Proveremo a fornirvi una chiave di lettura su questo curioso fenomeno.

In primo piano - 18 Dicembre 2017, ore 08.30

Con l'arrivo della stagione autunnale, il tempo atmosferico tende a presentare con sempre maggior frequenza l'arrivo di impulsi perturbati di varia natura che riescono ad entrare nel bacino del Mediterraneo con sempre maggiore facilità, avviando tutta quella serie di "trasformazioni" atmosferiche atte a traghettarci verso l'autunno avanzato ed infine l'inverno. Questo processo è strettamente relazionato al graduale ritiro delle fasce anticicloniche subtropicali verso latitudini più meridionali, lasciando campo aperto all'influenza delle masse d'aria instabili e fresche provenienti dall'oceano Atlantico oppure dal nord Europa. 

La maggiore invasività da parte di perturbazioni ed occasionali ondate di freddo (queste ultime soprattutto nella parte finale dell'autunno) derivano dal graduale processo di ricompattamento e raffreddamento del Vortice Polare Troposferico durante tutto il periodo autunnale. Questo processo culmina solitamente durante il periodo di Natale, quando il raffreddamento radiativo dell'atmosfera al di sopra del polo, raggiunge i massimi livelli. Questa particolare fase atmosferica indotta dalle giornate estremamente corte, porta ad un naturale ricompattamento del Vortice Polare che tende sovente a "chiudersi" senza lasciare sfuggire aria fredda verso le medie latitudini.

Tutto il freddo rimane racchiuso all'interno del vortice, confinato essenzialmente alle regioni polari, mentre i settori posti a media latitudine tendono a divenire sede di correnti occidentali che agevolano l'espansione delle fasce anticicloniche (quali ad esempio l'anticiclone delle Azzorre) lungo i paralleli, favorendo tipiche fasi di stasi atmosferica, sovente accompagnate da temperature attestate su valori miti. 

L'inverno (quello vero) alle medie latitudini, deriva essenzialmente da una fase atmosferica in cui il Vortice Polare risulta assai disturbato, l'emisfero boreale viene così interessato da una serie di forti ondulazioni del getto d'alta quota che agevola lo scambio di masse d'aria polo-equatore, contribuendo a trasferire aria fredda verso sud, ed aria calda verso nord. Questa fase atmosferica interviene con maggiore facilità nel momento in cui le giornate tendono ad allungarsi, il processo di ricompattamento del Vortice Polare si interrompe e tende ad avviarsi quella fase atmosferica caratteristica del cuore dell'inverno (gennaio e febbraio) in cui tendono ad essere favoriti scambi meridiani delle masse d'aria. 

 

 


Autore : William Demasi

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