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Il dilemma di domenica 28 e lunedì 29: pro e contro per un bis nevoso fino in pianura al nord-ovest

La posizione finale di un minimo di pressione in risalita da Gibilterra sarà il perno della nuova perturbazione attesa al centro-nord tra domenica e lunedì. Imbiancato a tratti fino a quote basse anche l'Appennino toscano.

In primo piano - 24 Novembre 2010, ore 11.04

Nel corso del prossimo fine settimana proseguirà a pieno regime lo scivolamento di nuclei di aria artica marittima verso l'Europa occidentale. Il filo conduttore sarà il ramo discendente principale della Corrente a Getto Polare; il canale di passaggio sarà l'autostrada aerea aperta tra mar di Norvegia-Isole Britanniche-golfo di Biscaglia.

Attenzione però: esiste anche un ramo secondario del Getto Polare, un fiume d'aria persosi per le acque dell'Atlantico centrale e che sabato riconfluirà nella struttura madre all'altezza di Gibilterra, in direzione del Mediterraneo centrale. Nel punto di confluenza avverrà un complesso scambio di vorticità, tale da approfondire un minimo di pressione e il relativo sistema frontale che avrà il compito di separare le due nuove masse d'aria: quella fredda artica marittima da una parte e quella mite afro-mediterranea dall'altra. Queste ultime si misceleranno a dovere, mettendosi in gioco sul Mare Nostrum tra il weekend e la giornata di lunedì interessando anche l'Italia, in particolare le nostre regioni centrali e settentrionali.

Ora, la componente dinamica descritta non sarà la sola fonte di destabilizzazzione di quest'onda perturbata; ci si metteranno anche gli attriti che queste correnti incontreranno nel loro transito sulla catena marocchina dell'Atlante da una parte e sul tavolato montuoso iberico all'altra. Per venire al dunque, questo neonato trottolone depressionario risalirà domenica il Mediterraneo transitando lungo la nuova autostrada aerea aperta tra Baleari-Sardegna- Bocche di Bonifacio-Grossetano. La perturbazione associata dispenserà quindi domenica rovesci soprattutto al centro, con le quote neve più interessanti distribuite in modo estremamente complesso tra Toscana, Umbria e Marche, dove varieranno in modo anche repentino tra gli 800 metri del tratto appenninico tosco-emiliano fino ai 1600 del tratto umbro-marchigiano, oltre sui rimanenti settori.

Ma è al nord-ovest che la perturbazione genererà l'attesa nevosa più intrigante. Nella notte su lunedì e nella prima parte della mattinata, la chiusura del minimo di pressione, con sviluppo di un fronte occluso proprio sulla verticale del nord Italia, potrà riproporre un bis nevoso, dopo il presunto antipasto previsto per venerdì.

Al momento, la posizione descritta del minimo, sembra leggermente più meridionale di quanto preventivato dalla modellistica a nostra disposizione nelle precedenti corse. Cosa cambierebbe allora? Alla luce degli ultimi risvolti, pare che il Piemonte, la Valle d'Aosta e il Varesotto, le favorite numero uno, potranno vedere certamente qualche fiocco fino al piano, ma le precipitazioni risulteranno deboli e intermittenti, dunque poco "produttive".

Viceversa sul resto della Lombardia e sull'Emilia fino al reggiano a fronte di un profilo termico leggermente più sgangherato, ritroveremo precipitazioni più decise, dunque la possibilità di qualche centimetro di accumulo al suolo. Lo stesso dicasi per il canale ligure della Tramontana, tra Genovesato e Savonese, dove i fiocchi potranno venire scaraventati dai versanti padani verso il mare raggiungendo i quartieri alti delle città in modo più che altro coreografico. Il tutto si concentrerà poi per il resto della giornata sul Triveneto, dove il limite bianco comunque non toccherà le pianure, fermandosi solo al di sopra dei 400-500 metri.

Un ultimo appunto: i delicati sfarfallamenti di questi minimi ballerini danno luogo a variazioni localmente anche significative nella distribuzione e nell'entità dei fenomeni previsti. Questo suggerisce senz'altro di tornare sul discorso prossimamente analizzando gli eventi alla luce degli ultimi aggiornamenti. Rimanete con noi.


Autore : Luca Angelini

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