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Il dilemma delle nevicate di lunedì

Punto focale le nostre regioni settentrionali, dove le simulazioni più recenti indicano la possibilità di precipitazioni diffuse che potranno giungere sotto forma di neve fino al suolo su diverse regioni. Ecco un primo quadro di quanto si prospetta.

In primo piano - 7 Febbraio 2013, ore 12.21

Quattro giorni, un lampo per il tempo atmosferico, un'eternità per i nostri modelli. Siamo a 100 ore o poco più da un importante peggioramento che sembra delinearsi con sempre maggior probabilità su gran parte dell'Italia. Il nostro settentrione, dopo l'afflusso di ripetuti impulsi di aria molto fredda, ma fino ad allora asciutta, vedrà sopraggiungere rapidamente una attiva perturbazione atlantica.

Il minimo portante, proveniente dall'area groenlandese, seguirà una traiettoria ad arco che lo porterà a fare il suo ingresso sui nostri mari di ponente dalla valle del Rodano. Per di più il gradiente di pressione, in altre parole, il raggio ciclonico di questo minimo, sarà abbastanza largo da abbracciare in toto gran parte dell'Italia.

Nasceranno così accesi contrasti con attivazione in quota di correnti meridionali miti e umide che si troveranno a scorrere sopra il cuscino freddo pregresso. E' la tipica situazione da neve fino in pianura per le nostre regioni settentionali.

Analizzando l'evento in via probabilistica, metodo altamente confacente su prognosi a media e lunga scadenza, pare possibile che i fatti potranno svolgersi seguendo il seguente schema base:

Domenica 10 il ramo freddo della perturbazione atlantica interesserà i settori alpini di confine centro-occidentali con qualche nevicata fino a bassa quota. Intanto da est affluisce lungo la val Padana aria fredda nei bassi strati che manterrà cieli molto nuvolosi fin dal mattino. In serata la perturbazione valica le Alpi e scava un minimo sul golfo Ligure, il minimo cui accennavamo poc'anzi.

La notte su lunedì le correnti tenderanno dunque a ruotare dai quadranti meridionali, apportando le prime deboli precipitazioni su Liguria e alta Toscana. Possibilità di deboli nevicate fino a bassa quota.

Lunedì ecco svilupparsi attorno al nuovo minimo una attiva perturbazione fresca di fabbrica, il cui ramo caldo in quota sorvolerà come detto l'aria fredda dando il via alle prime nevicate fino in pianura. Stante l'orientamento delle correnti portanti la pianura piemontese occidentale, l'Emilia orientale, la Romagna e il basso Veneto potrebbero rimanere spesso all'asciutto.

Le nevicate dunque potrebbero interessare con maggior probabilità e intensità l'est del Piemonte, la Liguria centrale (abbondanti su tutto l'entroterra della regione), l'Emilia occidentale, la pedemontana veneta, il Trentino, l'Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia. Fiocchi attesi fino in pianura, ma con progressivo rialzo a quote collinari sul nord-est, possibili fioccate anche su Genova e Savona, deboli su Torino e Aosta, moderate su Milano e Piacenza, moderate in mattinata anche su Verona, insomma un quadro nevoso da tenere in opportuna considerazione.

Naturalmente occorrerà monitorare passo passo l'effettiva evoluzione degli scenari probabilistici per affinare man mano la linea di tendenza a centrare questo ennesimo dilemma nevoso tutto italiano.


Autore : Luca Angelini

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